La contessa PDF

Questa voce o sezione sugli argomenti biografie e storia moderna è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. La Contessa di Castiglione fotografata da Pierre-Louis Pierson, 1863-66 ca. Considerando la sua intraprendenza e le la contessa PDF doti di fascino, utili per il politico, il cugino Cavour nel 1855 la inviò in missione alla corte francese di Napoleone III per perorare presso l’imperatore l’alleanza franco-piemontese. La rivalità giunse al punto che, essendo stato l’imperatore oggetto di un attentato nella casa della contessa in Rue Montaigne, si disse che si fosse trattato di una messinscena orchestrata dall’imperatrice stessa per danneggiare la rivale.


Författare: Divier Nelli.

In una Viareggio invernale avviene un delitto apparentemente inesplicabile che riguarda una nobildonna che vive in un mondo del passato. Il maresciallo Di Martino dovrà indagare sulla vicenda. Presentazione di Carlo Lucarelli.

La Oldoini si contraddistinse anche per la passione per l’autoritratto fotografico: collaborò infatti tra il 1856 e il 1895 col fotografo francese Pierre-Louis Pierson in una serie di oltre 450 scatti che la ritraevano in una moltitudine di personaggi differenti. La Contessa di Castiglione proseguì la sua carriera. Tornò in Italia e invecchiò nella sua villa familiare a La Spezia, in un luogo privo di specchi, ma ingombro di fotografie attestanti la sua passata bellezza. Morì nella sua casa parigina di Rue Cambon 14, dove era stata costretta a trasferirsi dopo essere stata sfrattata, nel 1893, dal prestigioso appartamento di Place Vendôme, quando l’intero stabile fu acquistato dal gioielliere Boucheron. Conservò fino a vecchiaia avanzata, come reliquia, all’interno di una piccola teca sferica di cristallo, la vestaglia di seta verde con la quale, secondo lei, durante la notte passata con Napoleone III di Francia cambiò la storia d’Italia. Avrebbe voluto essere sepolta proprio con quell’indumento, ma i suoi eredi non rispettarono le sue volontà.

Le sue carte, che testimoniavano i contatti da lei avuti con molti importanti personaggi dell’epoca, furono sottratte e – si dice – bruciate dalla polizia subito dopo la sua morte. La sua infanzia non fu felice: la educò il nonno Ranieri, col soprannome singolare di “verginicchia”, essendo in certi aspetti trascurata dal padre. Un giorno il padre le trovò dei bigliettini sconvenienti e la portò in convento, dove per una settimana simulò una profonda fede cattolica prima di essere rinviata a casa dalle monache. Sembra a riguardo che alcuni biografi abbiano accertato che le piacquero i maschi fin da bambina.