L’atomica. Scienza, cultura, politica PDF

Please l’atomica. Scienza, cultura, politica PDF this error screen to ns120. Fu il giornalista del New York Times William L.


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E’ di non molti anni fa il successo di Copenaghen, la pièce teatrale del drammaturgo inglese Michael Frayn sulla visita, nel settembre del 1941, di Werner Heisenberg a Niels Bohr, forse prossimi alla formula della bomba atomica. Il testo è astratto e concettuale, il linguaggio molto tecnico, incerto il contenuto stesso di quell’incontro tra fisici, eppure lo spettacolo di Frayn ha un’enorme risonanza internazionale. Che cosa significa, oggi, ripercorrere quegli inizi, apparentemente così lontani? E a quali scenari, presenti e futuri, ha dato il via la bomba?Il presente volume è in prima istanza un contributo a questa riflessione. Certamente le indagini sulla cooperazione internazionale degli ultimi decenni hanno messo a punto approfonditi strumenti di analisi sullo sviluppo nucleare. Ma il tema continua a essere studiato, analizzato, dibattuto in una comunità per lo più strettamente scientifica. La società odierna, da parte sua, manifesta un interesse sempre più marcato per i problemi posti dall’applicazione delle conoscenze tecnologiche, come del resto dimostrano quotidianamente anche gli organi di stampa. Il nostro dovere, come studiosi, è allora di esplorare i nessi, compositi e talvolta ignoti, della questione atomica sul piano dell’intersecazione – culturale, sociale e politica – di esperienze che non possono e non devono restare isolate. Ed è questo che il dibattito sul nucleare oggi può fare: esaminare non solo funzione e limiti della scienza, ma soprattutto trovare un punto di contatto tra la scienza e quei campi della conoscenza che approfondiscono sia l’indagine delle motivazioni storiche, politiche e culturali dei conflitti, sia la loro imprescindibile connessione col discorso etico.

Tra il 1946 e il 1958 gli Stati Uniti provocarono decine di esplosioni nucleari nell’atollo di Bikini. Di vera e propria emergenza nucleare si poté parlare, però, solamente a partire dal 1949, anno in cui i Sovietici riuscirono a costruire il loro primo ordigno atomico. Nel 1953 il presidente Eisenhower in un pubblico discorso auspicò un capillare utilizzo dell’energia nucleare per scopi civili. Un anno dopo prese il via la prima centrale elettronucleare del mondo ad Obninsk in Unione Sovietica. CIA tentò di invadere l’isola di Cuba. Negli anni sessanta all’utilizzo dell’espressione era atomica si iniziò a preferire quello di Era spaziale, aperta ufficialmente dal lancio dello Sputnik nello spazio, nel 1957. L’attenzione dell’umanità nei confronti del rischio nucleare è ulteriormente aumentata di fronte alle velleità dell’Iran di munirsi dell’atomica e da più parti, soprattutto in Occidente, è corsa contro il tempo per impedire che ciò avvenga.

L’utilizzo dell’energia nucleare per scopi civili nel frattempo è proseguita, pur facendo registrare alcune battute d’arresto, dovute soprattutto all’impatto sull’opinione pubblica di alcuni incidenti nucleari e in particolare della catastrofe ambientale di Černobyl’ in Ucraina nel 1986. Nell’immediato dopoguerra l’energia atomica fu vista non soltanto come pericolo per l’umanità, ma anche come speranza per un rapido sviluppo economico della società. Il paese capofila di questa istanza furono gli Stati Uniti. Il fronte tecnologico si arricchì di una nuova invenzione nel 1948, quando fu costruito il primo rudimentale orologio atomico.

Altre proposte ed idee sorsero per fabbricare fertilizzanti atomici o per usare l’energia atomica nel campo dell’escavazione dei canali. Ben presto, però, fu chiaro che questi progetti sarebbero stati difficili da mettere in pratica, soprattutto per i costi esorbitanti di realizzazione. In campo scientifico e in particolare nella ricerca medica si registrarono degli importanti progressi. La medicina nucleare fece passi in avanti sia per ciò che riguarda il lato diagnostico che quello terapeutico. L’invenzione nel 1950 del pacemaker ha proposto all’attenzione della scienza medica anche la sua versione nucleare o atomica. Vennero pubblicati inoltre numerosi romanzi che trattavano tematiche legate alla guerra nucleare con tutte le conseguenze in termini di distruzione pressoché totale per la civiltà e per l’uomo, inquadrabili nel filone della fantascienza apocalittica e post apocalittica. 1982-1985, con interviste a studiosi scientifici e politici del tempo.

Negli anni cinquanta, negli Stati Uniti d’America vennero realizzati film che rispecchiavano la visione ottimistica di quel tempo e film che, viceversa, riflettevano tutte le paure ed il pessimismo di un’epoca controversa. Accanto a pellicole che immortalano i maggiori attori statunitensi ve ne furono alcune facenti parte del cosiddetto genere del B-movie. Tra questi ultimi, non pochi film si occuparono di era atomica, di radiazioni e di esplosioni nucleari. In questo decennio videro la luce opere come: Invasion U. Negli anni sessanta le produzioni cinematografiche di argomento atomico declinarono di numero, ma riscossero sempre un buon successo di pubblico. Ted Post e poche altre – si nota un minor interesse per questo argomento. Dagli anni novanta in poi il cinema di genere apocalittico è affiancato in importanza e ben presto superato da quello post apocalittico.