La biblioteca «Roberto Caracciolo» e i suoi manoscritti PDF

Sede del Conservatorio, facciata del palazzo. Il Conservatorio di San Pietro a Majella è un istituto superiore di studi musicali fondato a Napoli nel 1808. La biblioteca «Roberto Caracciolo» e i suoi manoscritti PDF annesso alla chiesa di San Pietro a Majella. Il complesso risulta essere una delle più prestigiose scuole di musica in Italia ed è stato nel corso della sua storia punto cardine nell’influenza della cultura musicale europea contribuendo fortemente allo sviluppo della scuola musicale napoletana.


Författare: Pia I. Vergine.

La Biblioteca “Roberto Caracciolo” di proprietà dei Frati Minori di Lecce, nella sua attuale sistemazione nasce agli inizi degli anni ’60, per volontà di Padre Egidio De Tommaso allorché, Ministro Provinciale dei Frati Minori del Salento, decide di dare seguito ad una Delibera Capitolare già adottata nel 1957 ed istituisce al piano terra della cinquecentesca villa extraurbana di “Fulgenzio della Monica”, annessa all’attuale convento di S. Antonio a Fulgenzio, la Biblioteca Provinciale del suo Ordine intitolata a “Fra Roberto Caracciolo”, insigne predicatore francescano del XV secolo, vescovo di Aquino e di Lecce. Accanto al patrimonio librario della Caracciolo, che ha raggiunto nel giro di pochi decenni una imponente consistenza di oltre 80.000 volumi, va ricordato il patrimonio dei manoscritti a cui questo catalogo è dedicato. Il numero complessivo dei manoscritti, che rientra nel fondo antico, è di 103, compresi quelli di natura archivistica o documentaria. Da questo insieme sono stati presi in considerazione e descritti in catalogo i 93 manoscritti di tipo librario, letterario. Le descrizioni bibliografiche di seguito raccolte nel catalogo lasciano intravedere un mondo poco conosciuto e affascinante, quello dei manoscritti d’epoca moderna e contemporanea, che rappresenta la testimonianza unica, per questo preziosa, di uomini che hanno inteso lasciare traccia di sé creando un testo, fermando un ricordo, annotando la propria quotidianità.

Il conservatorio è frutto dell’unione di quattro precedenti istituti musicali i quali testimoniano l’elevato interesse della città partenopea verso la cultura musicale. Nei complessi infatti si sono formati un numero elevatissimo di eccellenti compositori che portarono al successo lo stile musicale napoletano che si diffuse a sua volta rapidamente nelle corti di tutta Europa. Nel 1825 avviene la prima assoluta di Adelson e Salvini di Vincenzo Bellini. Dal 1826, per ordine di Francesco I, il complesso fu invece trasferito nella sede attuale, in via San Pietro a Majella 35, assumendo la denominazione di Reale Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella. Questo antico edificio, già venerabile convento dei padri celestini di San Pietro a Majella nel 1826 per volontà di Francesco re delle Due Sicilie fu destinato ad accogliere la gloriosa scuola napoletana ed a conservare le preziose testimonianze degli antichi conservatori dei Poveri di Gesù Cristo, Santa Maria di Loreto, Sant’Onofrio a Capuana, Pietà dei Turchini. Proprio nel corso dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento il complesso si arricchì di opere. Busti, ritratti di musicisti e strumenti di personalità illustre venivano, infatti, di volta in volta donati dagli stessi artisti con lo scopo di lasciar custodire al regio collegio le proprie opere o la propria storia.

Alcuni diplomati al conservatorio di Napoli. La sua sede era nell’attuale via Medina, precisamente nell’omonimo complesso religioso. Il conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo era stato fondato nel 1589 da un terziario francescano e venne soppresso nel 1743 in seguito a pesanti tumulti. Lo stesso argomento in dettaglio: Chiostri di San Pietro a Majella. Gli insegnamenti avvengono negli ambienti conventuali dell’adiacente chiesa di San Pietro a Majella. Lo stesso argomento in dettaglio: Museo del conservatorio di San Pietro a Majella.

Si tratta probabilmente del museo di musica più importante al mondo. Lettres familières écrites d’Italie en 1739 et 1740, Parigi 1799. URL consultato il 30 novembre 2011. URL consultato il 4 settembre 2011.

Francesco Florimo, La scuola musicale di Napoli e i suoi conservatorii. Dinko Fabris, La città della Sirena. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta l’11 ott 2018 alle 17:11. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. La neutralità di questa voce o sezione sull’argomento biografie è stata messa in dubbio. Le sue posizioni si inquadrano nell’ambito di una cultura di tipo aristocratico-tradizionale e di tendenze ideologiche in parte presenti nel fascismo e nel nazionalsocialismo, pur esprimendosi spesso in chiave critica nei confronti dei due regimi.

Ma è lo stesso Evola, nel primo numero della rivista da lui diretta, La Torre, quando espone il suo pensiero sul mondo della tradizione, a sintetizzare la sua posizione verso il fascismo: Nella misura che il fascismo segua e difenda tali principi, in questa stessa misura noi possiamo considerarci fascisti. Nonostante ciò, le sue idee eterodosse non sempre sono ben accette dalla classe dirigente italiana del tempo e gli valgono la sospensione di alcune pubblicazioni da parte dello stesso PNF e in Germania il sospetto delle gerarchie naziste. Concetta Mangiapane, nativi di Cinisi, un comune del Palermitano. Studente dell’Istituto Tecnico “Leonardo da Vinci” di Roma.

Nella prima adolescenza, mentre seguivo studi tecnici e matematici, si sviluppò in me un interesse naturale e vivo per le esperienze del pensiero e dell’arte. Da giovinetto, sùbito dopo il periodo dei romanzi d’avventure, mi ero messo in mente di compilare, insieme ad un amico, una storia della filosofia, a base di sunti. Julius Evola, Il cammino del cinabro, op. Evola alcune dirette conseguenze: in primo luogo un’opposizione al Cristianesimo, soprattutto in riferimento alla teoria del peccato e della redenzione, del sacrificio divino e della grazia. Decide dunque di svincolarsi dalla routine borghese, soprattutto nei suoi aspetti più concreti e quotidiani: famiglia, lavoro, amicizie. Inizia giovane l’attività in campo artistico: i primi quadri risalgono al 1915, le prime poesie al 1916.