Libertà, uguaglianza, diversità PDF

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito libertà, uguaglianza, diversità PDF fratellanza.


Författare: Alain Touraine.

Si può vivere insieme, liberi e diversi, ma non disuguali? Per Alain Tourain, noto sociologo, questa è la sfida fondamentale a cui il mondo postindustriale deve fare fronte. Il pensatore francese constata la deriva degli individui, scissi fra la partecipazione pubblica a un’economia sempre più mondializzata e una vita privata, sempre più costretta in comunità e identità incapaci di comunicare tra loro. A mano a mano che il neoliberismo si estende all’intero pianeta, disuguglianza e disorientamento aumentano, sia nei paesi avanzati che in quelli in via di sviluppo. L’unica soluzione percorribile è dunque l’appartenenza a una comunità aperta agli scambi con l’Altro.

Il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani. La dichiarazione universale dei diritti umani è un documento sui diritti della persona adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nella sua terza sessione, il 10 dicembre 1948 a Parigi con la risoluzione 217A. Votarono a favore 48 membri su 58. Nessun paese si dichiarò contrario, ma otto si astennero e due non votarono. Questo documento doveva essere applicato in tutti gli stati membri, e alcuni esperti di diritto hanno sostenuto che questa dichiarazione sia divenuta vincolante come parte del diritto internazionale consuetudinario venendo continuamente citata da oltre 50 anni in tutti i paesi. Parlamento di Vienna, il primo articolo della dichiarazione universale dei diritti umani.

Ha costituito l’orizzonte ideale della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, confluita poi nel 2004 nella Costituzione europea. Documento storico molto importante prodotto dagli Alleati in risposta agli importanti danni subiti nella seconda guerra mondiale, la Dichiarazione fa parte dei documenti di base delle Nazioni Unite insieme al suo stesso Statuto. Secondo gli Stati non democratici membri dell’ONU, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani non è vincolante per gli Stati membri dell’organizzazione. Tuttavia ai diritti e alle libertà in essa riconosciuti va attribuito un valore giuridico autonomo nell’ambito della comunità internazionale, dal momento che sono ormai considerati dalla gran parte delle nazioni civili. La Dichiarazione universale dei diritti umani è composta da un preambolo e da 30 articoli che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona.

I diritti dell’individuo vanno quindi suddivisi in due grandi aree: i diritti civili e politici e i diritti economici, sociali e culturali. I conclusivi articoli 28-30 definiscono aspetti generali ed ambiti in cui non possono essere applicati, in particolare che non possano essere usati contro i principi ispiratori della dichiarazione stessa. La Dichiarazione universale dei diritti umani venne votata dall’assemblea formata in quel momento da 58 paesi. 2 paesi non parteciparono al momento del voto: Yemen e Honduras. L’Italia entrò a far parte di questa assemblea il 14 dicembre 1955. Assemblea generale delle Nazioni Unite, 10 dicembre 1948.

URL consultato il 25 novembre 2018. La Dichiarazione Universale dei diritti umani commentata dal Prof. URL consultato il 24 novembre 2018. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 7 feb 2019 alle 17:13.