La collezione cartografica PDF

Cosa voglio esprimere con la mia opera? Niente di diverso da quello che ogni artista cerca: raggiungere l’armonia tramite la collezione cartografica PDF’equilibrio dei rapporti fra linee, colori e superfici.


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Solo in modo più nitido e più forte. Nonostante siano molto famosi, anche se spesso imitati e banalizzati, i quadri di Mondrian dimostrano una complessità che smentisce la loro apparente semplicità. Cominciò la sua carriera come insegnante di italiano, ma praticava anche l’arte della pittura. La maggior parte dei suoi lavori è naturalista o impressionista, e consiste principalmente in paesaggi. In esposizione al Gemeentemuseum di L’Aia si possono vedere svariati dipinti di questo periodo, compresi Il Mulino Rosso e Alberi nella luce della luna. I primi dipinti a mostrarci un accenno dell’astrazione che verrà sono una serie di tele datate tra il 1905 e il 1908,rappresentano scene buie di alberi confusi e case che si riflettono in specchi d’acqua immobile che ce li fanno apparire quasi come macchie d’inchiostro nei test di Rorschach. L’arte di Mondrian fu sempre intimamente legata ai suoi studi spirituali e filosofici.

Nel 1908, cominciò ad interessarsi al movimento teosofico iniziato da Helena Petrovna Blavatsky nella seconda metà del XIX secolo. Mondrian rimase molto colpito da una mostra di opere cubiste ad Amsterdam nell”11 che modificò profondamente il suo lavoro a venire. Nel ’12, Mondrian si trasferì a Parigi, cambiando anche il suo nome da Mondriaan in quello che conosciamo per enfatizzare la sua partenza dalla vita chiusa dello stagno artistico olandese. Da questo momento in poi, firmerà le sue opere come “Mondrian”. Diversamente dai cubisti, Mondrian continuava a tentare di riconciliare la sua pittura con le sue ricerche spirituali, e nel 1913 cominciò a fondere la sua visione d’arte e i suoi studi teosofici in una teoria che segna la sua rottura finale con la pittura rappresentativa. 11 uscite-capitoli sulla rivista De Stijl, tra il 1917 e il 1918. Fu, questo, il suo primo e maggiore tentativo per esprimere la sua teoria artistica in prosa, e non sulla tela.

Costruisco combinazioni di linee e di colori su una superficie piatta, in modo da esprimere una bellezza generale con una somma coscienza. Alla fine della guerra, Mondrian ritornò in Francia, dove rimase fino al ’38. Cominciò a produrre quadri “a griglia” verso la fine del ’19, e, già nel ’20, lo stile per cui sarebbe divenuto famoso cominciò ad apparire. Nei primi dipinti, le linee che delineano le forme rettangolari sono sottili e grigie. Tendono anche a sbiadire man mano che s’avvicinano all’orlo della tela. A partire dal 1921, i quadri di Mondrian raggiungono una forma “matura”.

Spesse linee nere ora separano i quadrati, che sono più grandi e meno numerosi, e che sono lasciati in maggior parte bianchi rispetto ai primi esempi. Nei dipinti del ’21, molte, ma non tutte, delle linee nere si arrestano brevemente a una distanza che può sembrare arbitraria dal bordo delle tele, pur lasciando intatte le divisioni tra le forme rettangolari. Anche in questo caso, la maggior parte dei quadrati è colorata. Queste tendenze sono particolarmente evidenti nelle cosiddette “losanghe” che produsse con regolarità a partire dalla metà degli anni venti.

Esempio tipico si può considerare Schilderij No. Nel 1930 Lola Prusac, stilista per la Casa Hermès, crea una linea completa di borse e bagagli direttamente ispirate delle opere di Mondrian con tagli rossi, gialli e blu. Nonostante il visitatore sia intralciato dal vetro di protezione e il pedaggio pagato dalla tela al tempo e agli spostamenti sia ovvio, un esame più attento di questo dipinto ci può rivelare qualcosa del metodo dell’artista. I quadri di Mondrian non sono composti di zone perfettamente piatte di colore, come ci si potrebbe aspettare. Le linee nere sono gli elementi più piatti, con la minore profondità. Le forme colorate hanno le più banali pennellate, tutte nella stessa direzione.

Più interessanti, comunque, rimangono le parti bianche, chiaramente dipinte a strati, con pennellate che vanno in direzioni diverse. 1 può esser citato come il più estremo punto del minimalismo di Mondrian. Con il passare degli anni, le linee cominciarono a prendere la precedenza sulle zone di colore nei suoi dipinti. Negli anni trenta, iniziò ad usare linee ancor più sottili o doppie linee con maggior frequenza, solamente punteggiate da poche e piccole zone colorate, sempre che ce ne fossero. Nel settembre ’38, Mondrian lasciò Parigi a causa dell’avanzante Nazismo per trasferirsi a Londra. Dopo l’invasione dei Paesi Bassi e la caduta di Parigi nel ’40, lasciò anche Londra per New York, dove rimase fino alla morte.

Alcuni degli ultimi lavori di Mondrian sono difficili da sistemare nei riguardi del suo sviluppo artistico, anche perché svariate tele, che lui aveva cominciato a Parigi o Londra, furono completate solo mesi o anni dopo a New York. Ad ogni modo, le opere terminate di questo suo ultimo periodo dimostrano un “traffico” inconsueto e senza precedenti, con più linee che in qualsiasi altro lavoro dagli anni ’20, sistemate in una maniera quasi sovrapposta, che potrebbe anche apparire cartografica. Nel ’33, Mondrian aveva prodotto una Composizione con Losanga e Quattro Linee Gialle, un dipinto semplice ma che introduceva ciò che per lui era un’innovazione scioccante: spesse linee colorate a sostituire quelle nere. Dopo questo dipinto, questa pratica rimase “dormiente” nell’artista e nelle sue opere fin quando non arrivò a New York, quando la accettò, abbandonandovisi. Le nuove tele iniziate da Mondrian a New York sono ancor più stupefacenti, e indicano l’inizio di un nuovo linguaggio sfortunatamente troncato dalla morte dell’artista. Il suo quadro Broadway Boogie-Woogie, esposto al MoMA di New York è di grandissima influenza per la scuola della pittura astratta geometrica.

In queste opere finali, le forme hanno in effetti usurpato il ruolo delle linee, aprendo una nuova porta per lo sviluppo di Mondrian come astrattista. I quadri della serie “boogie-woogie” erano più parte di una modifica rivoluzionaria che evolutiva, che rappresenta il più radicale sviluppo nel lavoro del Nostro dal momento del suo abbandono dell’arte rappresentativa nel ’13. L’apparente semplicità delle opere più conosciute di Mondrian portano molte persone a credere che chiunque, finanche un bambino, possa dipingerle. Invece, accurati studi sulla sua composizione neoplastica dimostrano che sono lavori completamente originali estremamente difficili da riprodurre con lo stesso effetto che lui fu in grado di ottenere.