Morte parziale PDF

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Författare: Juan Villoro.

Un venditore di case, una alpinista, un commerciante di animali domestici, un cronista sportivo e un politico stringono un patto di simulazione della propria morte. Il loro obiettivo è ricominciare, da zero, annullando il proprio presente. Un’opportunità ghiotta e possibile grazie a un piano: morire per ricominciare a vivere. Potrebbe trattarsi di un’assurdità, ma assurdo non è. È teatro: cinque personaggi in cerca d’altrove.

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1949, si registrò un numero particolarmente elevato di uccisioni a sfondo politico, attribuite a partigiani e a militanti di formazioni di matrice comunista. 500 i morti causati dalla “giustizia partigiana” scatenatasi alla fine della seconda guerra mondiale nel Triangolo della morte. La situazione politica emiliana nel periodo immediatamente precedente e successivo alla liberazione fu particolarmente violenta. Alla primitiva contrapposizione fra fascisti e antifascisti si aggiunse una forte istanza di trasformazione dei rapporti sociali tra detentori della proprietà fondiaria e i contadini, per lo più legati a contratti di mezzadria. Un particolare aspetto fu rappresentato dalla figura dei sacerdoti della Chiesa Cattolica che vede insieme esperienze come quella di don Zeno Saltini, che voleva una chiesa schierata con le istanze della sinistra, ma anche una visione più conservatrice che portò alcuni sacerdoti ad essere uccisi.

Rolando Rivi, una delle vittime dei partigiani comunisti nel Triangolo della morte durante la seconda guerra mondiale. 27 aprile 1945: a Cernaieto di Casina, presso Trinità, furono massacrati 21 ostaggi fra cui tre donne e quattro ragazzini, probabilmente della milizia partigiana di Vedriano. I resti vennero trovati nel bosco a ridosso della strada per Gombio solo nell’ottobre del 1946, ed è ancora incerta la paternità esatta della strage, i nomi degli esecutori materiali e addirittura il numero preciso delle vittime che potrebbe essere di 23 o anche più. 26 agosto 1946, Umberto Farri, sindaco socialista di Casalgrande, assassinato in casa da due uomini.

17 novembre 1948, Angelo Casolari e Anna Ducati, membri del consiglio parrocchiale, assassinati nella canonica della parrocchia di Freto, a Modena. Afro Rossi di Leguigno e Giovanni Munarini di Casina, barbaramente assassinati in un agguato di matrice comunista all’Osteria Vezzosi presso Colombaia di Carpineti, dove da una collina si fece fuoco sulle finestre della locanda piena di un raduno a festa di militanti democristiani. Le indagini nei primi tempi languirono: l’uccisione di religiosi e laici, esponenti di partiti aderenti alla Resistenza ma su posizioni moderate, ebbe un consistente influsso nei rapporti tra i partiti che collaboravano nel governo espresso dal CLN. Nel 1947 la collaborazione tra i partiti aderenti al CLN non resse alla prova del dopoguerra.

I mutati equilibri internazionali, con la rottura fra potenze occidentali e Unione Sovietica provocò anche in Italia la fine dei governi di unità nazionale e l’uscita dei comunisti dal governo. Nella primavera del 1990 alcuni parenti delle vittime scrissero una lettera aperta, chiedendo almeno di sapere dove fossero stati sepolti i loro familiari per poterli umanamente seppellire. Francesco Malgeri, La stagione del centrismo, Rubettino, 2002. Simeone Del Prete, La giustizia nel dopoguerra. Giorgio e Paolo Pisanò, Il Triangolo della Morte. La politica della strage in Emilia durante e dopo la guerra civile, Mursia, 1992. Ordine pubblico e dibattito politico a Modena, 1945-1946″, Milano, Franco Angeli, 1995.

Lodovico Ellena, Le pagine ritrovare della Resistenza, Tabula Fati, Chieti, 2007. Nazario Sauro Onofri, Il triangolo rosso. Roma, SAPERE 2000 Edizioni Multimediali, 2007, ISBN 978-88-7673-265-2. Adelmo Caselli, ” Prelevati- La politica, il lavoro, l’odio, la violenza i prelevamenti, le uccisioni e i processi nella lunga liberazione di Pieve di Cento”, Pieve di Cento, Tipografia Bagnoli. Nodo di sangue, puntata del programma documentario La Storia siamo noi, in onda su Rai 2 il 26 aprile 2007. Il tragico dopoguerra in Emilia-Romagna tra cronaca e storia.