L’economia contemporanea. I protagonisti e altri saggi PDF

Questa è una voce in vetrina. Egli l’economia contemporanea. I protagonisti e altri saggi PDF il colpo di grazia alla religione e alla filosofia medievali.


Författare: Federico Caffè.

Il grande tema che tiene assieme i vari capitoli del presente volume è quello dello sviluppo umano, inteso, letteralmente, come processo di liberazione dai ‘viluppi’, dai lacci di plurima natura (da quelli fisici a quelli culturali). Battersi per lo sviluppo, per Caffè, vuol dire allora battersi per l’allargamento degli spazi di libertà delle persone. Libertà intesa – si badi bene – non solo come assenza di vincoli, ma anche come possibilità concreta di scelta, ad esempio tra stili diversi di vita; tra modelli di sviluppo alternativi. Ecco perché non può bastare la metrica delle preferenze per valutare stati sociali alternativi; non è cioè più sufficiente misurare il grado in cui le preferenze individuali sono soddisfatte in una data configurazione socio-economica. Quel che in più si esige, oggi, è la libertà di poter scegliere: il free to be able to choose e non solo il free to choose, come insisteva Milton Friedman. Di qui la necessità di arrivare a definire una qualche metrica delle opportunità, come Caffè – primo cultore italiano di economia del benessere – andava ripetendo fin dagli anni Cinquanta”. (Dalla Prefazione di Stefano Zamagni)

Nel 1830, si iscrive presso il liceo di Treviri, ottenendo la licenza il 17 agosto del 1835. Nel 1835, su consiglio del padre, Karl si iscrive presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università di Bonn, ma antepone agli studi di diritto quelli filosofici e letterari nei corsi tenuti da Wilhelm August Schlegel. Con una formazione culturale di impronta illuministica, Marx inizia a scrivere una Filosofia del diritto che tuttavia interrompe dopo un centinaio di pagine, convinto che senza un sistema filosofico non si può concludere nulla. Durante il decorso di una malattia legge tutte le opere di Hegel, ricevendone una forte impressione. In quell’occasione, comunica al padre la decisione di abbandonare gli studi giuridici per dedicarsi a quelli filosofici. Non potendo attaccare l’assolutismo monarchico la critica dei giovani hegeliani era rivolta contro la religione ufficiale: nel 1835 David Friedrich Strauß aveva pubblicato una eterodossa Vita di Gesù interpretando i vangeli come un insieme di miti. Marx si trovò così a frequentare dal 1837, nel sobborgo di Stralau, il Doktorklub, un circolo berlinese di giovani hegeliani, che passò in breve da posizioni monarchiche liberali a posizioni giacobine, assumendo il nome de Gli amici del popolo.

Nel 1839, ancora studente, pubblica la sua prima opera dal titolo Szenen aus: Oulanem. Prepara, dalla fine del 1838 al 1840, una Storia della filosofia epicurea, stoica e scettica come tesi per la sua laurea ma, data la vastità dell’impegno, la interrompe. La filosofia griderà sempre agli avversari con Epicuro: empio non è colui che nega gli dèi del volgo, ma colui che attribuisce agli dèi i sentimenti del volgo. La filosofia non fa mistero di ciò. Bruno Bauer, cui è impedita l’attività accademica nell’Università di Jena. Lo stesso Marx, che pensava a una carriera universitaria, avverte l’urgenza di un diretto impegno politico. Dal tono circospetto della risposta s’intuisce già un certo interesse da parte di Marx per tali idee.

Marx lascia il 17 marzo 1843 la redazione del giornale, che viene soppresso dal governo il 21 marzo, a causa della situazione in cui la censura pone il giornale. Scrive a Ruge: Ero stanco dell’ipocrisia, della brutalità poliziesca e anche del nostro servilismo. Il governo m’ha reso la mia libertà. La forma più rigida del contrasto tra l’ebreo e il cristiano è il contrasto religioso. Come rendere impossibile un contrasto religioso?

Marx ritiene che la risposta di Bauer poggi su un equivoco. Invece per Marx esistono tre possibili emancipazioni: religiosa, politica e umana. Bauer si è fermato alle prime due forme, Marx ritiene fondamentale giungere alla terza. Stato politico e la terra, la realtà, la società civile. La critica di Marx si sposta così ai “diritti dell’uomo”: essi sono il prodotto storico della Rivoluzione americana e di quella francese, in essi quindi si cela una mistificazione. Nella società borghese quindi, sussistendo questa scissione tra pubblico e privato, l’uomo è solo “sulla carta”, astrattamente, membro dello Stato, in quanto solo nella sfera giuridica e politica ogni uomo è uguale agli altri, non già nell’ambito reale della vita economica e sociale, in cui tutti gli uomini sono diseguali. La società umana, non quale è ma quale dovrebbe essere, è perciò ipotizzata da Marx come razionale e unitaria, priva di conflitti, tanto che in essa non è necessaria l’esistenza di diritto e di politica, in quanto la libertà è in essa realizzata in una unità organica di tutti gli individui, è unità di società e di individuo.