Le parole confondono PDF

Please forward this error screen to tesla. Non esistono molti documenti le parole confondono PDF gioventù di Bruno. Imparò a leggere e a scrivere da un prete nolano, Giandomenico de Iannello e compì gli studi di grammatica nella scuola di un tale Bartolo di Aloia.


Författare: Giovanni Venturi.

Scarse le notizie sull’agostiniano Teofilo da Vairano, del quale Bruno ebbe sempre ammirazione, tanto da farlo protagonista dei suoi dialoghi cosmologici e da confidare al bibliotecario parigino Guillaume Cotin che Teofilo fu il principale maestro che abbia avuto in filosofia. Sembra che intorno al 1569 sia andato a Roma e sia stato presentato a papa Pio V e al cardinale Scipione Rebiba, al quale avrebbe insegnato qualche elemento di quell’arte mnemonica che tanta parte avrà nella sua speculazione filosofica. Non bisogna pensare che un convento fosse esclusivamente un’oasi di pace e di meditazione di spiriti eletti: soltanto dal 1567 al 1570, nei confronti dei frati di San Domenico Maggiore furono emesse diciotto sentenze di condanna per scandali sessuali, furti e perfino omicidi. Nel 1576 la sua indipendenza di pensiero e la sua insofferenza verso l’osservanza dei dogmi si manifestò inequivocabilmente.

Ario diceva che il Verbo non era creatore né creatura, ma medio intra il creatore e la creatura, come il verbo è mezzo intra il dicente ed il detto, e però essere detto primogenito avanti tutte le creature, non dal quale ma per il quale è stato creato ogni cosa, non al quale ma per il quale si refferisce e ritorna ogni cosa all’ultimo fine, che è il Padre, essagerandomi sopra questo. Denunciato da frate Agostino al padre provinciale Domenico Vita, costui istituì contro di lui un processo per eresia e, come racconterà Bruno stesso agli inquisitori veneti: dubitando di non esser messo in preggione, me partii da Napoli ed andai a Roma. Anche Bruno è accusato di aver ammazzato e gettato nel fiume un frate: scrive il bibliotecario Guillaume Cotin, il 7 dicembre 1585, che Bruno fuggì da Roma per un omicidio commesso da un suo frère, per il quale egli è incolpato e in pericolo di vita, sia per le calunnie dei suoi inquisitori che, ignoranti come sono, non concepiscono la sua filosofia e lo accusano di eresia. Così, nello stesso anno, il 1576, Giordano Bruno abbandona l’abito domenicano, riassume il nome di Filippo, lascia Roma e fugge in Liguria. Portico del Palazzo comunale di Noli, dove Bruno soggiornò per un breve periodo. Nell’aprile 1576 Bruno è a Genova e scrive che allora, nella chiesa di Santa Maria di Castello, si adorava come reliquia e si faceva baciare ai fedeli la coda dell’asina che portò Gesù a Gerusalemme. Da Bergamo, nell’estate del 1578, decide di andare in Francia: passa per Milano e Torino, ed entra in Savoia passando l’inverno nel convento domenicano di Chambéry.

Il 20 maggio 1579 s’iscrive all’Università come “Filippo Bruno nolano, professore di teologia sacra”. In agosto accusa il professore di filosofia Antoine de la Faye di essere un cattivo insegnante e definisce “pedagoghi” i pastori calvinisti. Arrestato per diffamazione, viene processato e scomunicato. Nel 1581, a causa della guerra di religione fra cattolici e ugonotti, Bruno lascia Tolosa per Parigi, dove tiene un corso di lezioni sugli attributi di Dio secondo San Tommaso d’Aquino. Appoggiando fattivamente l’operato politico di Enrico III di Valois, a Parigi Giordano Bruno sarebbe rimasto poco meno di due anni, occupato nella prestigiosa posizione di lecteur royal. Parigi che Bruno dà alle stampe le sue prime opere pervenuteci.

A questo periodo risalgono i contatti di Bruno col re Enrico III che ascoltando le sue letture lo mandò a chiamare per comprendere se la sua arte della memoria fosse frutto di magia o meno, egli risposte che non era un’arte magica in quanto aveva rivelato tutto nel libro De umbris idearum. Lo stesso argomento in dettaglio: De umbris idearum. Il volume comprende due testi, il De umbris idearum propriamente detto, e l’Ars memoriae. Nelle intenzioni dell’autore, il volume, di argomento mnemotecnico, è distinto così in una parte di carattere teorico e in una di carattere pratico. Per Bruno l’universo è un corpo unico, organicamente formato, con un preciso ordine che struttura ogni singola cosa e la connette con tutte le altre.