La fenomenologia di Husserl PDF

In effetti, dalla fondazione razionale di scienze come l’economia, la sociologia e la psicologia si stava ormai decisamente passando all’organizzazione tecnica dell’economia, della convivenza umana, del comportamento psicologico. Husserl, La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale: “crisi” riconducibile al fatto che tutte le scienze hanno voluto far trionfare una ragione tecnico-utilitaristica che ha la fenomenologia di Husserl PDF ridotto l’uomo a semplice oggetto tra oggetti. Husserl nasce in Moravia nel 1859, da famiglia ebrea della medie borghesia. Berlino, per dedicarsi alla ricerca matematica sotto la guida di due famosi docenti, Kronecker e Weierstrass.


Författare: Dan Zahavi.

Noto come il fondatore della fenomenologia, Edmund Husserl (1859-1938) è una figura centrale della filosofia nel ventesimo secolo. È convizione diffusa che Husserl, malgrado le sue intenzioni, non riuscì a liberarsi da una metafisica classica della soggettività. Così, egli non abbandonò mai la prospettiva per cui il mondo e l’Altro sono costituiti da un soggetto puro trascendentale (disincarnato e oltremondano). Questo libro mostra che tale visione diffusa di Husserl è datata e semplicistica. La pubblicazione in corso dei manoscritti di Husserl ha reso necessaria una revisione e modifica di molte interpretazioni comunemente accettate del suo lavoro. La fenomenologia di Husserl si basa non solo sui lavori pubblicati dallo stesso Husserl, ma anche sui manoscritti editi in seguito o ancora inediti.

Nell’83 discute la sua tesi Sul calcolo delle variazioni a Vienna e s’incontra col filosofo F. Brentano, grazie al quale passa alla psicologia. 87, con uno studio Sul concetto di numero. Brentano, secondo cui, mediante la descrizione delle intenzioni interiori si raggiunge la fonte della certezza. Egli cerca una corrispondenza fra la struttura necessaria e immutabile delle proposizioni logico-matematiche e la struttura oggettiva che Brentano aveva creduto di ravvisare nell’atto intenzionale, psicologico. Egli insomma cercava di ricomporre l’antitesi fra empirico e razionale, fra psicologismo e logicismo. Tuttavia, la dura critica di G.

Frege alla Filosofia dell’aritmetica lo porta ad assumere un atteggiamento ambivalente. Husserl giunge alla conclusione che le leggi logiche non dipendono dagli eventi psichici, in quanto hanno valore a prescindere dalla nostra consapevolezza. Tuttavia, il valore delle leggi logiche -a suo giudizio- dev’essere “ontologico” non formale o convenzionale. Alla fine del 1901 Husserl viene nominato prof. Gottinga e nel 1906 viene promosso prof. L’opera di Husserl si riallaccia alla tradizione neokantiana, come effetto dello sviluppo della tematica positivista in Germania.

In comune i due neokantiani hanno anche l’interesse per i rapporti tra la filosofia e le scienze. Per “movimento fenomenologico” s’intende quel gruppo di ricercatori che pubblicarono tra il 1913 e il 1950 una serie di volumi nell’annuario di filosofia e ricerca fenomenologica, diretto da Husserl. A questi nomi di deve aggiungere N. Filosofia dell’aritmetica, si parla dello psicologismo caratteristico della prima fase del pensiero husserliano. Tuttavia, tale attribuzione necessita di essere meglio chiarita.

L’indagine sul linguaggio, compiuta sul piano della fenomenologia si propone di giungere all’essenza delle espressioni e degli enunciati, colti direttamente in una intuizione essenziale. Il logico appartiene alla sfera del significato e non a quella del significare, ma il significato non si identifica con la cosa conosciuta. Husserl la radice dell’apriori: infatti, sono possibili proposizioni universali e necessarie, ossia a priori, in quanto i termini sui quali si fondano sono essenze e non fatti. Delle cose reali si ha un’evidenza che Husserl definisce inadeguata. Ma in che senso si parla qui di trascendenza della cosa naturale? La riduzione fenomenologica ha come presupposto l’io, la coscienza, ma non un io psicologico, il cui vissuto sia nel mondo al pari degli altri oggetti naturali. Il significato e la funzione dell’a priori, non ben chiariti nelle opere precedenti, vengono esplicitati nelle Idee I e II ed inoltre viene messa in evidenza la distanza che li separa dall’a priori formale kantiano.