La trasformazione di un quadro politico. Ricerche su politica e giustizia a Firenze dal comune allo stato territoriale PDF

Formerly Piero della Francesca – Ideal City – Galleria Nazionale delle Marche La trasformazione di un quadro politico. Ricerche su politica e giustizia a Firenze dal comune allo stato territoriale PDF 2. La Città ideale del Rinascimento, che esprime, interpretando l’omonimo paradigma, l’idea di perfezione della classicità “moderna”. Carta d’Europa del 1572 del cartografo Abramo Ortelio. Il XV secolo fu un’epoca di grandi sconvolgimenti economici, politici, religiosi e sociali, infatti viene assunto come epoca di confine tra basso medioevo e evo moderno dalla maggior parte degli storiografi, sebbene con alcune differenze di datazione e di prospettiva.


Författare: Andrea Zorzi.

In ambito economico e sociale, con la scoperta del Nuovo Mondo, avvengono espansioni coloniali che allargano a dismisura l’orizzonte del mondo europeo. In ambito religioso avvenne la Riforma protestante, cioè lo scisma fra Chiesa cattolica e Chiesa protestante. Quando si parla di Rinascimento risulta piuttosto difficile stabilirne una data di inizio, che varia a seconda delle discipline. Nei moderni manuali di storia dell’arte, Giotto è annoverato tra gli anticipatori del Rinascimento grazie alla sua tecnica artistica innovativa, ripresa e valorizzata poi da Masaccio. XIV secolo e nei primi del XV secolo principalmente a Firenze. Bertrand Russell e alcuni studiosi pongono la data della fine del Rinascimento al 6 maggio 1527, quando le truppe spagnole e tedesche saccheggiarono Roma.

Medioevo, la cui presunta oscurità fu tuttavia strumentalizzata proprio per accentuare la portata rinnovatrice della nuova epoca. Inoltre il passato che le personalità del Rinascimento aspiravano a rievocare non era qualcosa di aulico e mitologico, ma anzi, tramite gli strumenti moderni della filologia e della storia, essi cercavano una fisionomia dell’antico più vera e autentica possibile. Infine il passato classico non veniva imitato servilmente, ma rielaborato come esempio e fonte di ispirazione per nuove creazioni originali. Particolarmente dibattuta è la questione se esso sia da considerare come un momento di rottura, o viceversa come una fase di proseguimento rispetto al Medioevo.

Naturalmente i cambiamenti non avvennero di punto in bianco e il retaggio medievale in generale non venne abbandonato. Agli inizi del Novecento si è avuta tuttavia una forte reazione alle idee di Burckhardt, impersonata soprattutto da Konrad Burdach, che è il massimo sostenitore della continuità tra Medioevo e Rinascimento. Secondo Burdach non vi è nessuna rottura fra i due periodi, i quali costituiscono dunque un’unica grande epoca. Più recente è l’interpretazione di Eugenio Garin, il quale, dopo essere stato sostenitore della tesi della discontinuità, ha rivisto il suo giudizio evidenziando anche gli aspetti di continuità rispetto al Medioevo, attestandosi su posizioni che smorzano decisamente il carattere di contrapposizione tra le due epoche.