L’ultimo indagine del commissario PDF

Nominato commissario liquidatore della Banca Privata Italiana e delle attività finanziarie del banchiere siciliano Michele Sindona, fu assassinato l’11 luglio 1979 da un sicario ingaggiato dallo stesso Sindona. Nel 1962 l’ultimo indagine del commissario PDF, nella chiesa di San Babila a Milano, Anna Lori.


Författare: Davide Camarrone.

Il Cavalier Garbo, commissario di polizia a Palermo, si sveglia ogni mattina con fatica. Forse è la solitudine, forse l’avanzare della sera della vita, ma lo stringe una cintura di tristezza, lo circonda un alone di malinconia. O forse è colpa dell’epoca sua, la Belle Epoque morente che in Palermo ebbe una delle fiorite capitali. L’antica, “felicissima” città, ha subito drastici cambiamenti nel suo aspetto. Alla miseria della povera gente che porta più di tutti le ferite aperte dagli sventramenti urbanistici, e alla pigrizia arrogante dell’aristocrazia che impoverisce, s’è aggiunta la spregiudicatezza di una classe nuova di ricchissimi. Così il costume è mutato: più sensibile alle mode, più vizioso. Siamo nel maggio del 1911. In quel di Monreale è sparito l’agente La Mantia, di recente incaricato di un’azione di infiltrazione nella mafia per mandato della Procura del Re. Il Commissario Garbo scopre subito che un altro delitto importante, finora camuffato da incidente, può essere collegato al fascicolo La Mantia. E dietro il tutto, scompare e compare un altro mistero, ancora più torbido perché stavolta riguarda il Palazzo. L’integerrimo Procuratore del Re Diotallevi aveva subito qualche tempo prima un incomprensibile attentato. Voci che contano, tra il dire e il non dire, l’avevano spiegato con una messinscena della stessa vittima. L’infamante sospetto aveva costretto il magistrato ad abbandonare, in fretta e furia con un trasferimento, le sue inchieste…

Lo stesso argomento in dettaglio: Banca Privata Italiana. Tale prestito fu accordato con tutte le modalità e transazioni necessarie e fu incaricato il direttore centrale del Banco di Roma, Giovanbattista Fignon, di occuparsi della vicenda. Le banche di Sindona vennero fuse e prese vita la Banca Privata Italiana di cui Fignon divenne vicepresidente ed amministratore delegato. Nel settembre del 1974, Fignon consegnò a Giorgio Ambrosoli la relazione sullo stato della Banca. Fignon continuò nel suo operato, tanto da essere citato anche nelle agende dell’avvocato Ambrosoli, che nulla poteva immaginare di ciò che sarebbe seguito.

Ciò che emerse dalle investigazioni indusse, nel 1974, a nominare un commissario liquidatore che venne individuato nella figura di Giorgio Ambrosoli. Contemporaneamente a questa opera di controllo Ambrosoli cominciò ad essere oggetto di pressioni e di tentativi di corruzione. Queste miravano sostanzialmente a ottenere che avallasse documenti comprovanti la buona fede di Sindona. Se si fosse ottenuto ciò lo Stato Italiano, per mezzo della Banca d’Italia, avrebbe dovuto sanare gli ingenti scoperti dell’istituto di credito. Sindona, inoltre, avrebbe evitato ogni coinvolgimento penale e civile.

Ambrosoli non cedette, sapendo di correre notevoli rischi. 1975 e sono pronto per il deposito dello stato passivo della B. Nel corso dell’indagine emerse, inoltre, la responsabilità di Sindona anche nei confronti di un’altra banca, la statunitense Franklin National Bank, le cui condizioni economiche erano ancora più precarie. L’indagine, dunque, vide coinvolta non solo la magistratura italiana, ma anche l’FBI.