L’ebreo nella soffitta PDF

Parigi è occupata dalle truppe naziste. L’ultimo metrò è l’ultima corsa prima del coprifuoco, il divieto di circolare per le strade notturne dopo le 23. 00, l’ebreo nella soffitta PDF possibilità di ritornare a casa per gli amanti del cinema e del teatro. Il film costituisce il secondo capitolo della filmografia del regista dedicata al tema dello spettacolo.


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Il saggio ripercorre le vicissitudini della piccola comunità ebraica parmense in conseguenza delle leggi antiebraiche del 1938 e ne ricostruisce la storia sino al 1943, soprattutto attraverso le fonti di polizia e in particolare i periodici rapporti dei questori al ministero dell’Interno. La discriminazione e la persecuzione degli ebrei comportarono numerose misure vessatorie, fra cui l’esclusione dalle scuole di alunni e professori ebrei; la proibizione degli impieghi pubblici e dell’esercizio di numerose professioni; i sequestri o le confische dei beni degli ebrei agiati; l’espulsione dal Partito Nazionale Fascista, dalle associazioni ricreative, dalle accademie e dagli istituti culturali. Dopo avere determinato le dimensioni quantitative dell’ebraismo parmense e il suo atteggiamento nei confronti del regime fascista, lo studio fornisce informazioni sugli effetti locali delle leggi antisemite, sul clima di sostanziale indifferenza in cui avvenne la discriminazione, sulla propaganda antisemita nella provincia e sui contrapposti comportamenti di violenza o di solidarietà che le leggi antiebraiche provocarono; esamina inoltre l’atteggiamento delle gerarchie della chiesa cattolica locale. Si mostra così un inquietante spaccato della storia di una tranquilla provincia padana.

Le prove sono dirette da Jean Loup Cottins, che si attiene agli appunti lasciati da Lucas, il quale durante le visite serali della moglie le dà suggerimenti per la regia e per la recitazione. Mentre Marion cerca di organizzare la fuga di suo marito, improvvisa giunge la notizia dell’invasione tedesca della zona libera: il progetto di fuga è ormai impraticabile. La prima dello spettacolo è un vero successo. Bernard odia i tedeschi e i giornalisti collaborazionisti, ma la decisione impulsiva di difendere l’interpretazione di Marion dai giudizi negativi è anche una ragione di galanteria, che lo porterà a prendere a pugni Daxiat, critico cinematografico della rivista Je suis partout.

Gli eventi sembrano precipitare con l’arrivo della Gestapo per la perquisizione dei locali del teatro, in particolare dello scantinato, ma grazie al sangue freddo di Marion e alla collaborazione di Bernard, Lucas sfugge di nuovo all’arresto. Tra Marion e Bernard sta crescendo un sentimento d’amore molto intenso, e Lucas lo intuisce. Bernard decide di interrompere le repliche e di passare alla Resistenza clandestina. Epilogo: Marion si reca all’ospedale a far visita a Bernard gravemente ferito e gli parla del loro amore.

Si alza il sipario e il pubblico applaude. Marion appare tenendo per mano da un lato Lucas, ritornato a dirigere il suo teatro, dall’altro Bernard, primattore: tutti e tre si inchinano e ringraziano. Le riprese furono effettuate dal 28 gennaio al 16 aprile 1980. La maggior parte della pellicola fu girata a Parigi nel teatro Saint-Georges, e all’interno di una ex fabbrica di cioccolato situata poco distante dalla capitale francese. Pierre Kunc, fratello di Aymé Kunc , coro dei bambini in chiesa. Il film fu proiettato per la prima volta il 17 settembre 1980.

Il film ebbe successo di pubblico e di critica, vincendo dieci César ed ottenendo una nomination all’Oscar. Truffaut resuscita la Parigi 1942 quasi senza uscire dalle mura di un teatro. Non solo i vestiti e le canzoni, ma anche i colori e perfino la fame e il freddo sembrano d’epoca. Il periodo dell’occupazione tedesca è stato anche il periodo dell’infanzia del regista.