La primavera del 1963. Il circolo universitario PDF

Nel 1921 consegue a Messina il diploma di ragioniere e a Palermo nel 1922 anche la maturità classica con la preparazione del professore di italiano Federico Rampolla del Tindaro, che lo indirizza a proseguire gli studi in giurisprudenza. La casa di Giorgio La Pira a Messina. La Pira era rimasto fortemente la primavera del 1963. Il circolo universitario PDF dall’ascolto di un coro di suore, intuì una dimensione ulteriore, ma occorre attendere la Pasqua del 1924 affinché l’intuizione diventi conversione. Non è estranea a questa scoperta l’incontro con mons.


Författare: Gaetano Carnevale.

Nomi, fatti e testimonianze per riscoprire una pagina di storia che rischiava di essere dimenticata. Gaetano Carnevale, anche con “La Primavera del 1963”, continua nel suo lavoro di recupero della memoria. In quest’occasione lo fa rispolverando e ricostruendo una parte importante degli anni sessanta, portando all’attenzione di chi c’era, ma soprattutto di chi quell’epoca non l’ha vissuta le vicende del Circolo universitario della città di Fondi.

Mariano Rampolla del Tindaro, fratello del prof. Io non dimenticherò mai quella Pasqua 1924, in cui ricevei Gesù Eucaristico: risentii nelle vene circolare una innocenza così piena, da non potere trattenere il canto e la felicità smisurata. Francobollo commemorativo emesso dalle Poste Italiane nel centenario della nascita. Nel 1939 fonda Principi, rivista in lingua latina volta alla difesa dei diritti della persona umana, critica il fascismo e condanna apertamente l’invasione della Polonia. La rivista è soppressa dal regime. In seguito è ricercato dalla polizia e fugge prima a Siena e poi a Roma. Tornerà alla sua vita fiorentina nel 1945.

Non si dica quella solita frase poco seria: la politica è una cosa ‘brutta’! La Pira svolge un’opera apprezzata nell’ambito della “Commissione dei 75”, specialmente nella redazione dei Principi Fondamentali. 2 della Costituzione viene modellato attorno alla sua proposta iniziale. La sua Relazione alla Sottocommissione I accostò la centralità dell’individuo secondo la tradizione cristiana alla religione di Stato di stampo hegeliano realizzata dal fascismo in Italia. Il 6 luglio 1951 è eletto sindaco di Firenze. Sarà sindaco per due momenti: 1951-1957 e 1961-1965. Di fronte al grave problema degli sfrattati, respinta la sua richiesta di graduare gli sfratti da parte dei proprietari, La Pira chiese ad essi di affittare al Comune un certo numero di abitazioni non utilizzate.

In mancanza di una disponibilità in tal senso, ordinò la requisizione degli immobili stessi, basandosi su una legge del 1865 che dà la facoltà al Sindaco di requisire alloggi in presenza di gravi motivi sanitari o di ordine pubblico. Ebbene, signori Consiglieri, io ve lo dichiaro con fermezza fraterna ma decisa: voi avete nei miei confronti un solo diritto: quello di negarmi la fiducia! Si batte per evitare il fallimento e la chiusura della Fonderia delle Cure. In seguito si adopera per le Officine Galileo e Le Cure.

Per il suo intervento, fu accusato di statalismo e di “comunismo bianco”. Tra gli altri critici a difesa della libera iniziativa don Luigi Sturzo che lo ammoniva del rischio di finire in un “marxismo spurio” se non si atteneva ai principi del non-statalismo e dell’interclassismo. 10000 disoccupati, 3000 sfrattati, 17000 libretti di povertà. Può lavarsi le mani dicendo a tutti: “scusate, non posso interessarmi di voi perché non sono statalista ma interclassista? A iniziare dal 1947 La Pira ispirò la nascita di un movimento cattolico giovanile fiorentino denominato “Obiettivo Giovani di San Procolo”, dal luogo ove egli si riuniva in preghiera coi volontari. Con La Pira Firenze si gemella con Filadelfia, Kiev, Kyoto, Fez e Reims.