La tentazione di essere Cesare Annunziata PDF

Il campanile di Giotto è la torre campanaria di Santa Maria del Fiore, la cattedrale di Firenze, e si trova in piazza del Duomo. Le sue fondamenta furono scavate attorno al 1298 all’inizio del cantiere della nuova cattedrale, quando capomastro era Arnolfo di Cambio. Nel 1334 Giotto di Bondone subentrò nell’incarico di capomastro. 1334 a dì 9 di la tentazione di essere Cesare Annunziata PDF, al campanile di S.


Författare: Lorenzo Marone.

La posizione inusuale del campanile, allineato con la facciata, riflette la volontà di conferirgli una grande importanza come segno di forte verticalità al centro della Insula Episcopalis, oltre probabilmente alla necessità pratica di liberare la visuale della zona absidale per la grande cupola, prevista sin dal progetto arnolfiano. Tuttora l’altezza del campanile visitabile al pubblico è di 82 metri e il numero degli scalini per salire sulla sommità è 398 originali a cui si devono aggiungere 15 che fanno parte della prima rampa di accesso. Il campanile ospita 12 campane: 5 antiche dismesse più un concerto di sette per il servizio liturgico. Nel 1956 il capitolo della Cattedrale decise di rifare il castello ligneo ed in quell’occasione la fonderia Barigozzi realizzò le 5 campane minori del nuovo concerto.

Le 5 campane antiche furono dismesse. 1-Campanone: realizzato nel 1705 da Antonio Petri, diametro 2. 2-La Misericordia: realizzata da Carlo Moreni nel 1830, diametro 1,52 m, 2320 kg circa, Nota Do3. 3-Apostolica: 1957, diametro 1,25 m, 1200 kg, Nota Re3, fusa da P. 4-Annunziata: 1956, diametro 1,15 m, 856,5 kg, Nota Mi3, fusa da P. 5-Mater Dei, 1956, diametro 95 cm, 481,3 kg, Nota Sol3, fusada P.

6-L’Assunta, 1956, diametro 85 cm, 339,6 kg, Nota La3, fusa da P. 7-L’Immacolata, 1956, diametro 75 cm, 237,8 kg, Nota Si3, fusa da P. Anche se la critica non ha riconosciuto con certezza la mano del maestro in alcuno dei rilievi, non si può mettere in dubbio la sua partecipazione alla stesura del programma iconografico. In effetti, i più recenti rilievi effettuati sul campanile proverebbero che il progetto iniziale prevedeva uno spessore murario alla base di 1,60 metri, che non avrebbe consentito alla torre di raggiungere l’altezza prevista. 24 centimetri che restringeva lo spessore dei muri di quasi mezzo metro.

Giotto rimase a capo del cantiere fino alla sua morte, nel 1337. Andrea Pisano proseguì i lavori, modificando il disegno all’esterno con l’aggiunta di due lesene per faccia, nell’intento di rimediare alla diminuzione di spessore dovuta alla risega. Inoltre le due sale sovrapposte a quella al piano terra furono eseguite in falso, cioè non appoggiando sulle murature ma sulle volte della sala sottostante, permettendo di guadagnare preziosi centimetri di spessore murario dall’interno. La modifica strutturale funzionò egregiamente, in quanto il campanile poté raggiungere i previsti 85 metri senza ulteriori problemi. Unici inconvenienti rimasero l’angustia del vano alla base del campanile e l’irregolarità delle finestre.

Un accenno oscuro di Antonio Pucci, rimatore del ‘300, riferisce che Andrea Pisano perse l’incarico di capomastro a causa degli errori da lui commessi nel secondo livello del campanile. Il problema proveniva dalla necessità di due diverse scale. Inevitabilmente, le due scale avrebbero dovuto evitare di incrociarsi e dovevano quindi seguire percorsi complicati: inoltre, preoccupava lo svuotamento delle muraglie, che poteva indebolire le pareti. Il punto di maggior complessità si trova proprio all’altezza del secondo dado del campanile: Andrea riuscì a condurre entrambe le scalinate, ma per farlo dovette sacrificare le finestre che avrebbero fornito luce alla sala del primo piano.

Infatti invece della progettata monofora, dovette accontentarsi di due prese di luce ridotte e irregolari. Il campanile, dopo l’interruzione dei lavori dovuti alla Peste nera, fu terminato nel 1359 da Francesco Talenti, che poté portare più agevolmente a termine l’opera non avendo più da risolvere complessi problemi di statica, risolti bene o male dal suo predecessore. Al di sopra della cella fu eseguita una piattaforma aggettante con una ricca balaustra in luogo della cuspide prevista nel progetto giottesco: Vasari crede che questa scelta fu dettata da una precoce reazione contro il gusto gotico. Particolare curioso, nel rivestimento marmoreo dell’ultimo piano furono impiegate lastre di marmo bianco con motivi a tarsia di sapore romanico, forse pezzi di reimpiego provenienti dal cantiere del Battistero. Francesco inoltre si sposò più avanti con la figlia di Giotto proprio nella chiesa di fianco al campanile. Peculiare del campanile è la ricchissima decorazione scultorea, un complesso programma iconografico a cui parteciparono alcuni tra i migliori scultori presenti a Firenze. Pittura e la Scultura, e nel 1437 si commissionarono cinque formelle a Luca della Robbia per completare la decorazione.