Medicina naturale. Prendersi cura con amore dell’anima e del corpo PDF

La pagina corrente utilizza i frame. Please forward this error screen to ns120. L’ammissione “medicina naturale. Prendersi cura con amore dell’anima e del corpo PDF” all’Accademia Militare del Schloss Solitude.


Författare: Elena Benigni.

La dottoressa Elena Benigni unisce i principi delle tradizioni orientali con la ricerca scientifica moderna, fondando le basi per una nuova medicina. Attraverso l’osservazione della natura e l’amore per la vita, riformula i principi della salute e del benessere, giungendo ad un approccio semplice e profondo alla cura di sé, degli altri e della stessa Terra su cui viviamo. In realtà ogni essere vivente è unito agli altri dalle leggi naturali: per questo, qualsiasi cosa accade ad ognuno di noi riguarda tutti, e viceversa. La medicina naturale propone uno studio congiunto con altre discipline, particolarmente con l’agricoltura naturale iniziata da Masanobu Fukuoka. Lo scopo di questa nuova medicina è duplice: aiutare le persone a godere pienamente della loro vita in qualsiasi situazione e stimolare una nuova ricerca medico-scientifica che si interessi allo studio del sano e delle relazioni causa-effetto, con sensibilità e curiosità sincere.

Suo padre aveva inizialmente occupato uno degli ultimi ruoli della gerarchia militare, servendo l’esercito come chirurgo militare, occupazione considerata in Germania alla pari di quella dell’artigiano o del barbiere. La sua infanzia fu pertanto caratterizzata da un ambiente domestico affettuoso e femminile. Tra i sei e nove anni, dopo essersi trasferito con la famiglia nel villaggio di Lorch sul Rems, Friedrich iniziò a prendere lezioni private di latino dal pastore Moser. Provvidenza di guidare l’uomo attraverso le avversità. Tale idea influenzò molto Schiller che l’approfondì nel momento in cui, da studente di medicina, la rincontrò secolarizzata nel contesto dell’Illuminismo e della nascente psicologia.

Dopo che la famiglia si trasferì nel 1766 a Ludwigsburg studiò per tre anni alla scuola classica Latino, Greco e Ebraico come preparazione alla vita di Chiesa, verso la quale, sempre fortemente incoraggiato dal padre, si dirigevano i suoi pensieri. La famiglia Schiller dipendeva economicamente dal Duca e questo ebbe ripercussioni non indifferenti sulla vita di Friedrich. Il Duca, i cui agenti si erano informati sugli studenti brillanti delle scuole locali, invitò anche il capitano Schiller a mandare suo figlio all’Accademia dove gli sarebbe stata offerta un’educazione gratuita. Corte, nei Ministeri e nell’Esercito, e Friedrich era stato scelto come uno di questi. Molto riluttante il giovane Schiller decise di studiare legge all’Accademia dove Il clima fu molto rigido, soprattutto nei suoi primi anni di vita. Agli studenti non era concesso tornare a casa, le loro lettere venivano censurate, non erano permesse vacanze, erano confinati nei limiti di Solitude e quando i genitori li andavano a trovare dovevano conversare in presenza di uno dei membri dello staff. Le regole dominavano ogni minuto del giorno.

Il Duca era considerato come il loro padrone, e a lui i genitori dovevano essere grati. Moltissima importanza veniva data al merito rispetto al quale venivano istituite delle classifiche e consegnati dei premi. Gli studenti vivevano in totale assenza di privacy, inoltre il Duca richiedeva che ognuno scrivesse dei rapporti sul carattere e gli atteggiamenti dei propri compagni. Con la sua natura sensibile e la sua delicata costituzione, Schiller soffrì probabilmente più di ogni altro della dura routine dell’Accademia, che prevedeva anche orari molto rigidi.

La totale dipendenza della sua famiglia dal Duca non gli permetteva nemmeno di ribellarsi apertamente alle autorità. Schiller aveva 16 anni quando l’Accademia si trasferì a Stoccarda. La disponibilità di spazi più grandi diede l’opportunità a Karl Eugen di istituire le facoltà di filosofia, finanza, legge, belle arti, studi militari e medicina. La facoltà di medicina fu fondata per competere con la celebre Università di Tubinga. Schiller decise immediatamente di trasferirsi a tale facoltà anche se le ragioni che lo spinsero a cambiare non sono ben chiare e sono state a lungo discusse. Sua sorella sostenne che gli era semplicemente stato ordinato dal Duca.

Il suo compagno e amico Wilhem von Hoven, che si trasferì insieme a lui, affermò che avevano entrambi deciso volontariamente di studiare medicina. Inoltre bisogna considerare che, anche se desiderava ardentemente studiare poesia e teatro, Schiller aveva prudentemente accettato l’inevitabile necessità di doversi guadagnare da vivere una volta uscito dall’Accademia, e la pratica della medicina gli sembrava un buon mestiere, sicuramente migliore di quello che gli avrebbe garantito la laurea in legge. Decise pertanto di lavorare duro per poter completare gli esami il prima possibile in modo tale da poter guadagnarsi l’indipendenza. 16 ore alla settimana, le cui eloquenti e appassionate lezioni erano molto gradite al giovane.

Tra Abel e Schiller si instaurò un’amicizia che perdurò anche dopo che quest’ultimo lasciò l’Accademia. Fu Abel, che era solito citare passi di poesia, il primo a far conoscere Shakespeare a Schiller. Ispirazioni di questo genere non erano però all’ordine del giorno. Schiller si dava molto da fare per terminare gli studi in modo tale da potersi poi guadagnare da vivere autonomamente e dedicarsi alla poesia. Sarebbe tuttavia errato pensare che Schiller dedicasse tutto il suo tempo alla medicina. Il suo interesse per la poesia, per il teatro e per la letteratura contemporanea non era affatto diminuito, anzi egli cercava conforto nello scrivere ogni volta che ne avesse la possibilità.