La natura e i suoi modelli. Un’introduzione alla filosofia della scienza PDF

MONICA LANFRANCO – La natura e i suoi modelli. Un’introduzione alla filosofia della scienza PDF: la Francia è abolizionista, e Italia? DOMENICO GALLO – Il ritorno del dr.


Författare: Federico Laudisa.

Nata un secolo fa all’ombra della logica, della matematica e della fisica, la filosofia della scienza si è progressivamente estesa in territori sempre più ampi, fino a toccare aree delle scienze sociali e umane – come l’economia, la sociologia o la psicologia – sempre più attente alle loro dimensioni epistemologiche e fondazionali. Il volume si rivolge a tutti coloro che, per motivi diversi, si trovano ad affrontare guestioni di epistemologia e metodologia delle teorie scientifiche senza avere necessariamente una formazione filosofica specifica, e si propone di parlare tanto a lettori di formazione non scientifica guanto a quelli di formazione scientifica, permettendo loro di apprezzare quanto la scienza abbia contribuito all’evoluzione culturale – e non soltanto tecnologica – della modernità.

ALESSANDRO ROBECCHI – I poveri che non lavorano prenderanno come quelli che lavorano, perbacco! Mancuso confonde il moralismo col limitare l’oggettificazione dei corpi: qui non si tratta di operare una generica censura dell’utilizzo del corpo, bensì di definire vincoli sul tipo di utilizzo che è leggitimo farne nelle pubblicità1. Se devo vendere un costume da bagno è difficile pubblicizzarlo senza visualizzare un qualche tipo di corpo umano, ma se devo pubblicizzare le caratteristiche di un automobile non è necessario piazzare una donna seminuda sopra il cofano. Il discorso di Mancuso mi ricorda altri tipi di benaltrismo, come quello sul fatto che i diritti gay non sono una priorità per il paese.

Di solito quando i problemi sono difficili e strutturali, multi-causa, e necessitano di una pluralità di interventi come l’omofobia e il maschilismo, si tende molto a sottolineare l’inadeguatezza dei singoli provvedimenti. Il femminicidio, come dice la parola stessa, è innanzitutto un problema di genere. La donna viene ammazzata in quanto donna: perché l’uomo ha delle aspettative precise sul ruolo della donna che la donna disattende. L’uomo si sente autorizzato a perpetrare violenza perché pensa che la donna non stia rispettando una serie di doveri che lui si aspetta da lei. Il femminicidio è innanzitutto un fatto culturale e va attaccato da tante direzioni, compreso quello dell’oggettificazione dei corpi nelle pubblicità: la nostra formazione ci insegna a vedere le donne come oggetti e gli uomini come persone. Storicamente le donne sono state oggetti con precise funzioni nei confronti degli uomini: cura personale, servizi domestici, servizi sessuali, concepimento e crescita dei figli. Il corpo umano dovrebbe essere utilizzato nelle pubblicità quando si tratta di promuovere prodotti direttamente legati al corpo, e le parti del corpo da mostrare dovrebbero essere quelle direttamente legate al prodotto.

Scritto lunedì, 6 maggio, 2013 alle 17:30 nella categoria Barbara Befani. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2. I commenti e i pings sono disabilitati. No, Barbara, non hai sbagliato niente. Il mio è stato un commento estremamente sintetico e ben poco articolato, lo so. Ma non avrei potuto aggiungere niente.