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1870 e sino alla morte si la materia di Reading e altri reperti PDF in Inghilterra, dove ottenne una speciale cittadinanza. Fu un pittore celebrato e conosciuto per i suoi soggetti ispirati all’antichità classica, nei quali raffigurò il lusso e la decadenza dell’Impero Romano.


Författare: Luigi Meneghello.

Lourens Alma Tadema nacque l’8 gennaio 1836 nel villaggio di Dronrijp, in Frisia, nei Paesi Bassi. Lourens ed Alma furono scelti dal padrino. Nel 1838 i Tadema si trasferirono nel vicino villaggio di Leeuwarden, ma il padre Pieter morì due anni dopo. Inizialmente orientata a far seguire la carriera paterna al giovane Lourens, questi nel 1851 iniziò a soffrire di seri problemi fisici e psichici.

La regina Clotilde, moglie del defunto re Clodoveo, insegna ai propri figli l’arte del lancio dell’ascia affinché siano in grado di vendicare la morte del padre. Jan de Taeye, pittore di soggetti storici, e nel 1855 ne divenne assistente. Nel 1862 Alma-Tadema si svincolò definitivamente da Leys. Il 3 gennaio del 1863 morì la madre, già invalida. Il 24 settembre dello stesso anno, Tadema sposò Marie-Pauline Gressin Dumoulin, figlia di Eugène Gressin Dumoulin, un giornalista francese di stanza a Bruxelles. Nulla sappiamo, né del loro fidanzamento, né di Pauline, della quale il marito parlò sempre pochissimo. Alma-Tadema nel 1863 si recò in Italia con Pauline, in luna di miele.

Visitò Firenze, Roma, Napoli e Pompei, e ne rimase profondamente colpito, anche per l’interesse che nutriva nei confronti della storia dell’Impero Romano e del primo Medioevo. Tadema si trasferì a Londra nel 1869, in seguito ai sintomi di una malattia che i medici non furono in grado di diagnosticare. L’amico Gambert gli suggerì di recarsi nella capitale britannica per consultare dottori più competenti. Il soggiorno londinese divenne definitivo dopo che nel luglio 1870 scoppiò la guerra franco-prussiana, che arrecò un grave scompiglio nello scacchiere geopolitico dell’Europa. Alma-Tadema nel settembre dello stesso anno si trasferì una volta per tutte a Londra, dove si prospettava l’opportunità sia di suggellare il suo rapporto con la giovane Laura che di consolidare felicemente la propria carriera. Tornato a Londra con le due sue figliole e la sorella Atje, Alma-Tadema diede per qualche tempo lezioni di pittura a Laura. Uno dei lavori più apprezzati del pittore, che ha licenziato l’opera dopo quattro anni di lavoro, Primavera raffigura la festività dei Cerealia in una strada romana.

Fu questa una stagione felice e vitale per il pittore. Acquisita la cittadinanza inglese nel 1873, nel 1883 Alma-Tadema si recò per una seconda volta in Italia. Art Journal del 1870 scrisse su di lui: Alma-Tadema è difficile da classificare: non appartiene a nessuna scuola, o per meglio dire, è lui stesso una scuola. Alma-Tadema, dettate della sua passione per l’archeologia vesuviana, trovarono a Londra un’accoglienza più che favorevole. Soprattutto nella tarda maturità Alma-Tadema si ritrovò a raffigurare le leggendarie villae maritimae del golfo di Napoli, riempendole di donne-ancelle dagli atteggiamenti ammiccanti e languidi. Al fine di soddisfare non solo il proprio amore per l’archeologia, ma anche le stravaganze intellettuali della sua committenza vittoriana, Alma-Tadema non esitò a rifugiarsi fantasiosamente nell’ancestrale dimensione domestica di Pompei.

Pompei è così caratteristica, interessante, triste, così poetica e incantevole che veramente non vorrei staccarmene mai. Si osservi l’attenzione scrupolosissima posta dal pittore nella resa materialistica delle superfici marmoree. Ecco, allora, che Alma-Tadema nella sua stagione pittorica più felice si occupò di rievocare con scrupolo encomiabile la dimensione più intima, insieme fastosa e domestica, dell’antica Pompei, dipingendo opere enciclopediche, citazioniste, che descrivono minuziosamente le scene ritratte. Dietro questo piglio archeologico e delicatamente erudito, tuttavia, si nascondeva un simbolismo estetizzante tipicamente ottocentesco.

L’antica Roma di Alma-Tadema, infatti, non era quel serbatoio di esempi virtuosi ed edificanti che era stato così tante volte evocato nel corso dei secoli, bensì era un luogo popolato da figure decadenti, antieroiche, pervase da un romantico languore, e tutte dedite alla sensualità, alla piacevolezza e agli ozi conviviali. Trasudanti caprifogli odorosi, percorsi da zefiri di tigli sconvolgenti, di mieli e altre diavolerie dolciastre, i quadri di Lawrence Alma-Tadema dischiudono il tatto, potenziano l’olfatto, acutizzano l’udito nel cogliere i fruscii, accendono il preludio dell’eros. Al di là del citazionismo archeologico e di queste sollecitazioni polisensoriali i quadri di Alma-Tadema sono costellati anche di conturbanti figure muliebri dagli sguardi enigmatici e seducenti e dai corpi sensualmente ingentiliti da panneggi volatili. Di seguito si riporta un elenco parziale delle opere di Lawrence Alma-Tadema.