La filosofia nel Medioevo PDF

Questa voce o sezione sugli argomenti la filosofia nel Medioevo PDF e storia medievale non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Studenti raffigurati in un frammento dell’arca di Giovanni da Legnano. Opera di Pierpaolo dalle Masegne, 1383, Bologna, Museo medievale. Le scuole formate presso le sedi monastiche o vescovili vedevano crescere la domanda di istruzione.


Författare: Gilson Etienne.

L’opera capitale che racconta in modo mirabile quattordici secoli di idee che hanno fatto il mondo e sono state la base del pensiero occidentale. Nella sua summa teorica, Gilson – il più grande storico della filosofia medievale – presenta con precisione filologica e freschezza espositiva quell’incontro tra mondo greco e rivelazione cristiana che, con le fondamentali influenze arabe ed ebraiche, ha prodotto il terreno fertile per una vera rivoluzione culturale. Da questo “melting pot” del pensiero sono stati permeati gli intellettuali più importanti del periodo, le cui riflessioni fondamentali e “moderne” vengono qui contestualizzate e illuminate: da Ambrogio a Boezio, dalla Scuola di Chartres a Pietro Abelardo, da Tommaso d’Aquino ad Alberto Magno, da Giovanni Duns Scoto a Guglielmo di Ockham. Una rivalutazione dei “secoli bui”, che con grande capacità divulgativa ha saputo rovesciare pregiudizi secolari.

In alcuni luoghi, tra i primi Bologna e Parigi, studenti e professori si associarono e crearono quelle scuole, che chiamarono università, per la presenza di studenti provenienti anche da altre nazioni. A partire dal XIII secolo le università si diffusero in Europa e le maggiori università si distinsero per qualche particolare disciplina. In genere queste università erano strutturate con una differente articolazione interna degli studi ma ciascuna ospitava, di solito, alcune di queste quattro facoltà: facoltà delle arti, medicina, diritto, teologia. Il clima che venne a diffondersi in queste università fu completamente differente da quello che si respirava nelle vecchie scuole vescovili.

I programmi di insegnamento vengono ideati liberamente dai professori che, con l’aiuto degli studenti, preparano anche libri di testo concepiti per una didattica pratica. Nel clima di stimolante impegno culturale veniva riscoperta la cultura classica e nelle università si leggevano e commentavano le opere degli scrittori greci e latini. Nel periodo che va dalla fine del XII secolo alla fine del XIII, il movimento culturale delle università si diffuse in una parte consistente dell’Europa. Nel XIII secolo però le autorità civili, i sovrani in Francia e Inghilterra, i magistrati comunali in Italia, cominciarono ad imporre il loro controllo sulle università che erano ormai divenute corporazioni potenti e malgrado la violenta reazione degli universitari, che ricorsero anche all’arma dello sciopero abbandonando le loro sedi, alla fine esse si videro sottrarre le loro autonomie. Il papato mise le università sotto la propria protezione e giurisdizione assicurando i privilegi giuridici ed economici degli universitari, ma la grande fase di discussione e di scontro intellettuale era ormai finita e l’intellettualità universitaria si indirizzava sempre più verso le carriere ecclesiastiche. In un suo saggio, il medievalista francese Jacques Le Goff, uno dei più grandi storici del Novecento, dice “gli intellettuali dell’Occidente divengono, in una certa misura, ma senza alcun dubbio, degli agenti pontifici”.