Le società pubbliche. Ordinamento, crisi ed insolvenza PDF

La normativa è stata introdotta nel 1979 con il decreto legge 29 gennaio 1979, n. La normativa è stata modificata una prima volta nel 1999 con il decreto legislativo n. La disciplina è riservata alle imprese commerciali, anche individuali, soggette al fallimento, le società pubbliche. Ordinamento, crisi ed insolvenza PDF presentano i presupposti degli artt.


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Il presente volume, frutto di esperienze interdisciplinari, scientifiche ed operative, si propone il difficile compito di ricostruire il quadro sistematico e l’ordinamento delle società pubbliche, il sistema delle fonti, la regolamentazione dello stato di crisi, i regimi di responsabilità, i rapporti tra materie concorrenti, le possibili soluzioni per rilanciare un uso virtuoso del modello gestionale e disincentivare definitivamente l’abuso.

Sul punto è necessario precisare che molto dibattuta è la questione relativa al concetto d’insolvenza in rapporto con quello previsto dall’art. Gli effetti della sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza differiscono, per certi aspetti, da quelli previsti nella procedura fallimentare. La posizione dell’imprenditore insolvente, nel periodo di osservazione, è analoga a quella del debitore ammesso al concordato preventivo. Lo stesso, infatti, non viene spossessato dell’amministrazione e della disponibilità del suo patrimonio, ma vede soltanto ridimensionata la sua autonomia gestoria la quale continua sotto la vigilanza del commissario giudiziale. Il tribunale vi provvede su iniziativa degli stessi soggetti legittimati a chiedere la dichiarazione di fallimento ai sensi dell’art. 3 legge fallimentare ovvero dell’imprenditore stesso, dei creditori e del pubblico ministero.

Viene nominato dal tribunale su nomina del Ministero dello sviluppo economico. L’organo può essere formato da uno o tre commissari, in tale ultimo caso, la rappresentanza è esercitata da almeno due di essi. Ad esso spetta la gestione dell’impresa per tutto il periodo di osservazione della stessa ed è pubblico ufficiale per quanto attiene l’esercizio delle funzioni conferite. Nominato dal MISE o, in caso di inerzia, dal Tribunale competente entro 5 giorni dalla comunicazione del decreto che dichiara aperta la procedura, i quali possono attribuire tale carica agli stessi commissari giudiziali nominati in sede di osservazione, ha come funzione primaria quella di presentare, entro i sessanta giorni successivi al decreto di apertura della procedura, un programma sulla cui base verrà svolta l’amministrazione della società in crisi. Ad esso spetta la gestione dell’impresa e l’amministrazione dei beni dell’imprenditore insolvente. L’amministrazione avviene sotto il controllo del Ministero dello sviluppo economico il quale, ai sensi dell’art.

La mancanza di autorizzazione non rende l’atto nullo, ma solo annullabile. Il potere di compiere tali atti, infatti, non viene attribuito dal Ministero al Commissario Straordinario, ma è un potere che gli appartiene originariamente. Da ultimo redige ogni sei mesi una relazione sulla situazione patrimoniale dell’impresa e sull’andamento della gestione che viene inviata al Ministero dello sviluppo economico al fine di permettere il monitoraggio sulla gestione. Il MISE, infatti, sulla base delle informazioni e del monitoraggio svolto oppure su proposta del comitato di sorveglianza può revocare il commissario straordinario in ogni tempo laddove ne ravvisa la necessità. Viene nominato entro 15 giorni dalla nomina del commissario straordinario dal MISE ed è composto da tre a cinque membri di cui rispettivamente uno o due chirografari. L’organo svolge preminentemente una funzione consultiva in quanto è chiamato a pronunciarsi mediante pareri sugli atti del commissario nei casi previsti ed in ogni altro caso in cui il Ministero dello sviluppo economico lo ritenga opportuno.

Il comitato, inoltre, ha poteri d’ispezione dei documenti contabili e i documenti della procedura ed inoltre può chiedere chiarimenti al commissario straordinario e all’imprenditore stesso. La prima fase si apre con la sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza emanata dal Tribunale del luogo in cui l’azienda ha sede con contestuale nomina di 1 o 3 commissari giudiziali su indicazione del MISE. Ad essa segue un periodo di osservazione da parte del commissario giudiziale della durata di circa 70 giorni volto a verificare se sussistono possibilità di risanamento per l’impresa. Di contro, nel caso in cui si siano state riscontrate concrete prospettive di risanamento dell’equilibrio economico delle attività imprenditoriali, il Tribunale, con decreto motivato, ammette la stessa alla procedura di amministrazione straordinaria, la quale verrà gestita sulla base di un programma che il commissario straordinario è tenuto a redigere entro i sessanta giorni successivi al decreto di apertura della procedura.