La vita di San Nicola PDF

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Författare: Franca Vitali.

Un testo semplice per un primo approccio alla vita dei santi attraverso la loro storia e i disegni al tratto che il bambino può colorare.

Sabato 6 ottobre 2018, nel Convento di San Giacomo Maggiore, a Bologna, è venuto a mancare P. Franco negli ultimi due anni, dopo il terremoto che ha colpito Tolentino, risiedeva nella Comunità di Bologna. Qui, dopo un periodo di apostolato generoso a servizio della comunità, offerto soprattutto nel ministero sacramentale della riconciliazione, ha vissuto, con dignità e decoro, anche l’ultimo periodo di infermità, quando le sue condizioni fisiche sono lentamente deteriorate. Franco Monteverde si è adoperato lungamente per la diffusione del pensiero e del carisma di Sant’Agostino. Stretto collaboratore fin da giovane di P. Agostino Trapé, ha promosso la realizzazione, con la Nuova Biblioteca Agostiniana, del suo sogno della traduzione e stampa dell’Opera Omnia di Sant’Agostino, spendendo ogni energia per la valorizzazione e divulgazione dei suoi testi, per renderli fruibili a tutti, con opere editoriali e strumenti informatici.

Consegna all’Ordine e alla Chiesa una grande ed apprezzata eredità spirituale e culturale di stampo agostiniano, insieme al caro ricordo, soprattutto per tanti giovani di diverse generazioni, di disponibile e premurosa direzione spirituale e amicizia. Il rito funebre si è svolto nella chiesa di San Giacomo Maggiore, a Bologna, martedì 9 ottobre, alle ore 9,00. Il suo feretro è stato poi trasferito nella chiesa di San Nicola, a Tolentino, dove nel pomeriggio dello stesso giorno, alle ore 15,00, si è celebrata una messa esequiale. Franco Monteverde è stato tumulato nel cimitero di Recanati all’interno della cappella funeraria di famiglia. La basilica di San Nicola nel cuore della città vecchia di Bari, è uno degli esempi più significativi di architettura del romanico pugliese. La Basilica di San Nicola è Basilica pontificia, il suo affidamento ad un determinato ordine religioso spetta cioè direttamente alla Santa Sede. Fu costruita in stile romanico tra il 1087 e il 1100, durante la dominazione normanna.

Le reliquie vennero ospitate provvisoriamente presso il monastero di san Benedetto retto dall’abate Elia, il quale promosse subito l’edificazione di una nuova grande chiesa per ospitarle. La costruzione della basilica, frutto di almeno tre fasi successive, si concluse nel 1103 quando una pergamena parla della Basilica già constructa. La basilica, considerata uno dei prototipi delle chiese romanico-pugliesi, sorge isolata a poca distanza dal mare. La facciata a salienti, semplice e maestosa, è tripartita da lesene, coronata da archetti e aperta in alto da bifore e in basso da tre portali, dei quali il mediano, a baldacchino su colonne, è riccamente scolpito. Due torri campanarie mozze, di diversa fattura, fiancheggiano la facciata. Al di sopra degli archi c’è il piano del matroneo a trifore. Il soffitto è intagliato e dorato accompagnato con riquadri dipinti del XVII secolo.

Tre solenni arcate su graziose colonne dividono la navata centrale del presbiterio. L’altare maggiore è sormontato da un ciborio del XII secolo. Nell’abside centrale degno di nota è il pavimento con tarsie marmoree e con motivi orientaleggianti dei primi decenni del XII secolo assieme alla vigorosa sedia episcopale marmorea del 1105 e anche al monumento di Bona Sforza, regina di Polonia, di scultori del tardo Cinquecento. Sulla destra il ricco altare di San Nicola, in lamina d’argento sbalzato del 1684. Il ciborio soprastante l’altare, realizzato prima del 1150, è il più antico della Puglia.

Quattro colonne di marmo antico, le antistanti in breccia rossa, le posteriori in breccia viola, sostengono il baldacchino, composto da due tiburi piramidali a base ottagonale sovrapposti, sorretti da due serie di colonnine con articolati capitelli. Uno dei maggiori capolavori scultorei del romanico pugliese è conservato all’interno della basilica: si tratta di una cattedra episcopale realizzata al termine dell’XI secolo. La cattedra è ubicata dietro al ciborio, al centro del presbiterio e del mosaico che la riveste. Da un’iscrizione posta sul retro del sedile, che lega l’opera alla figura dell’abate Elia, arcivescovo di Bari e Canosa, si è fatto risalire il lavoro agli anni tra il 1098 e il 1105. Se tale datazione fosse accertata, la cattedra costituirebbe uno dei primi lavori del romanico pugliese. Due scaloni al termine delle navate laterali conducono nella cripta triabsidata, vasta quanto il transetto e sostenuta da 26 colonne varie abbellite da capitelli romanici. Sotto l’altare centrale della cripta riposa il corpo di san Nicola.

Uno degli absidi laterali è destinato al culto ortodosso. La zona dell’altare dove riposano le reliquie del santo è rivestita da un mosaico pavimentale di eccezionale ricchezza di materiali proveniente da diverse aree geografiche. La tomba di San Nicola come appare oggi. San Nicola di Myra, che da secoli riposa nella basilica omonima, è uno dei santi maggiormente venerati fra i cristiani ortodossi, soprattutto tra gli appartenenti alla Chiesa ortodossa russa.

La basilica rappresenta uno dei pochi luoghi frequentati contestualmente da fedeli appartenenti a diverse confessioni cristiane. Gagliarducci, Basilica di San Nicola di Bari, tempio dell’ecumenismo. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 12 feb 2019 alle 00:31. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli.

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