La letteratura francescana. Vol.II PDF

Luca Giordano – San Francisco de Asis. San Francesco d’Assisi, opera di Luca Giordano, XVII sec. Diacono e fondatore dell’ordine che da lui poi prese il nome, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Conosciuto anche come “il poverello d’Assisi”, la sua tomba è meta di pellegrinaggio per centinaia di migliaia di devoti, pellegrini la letteratura francescana. Vol.II PDF ammiratori ogni anno.


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Raccolta dei testi della letteratura francescana che segnarono le origini di un importante fenomeno della spiritualità cristiana. Con testo latino a fronte.

Oltre all’opera spirituale, Francesco, grazie al Cantico delle creature, è riconosciuto come uno degli iniziatori della tradizione letteraria italiana. La sua casa, situata al centro della città, era provvista di un fondaco utilizzato come negozio e magazzino per lo stoccaggio e l’esposizione di quelle stoffe che il mercante si procurava con i suoi frequenti viaggi in Provenza. Le varie agiografie del santo non parlano molto della sua infanzia e della sua giovinezza: è comunque ragionevole ritenere che egli fosse stato indirizzato dal padre a prendere il suo posto negli affari della famiglia. Si ha memoria di una guerra che nel 1154 contrappose Assisi a Perugia.

Tra le due città esisteva una rivalità irriducibile che si protrasse per secoli. L’odio aumentò a causa dell’alleanza di Perugia con i guelfi, mentre Assisi parteggiò per la fazione ghibellina. Francesco, gravemente malato, dopo un anno di prigionia ottenne la libertà dietro il pagamento di un riscatto, a cui provvide il padre. Tornato a casa, recuperò gradatamente la salute passando molte ore tra i possedimenti del padre. Da un punto di vista storico le circostanze della conversione di san Francesco non sono state chiarite e si hanno notizie solo attraverso le agiografie e il testamento del Santo. Allora perché hai abbandonato il padrone, per seguire il servo? Francesco rinunciò al proprio progetto e tornò ad Assisi.

Da allora egli non fu più lo stesso uomo. Si ritirava molto spesso in luoghi solitari a pregare. Un giorno a Roma, dove venne mandato dal padre a vendere una partita di merce, non solo distribuì il denaro ricavato ai poveri, ma scambiò le sue vesti con un mendicante e si mise a chiedere l’elemosina davanti alla porta di San Pietro. Anche il suo atteggiamento nei confronti delle altre persone mutò radicalmente: un giorno incontrò un lebbroso e, oltre a dargli l’elemosina, lo abbracciò e lo baciò. Ma è nel 1205 che avvenne l’episodio più significativo della sua conversione: mentre pregava nella chiesa di San Damiano, raccontò di aver sentito parlare il Crocifisso, che per tre volte gli disse: Francesco, va’ e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina. Dopo quell’episodio, le “stranezze” del giovane si fecero ancora più frequenti: Francesco fece incetta di stoffe nel negozio del padre e andò a Foligno a venderle, vendette anche il cavallo, tornò a casa a piedi e offrì il denaro ricavato al sacerdote di San Damiano perché riparasse quella chiesetta, quest’ultimo, conoscendo il padre e temendo la sua ira, rifiutò il denaro. Il padre cercò, all’inizio, di allontanare Francesco per nasconderlo alla gente.

Il giovane, però, si appellò a un’altra autorità: fece ricorso al vescovo. Padre nostro che sei nei cieli, perché in lui ho riposto ogni mio tesoro e ho collocato tutta la mia fiducia e la mia speranza”. Francesco diede così inizio a un nuovo percorso di vita. Il vescovo Guido lo coprì pudicamente agli sguardi della folla. Con quest’atto di manifesta protezione si legge l’accoglienza di Francesco nella Chiesa. Ospite degli Spadalonga, Francesco amante di ogni forma di umiltà, si trasferì dopo pochi mesi presso i lebbrosi restando con loro e servendo a loro tutti con somma cura. Nel suo Testamento Francesco disse chiaramente che la vera svolta verso la piena conversione ebbe inizio per lui a Gubbio, quando si era accostato a queste persone bisognose.