La teoria della centralità nel counseling – Vol 1 PDF

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Författare: Guido Parrinello; Franca Silveri.

Martin van Maele – La Comtesse au fouet 01. Il DSM-5 distingue il comportamento feticistico, che non causa alcun detrimento alla vita sociale e relazionale del soggetto, dal disturbo feticistico vero e proprio il quale è connotato da una compulsione e da un significativo disagio clinico. Il feticismo è normalmente caratterizzato da una supervalutazione psicologica dell’oggetto sessuale che si estende a ogni cosa a esso associato. La preferenza dettata dai gusti personali, invece, per quanto apparentemente bizzarra o inconsueta, nel caso di una relazione sessuale, non toglie al soggetto la consapevolezza che si sta relazionando con una persona e quindi non toglie nel soggetto la sensibilità, l’empatia, la comunicazione con l’altra persona. Il feticismo è largamente prevalente negli uomini rispetto alle donne.

Dopo un lungo studio sulle fantasie erotiche e sul comportamento sessuale, lo psichiatra Robert Stoller concluse che per gli uomini “feticizzare è normale”: essi risultano molto più propensi ad associare una certa carica erotica a una particolare zona prediletta del corpo della donna. Alfred Binet, uno psicologo e ipnotista francese che asserì come l'”amore normale” sia il risultato di una complicata forma di feticismo, suggerì la classificazione dei feticismi o come “amore spirituale” o come “amore plastico”. Il concetto di “amore plastico” è quello più conosciuto: per alcuni feticisti, vedere, sentire, annusare, inghiottire o palpare l’oggetto della propria attrazione è importante almeno quanto il coito ordinario. Il concetto di “amore spirituale” non è globalmente accettato perché è impossibile darne una definizione esaustiva. Il sessuologo tedesco Magnus Hirschfeld sostenne che l’attrazione sessuale non si origina mai in una persona nel suo complesso ma è sempre il prodotto dell’interazione di caratteristiche individuali. Affermò che quasi tutti hanno un interesse speciale e sono quindi affetti da una forma non patologica di feticismo, che si può invece ravvisare quando si ha il distacco e la sopravalutazione di una singola caratteristica.

Il feticcio può anche essere determinato da un’associazione simbolica inconscia, non sempre indipendente dalle esperienze sessuali dell’infanzia. Livello 1: esiste una leggera preferenza per certi tipi di partner, stimoli o attività sessuali. Il termine fetish non dovrebbe essere usato a questo livello. Esistono svariate pratiche feticistiche raggruppabili in base al canale sensoriale coinvolto principalmente oppure in base alla natura del feticcio. Le uniformi, accompagnate dal carico di fascinazione collegata al ruolo sociale o al tipo di attività che simboleggiano, hanno un ruolo di rilevanza nell’immaginario fetish: basti pensare alle infermiere, agli appartenenti a forze militari o di polizia, alle cheerleader, all’abbigliamento stereotipato dell’insegnante o della segretaria sessualmente attraente e così via.

Il feticismo può consistere in una pura fascinazione immaginaria, come nel caso della macrofilia o della vorarefilia, oppure la fantasia feticistica sfociare in un atto pratico. Il feticismo solitamente diventa evidente durante la pubertà, anche se può svilupparsi prima di questo periodo. Non è stata determinata alcuna causa definitiva per il feticismo. Alcune teorie si basano sul riflesso condizionato. Durante diversi esperimenti, un gruppo di uomini è stato condizionato registrando il livello di eccitazione raggiunta dopo la somministrazione di stimoli quali stivali, forme geometriche o vasi portamonete accoppiati con un contenuto erotico convenzionale. Le teorie sull’imprinting sessuale sostengono che gli esseri umani imparano a riconoscere le caratteristiche e attività sessualmente desiderabili durante l’infanzia.

Il feticismo potrebbe essere provocato da un imprinting sul bambino con un concetto eccessivamente ristretto o scorretto di un oggetto sessuale. Le differenze neurologiche possono svolgere un ruolo in alcuni casi. Varie spiegazioni sono state cercate per giustificare la rarità delle donne feticiste. Si pensa che ciò sia dovuto principalmente al fatto che gli uomini siano più sessualmente sensibili agli stimoli visivi. La psicoanalisi freudiana spiega il feticismo ricorrendo alla teoria dello sviluppo psicosessuale. Da parte sua Donald Winnicott considera il feticcio alla stregua di un oggetto transizionale, il quale però viene investito di libido. La prevalenza del feticismo non è nota con certezza, mentre è risaputo che la maggior parte dei feticisti sono uomini.

Entrando più nello specifico sulla prevalenza dei singoli tipi di fetish, una ricerca del 2007 si è basata sull’analisi del contenuto di una serie di gruppi di discussione in lingua inglese del portale internet Yahoo! All’interno di questi gruppi si è proceduto a registrare la preferenza degli oltre 150. Il ruolo prominente che esercitano piedi e scarpe nel feticismo non sorprende, dato che è ben nota l’attenzione erotica maschile manifestata verso questi due oggetti nel corso della storia indipendentemente dalle culture considerate. Una teoria suggerisce un nesso tra l’aumento delle malattie sessualmente trasmissibili e una maggiore centralità sessuale assunta dal piede come forma di sesso sicuro. Un’altra coincidenza storica legata a una maggiore carica erotica attribuita al piede e alle scarpe consiste in epoche e luoghi dove il piede viene rigorosamente nascosto, come nel caso dell’epoca vittoriana quando il piede femminile veniva coperto dalle scarpe e nascosto sotto lunghi strati di abiti. Restif de la Bretonne si sofferma in diverse sue opere su temi feticisti e in particolare sul feticismo dei piedi, che proprio in riferimento alla sua opera viene talvolta chiamato “retifismo”.

Un altro autore che ha lasciato opere considerevoli su questi temi è lo scrittore Tanizaki Junichiro, maestro della letteratura giapponese del Novecento. La figura dell’anziano folle di passione ritorna nel libro che è considerato tra i maggiori capolavori di Tanizaki: Diario di un vecchio pazzo. Un uomo, al termine della propria esistenza, tra ricordi e riflessioni, vive e racconta la propria debolezza per i piedi della nuora. Tokusuke arriverà a fare incidere l’impronta dei piedi della donna sulla sua tomba. La subcultura fetish, che estende la propria influenza nella moda e nell’arte, rappresenta una cultura basata sul genere e sull’identità sessuale che prende spunto dall’interesse verso le varie forme di feticismo. Appositi locali organizzano spesso degli eventi a tema a cui partecipare o assistere, dedicati comunemente all’adorazione del piede o di particolari calzature come nel caso degli “sneaker party”.

Esiste anche un relativo filone pornografico e un florido commercio di immagini e video via web, anche di natura amatoriale, che testimonia un certo interesse verso il fetish nelle sue varie forme. La moda fetish, abbastanza comune anche nel mainstream, è classicamente costituita da abiti appariscenti realizzati con materiali quali la pelle, latex o PVC, calze in nylon e scarpe con tacco molto alto o stivali di vario tipo. Una delle icone dell’immaginario fetish collettivo, con il suo abito aderente in pelle di colore nero e armata di frusta, è il personaggio di Catwoman. L’ICD-10 definisce il feticismo come una dipendenza da oggetti non viventi per ottenere l’eccitazione e il soddisfacimento sessuale. ICD per evitare la stigmatizzazione dei feticisti. Il sessuologo Odd Reiersøl sostiene che il disagio associato col feticismo è spesso causato dalla vergogna, e che l’essere sottoposto a diagnosi esacerba solamente tale vergogna. In base al DSM-5, il feticismo viene descritto come eccitazione sessuale derivante da oggetti o da una specifica parte del corpo che non è tipicamente considerata erotica.