Lionello Levi Sandri e la politica sociale europea PDF

Questo progetto influenzò in maniera significativa il primo tentativo di profonda revisione dei trattati istitutivi della Lionello Levi Sandri e la politica sociale europea PDF e dell’Euratom, l’Atto unico europeo. Nato a Roma il 31 agosto 1907, trascorse la prima infanzia nella città brasiliana di Campinas, dove il padre esercitava la funzione di viceconsole del Regno d’Italia. Durante gli anni al liceo Mamiani di Roma, Spinelli dimostrò una discreta capacità di assimilare le lingue che studiava, come il latino, il greco antico, il tedesco e il francese. Fin da giovanissimo approfondì da autodidatta il pensiero marxista grazie ai libri della biblioteca paterna, ma la lettura gli risultò molto complessa.


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Questo volume intende offrire un contributo al superamento di due lacune presenti negli studi sull’integrazione europea. La prima riguarda in particolare la storiografia italiana, che finora ha quasi completamente trascurato il ruolo di una serie di personalità che pure hanno contribuito concretamente alla costruzione europea, primi fra tutti i vari membri italiani della Commissione. La seconda riguarda invece l’intera comunità degli storici della costruzione europe-a, e consiste nella quasi totale assenza di opere sulla dimensione sociale del processo d’integrazione. I saggi qui raccolti offrono una prima panoramica delle tematiche sociali affrontate dalla CEE fra gli anni ’50 e ’70, focalizzandosi inoltre sul ruolo e la figura di Lionello Levi Sandri, Commissario Europeo fra il 1961 e il 1970, e fra i principali protagonisti dell’affermazione di una dimensione sociale comunitaria. Lo sviluppo di una legislazione sulla libertà di circolazione della manodopera, sulla sicurezza sociale dei migranti o sulla riqualificazione dei lavoratori licenziati, tutti temi portati avanti con vigore dal Commissario italiano, furono elementi centrali della prima fase del mercato comune e, soprattutto attraverso l’opera di personalità come Levi Sandri stesso, rappresentarono anche uno dei principali contributi del nostro Paese alla costruzione europea nel suo insieme.

Riuscì a diplomarsi all’età di sedici anni e poi si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza all’Università “La Sapienza”. La reazione dei giornali italiani ad una manifestazione fascista del 1921 mirante a traslare la salma di Enrico Toti al Cimitero del Verano, spinse Spinelli ad avvicinarsi al comunismo, sul piano delle idee. Si iscrisse al Partito Comunista d’Italia nel 1924, l’anno dell’assassinio di Giacomo Matteotti, col fascismo ormai al potere e i comunisti costretti alla clandestinità. Nel 1937, quindi, Altiero Spinelli fu espulso dal Partito Comunista Italiano con l’accusa di voler “minare l’ideologia bolscevica, e di essersi trasformato in un piccolo borghese”, quindi etichettato, in modo semplicistico, come “troschista”, definizione infamante per un comunista ortodosso dell’epoca. Il periodo del confino, tuttavia, fu fondamentale nel suo percorso intellettuale e politico. Lo stesso argomento in dettaglio: Manifesto di Ventotene.

Nel giugno del 1941, durante il soggiorno forzato sull’isola di Ventotene, Spinelli, con la collaborazione di Ernesto Rossi e di Eugenio Colorni, scrisse il documento base del federalismo europeo: il Manifesto per un’Europa Libera e Unita, meglio conosciuto come Manifesto di Ventotene. La stesura del Manifesto, le sue successive versioni e la sua diffusione sono avvolte nella leggenda. Non è stata rintracciata nessuna delle versioni dattiloscritte o ciclostilate del documento che circolavano tra il 1941 e il 1943. Così le testimonianze circa il modo in cui il Manifesto uscì clandestinamente da Ventotene non concordano. Spinelli fu liberato da Ventotene dopo l’arresto di Benito Mussolini, ai primi di agosto del 1943.