La marina da guerra dell’antica Grecia 500-322 a. C. PDF

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell’Abcasia. Le testimonianze più antiche di insediamenti umani sono state trovate nel Caucaso occidentale e risalgono a un periodo compreso la marina da guerra dell’antica Grecia 500-322 a. C. PDF il 4000 e il 3000 a.


Författare: Nic Fields.

Formidabili e sofisticate, le triremi erano le più micidiali navi da guerra del mondo antico, e al culmine del loro successo gli ateniesi seppero sfruttarne al massimo il potere distruttivo. Si trattava di galee progettate per combattere a forza di remi, e la loro arma principale era il rostro rivestito di bronzo con cui terminava la prua. Questo libro offre una completa analisi della più potente unità da guerra dei suoi tempi, l’arma con cui Atene raggiunse e conservò potere e prosperità per un lungo periodo.

L’impero romano conquistò il regno di Lazika nel I secolo e lo governò fino al IV secolo, ma in seguito riconquistò una certa indipendenza pur rimanendo nella sfera d’influenza dell’Impero bizantino. Nel 1008 re Bagrat II di Abcasia unificò il suo regno con il Regno di Kartli. Lo stesso argomento in dettaglio: Principato di Abcasia. Nel XVI secolo l’area fu conquistata dall’Impero ottomano e gli abcasi furono parzialmente convertiti all’Islam.

L’espansione dell’Impero russo nella regione caucasica causò piccole guerre tra i russi e le tribù caucasiche indigene. Vari principati georgiani furono annessi all’impero tra il 1801 e il 1864. Abcasia, ripopolando la gran parte del territorio abbandonato. La presa del potere da parte dei bolscevichi in seguito alla rivoluzione russa nel 1917 garantì all’Abcasia un certo grado di autonomia culturale e politica, ed una sanguinosa guerra, il Conflitto di Soči.

La repressione della lingua abcasa terminò con la morte di Stalin e di Berija, e l’abcaso acquistò un ruolo maggiore nel governo della repubblica. Quando l’Unione Sovietica cominciò a disintegrarsi alla fine degli anni ottanta, le tensioni etniche tra abcasi e georgiani crebbero all’avvicinarsi dell’indipendenza georgiana. La Georgia dichiarò l’indipendenza il 9 aprile 1991, sotto il governo dell’ex dissidente sovietico Zviad Gamsakhurdia. Lo stesso argomento in dettaglio: guerra abcaso-georgiana. 3 000 persone furono uccise in questa prima fase di guerra. Lo stesso argomento in dettaglio: Pulizia etnica dei georgiani in Abcasia. Gli scontri proseguirono con perdite da ambo le parti, senza che la situazione si stabilizzasse, benché nel settembre 1993 i ribelli secessionisti conquistassero Sukhumi.

Lo stesso argomento in dettaglio: seconda guerra in Ossezia del Sud. La seconda guerra in Ossezia del Sud fu combattuta dalla Georgia da una parte, e da Russia, Ossezia del Sud e Abcasia dall’altra. Il conflitto iniziò nella notte fra il 7 e l’8 agosto 2008, dopo diversi giorni di pesanti scontri tra esercito georgiano e milizie ossete, che culminarono nell’attacco della Georgia all’Ossezia del Sud. La Russia, che già dal 1992 aveva una presenza militare in Ossezia del Sud ed Abcasia come forza d’interposizione su mandato internazionale, è intervenuta massicciamente sbaragliando i georgiani ed arrivando ad occuparne una larghissima parte del territorio, sino a poche decine di chilometri da Tbilisi.

La Russia ha riconosciuto l’indipendenza di Ossezia del Sud ed Abcasia il 26 agosto 2008, sottoscrivendo successivamente accordi militari con le due repubbliche. Georgia, sulla costa del Mar Nero. Le montagne del Caucaso nel nord e nord-est separano l’Abcasia dalla Circassia. La catena montuosa del Caucaso corre lungo il confine settentrionale della regione.

Dal massiccio principale si diramano le catene minori del Gagra, del Bziphi e del Kodori. Il clima è temperato: il che, in età sovietica, ha favorito la trasformazione dell’Abcasia in una popolare meta vacanziera, tanto da essere soprannominata la “Riviera georgiana”. La vicinanza dell’Abcasia al Mar Nero rende il suo clima temperato, soprattutto tenendo conto della latitudine settentrionale, assieme alle montagne caucasiche, in quanto fungono da scudo per l’Abcasia dai freddi venti del nord. Il territorio costiero raramente subisce grandi gelate durante l’inverno. Le quote sui 2 000 metri hanno inverni più freddi ed estati più corte. Infine, le zone più elevate dell’Abcasia hanno per tutto l’anno un clima freddo, senza estate. Le precipitazioni annuali lungo la costa vanno da 1100 a 1 500 mm.