Napoleone. Dalle campagne d’Italia alla morte criminale a Sant’Elena PDF

Flag of the Napoleonic Kingdom of Italy. Flag of the Duchy of Warsaw. Flag napoleone. Dalle campagne d’Italia alla morte criminale a Sant’Elena PDF the Kingdom of Etruria.


Författare: Pierluigi Baima Bollone.

Napoleone Bonaparte conquista gran parte d’Italia nel 1796 e nuovamente nel 1800. La prima campagna solleva l’entusiasmo delle popolazioni che si uniscono in numerose repubbliche giacobine. La seconda conduce alla creazione della repubblica e successivamente del regno d’Italia. Entrambe le guerre sono importanti antecedenti preliminari dell’Unità d’Italia di cui si sono appena celebrati i 150 anni. Baima Bollone presenta una nuova lettura della vita irripetibile di Napoleone, fino a chiarirne il mistero della morte, utilizzando i più avanzati metodi della Medicina Legale di cui è autorità indiscussa. Nell’indagine illustra anche attentati, omicidi, esecuzioni capitali, armi e tecniche di combattimento di tutta l’epopea di Napoleone del quale delinea il ritratto psicologico, fino alla relegazione all’isola d’Elba, alla disfatta finale di Waterloo e alla prigionia a Sant’Elena. Fu avvelenamento da arsenico? Di certo ci fu l’intervento terminale dei medici, che ne provocarono la fine il 5 maggio 1821.

State flag simple of the Grand Duchy of Tuscany. Il Primo Impero fu instaurato in Francia da Napoleone Bonaparte per sostituire il Consolato. Il Primo Impero fu seguito dalla Restaurazione, interrotta dai cosiddetti “Cento giorni”, dal 20 marzo al 22 giugno 1815, che portarono Napoleone alla sconfitta di Waterloo. Il plebiscito del 6 novembre 1804 legittimò il passaggio al Primo Impero. La Costituzione dell’anno VIII istituì il Consolato e permise a Napoleone di essere nominato Primo Console, ponendosi al di sopra dei due colleghi.

La Costituzione dell’anno X fece del Primo Console una carica a vita. Particolare de l’Incoronazione di Napoleone I, opera di Jacques-Louis David. Il 18 maggio 1804 il Senato francese approvò la mozione che concedeva a Napoleone il titolo di “Imperatore dei Francesi”. L’incoronazione del nuovo sovrano Napoleone I si tenne il 2 dicembre 1804 nella cattedrale di Notre Dame alla presenza del papa Pio VII. Nonostante l’officio della messa, Napoleone non comunicò di non essere praticante. Con il Trattato di Tilsit del 1807, Napoleone e lo zar Alessandro I di Russia giunsero a una pace e a un’informale spartizione dell’Europa: la parte occidentale e centrale nell’orbita francese, quella orientale nell’orbita russa. Nello stesso periodo, approfittando del consenso spagnolo al passaggio delle truppe francesi verso il Portogallo che ancora commerciava con l’Inghilterra, Napoleone penetrò nella penisola iberica.

Proprio riguardo al problema dell’eredità imperiale, Napoleone si convinse della sopravvenuta sterilità della moglie Giuseppina: dopo quasi quindici anni, l’imperatrice non gli aveva infatti procurato il figlio a lungo atteso. Secondo lo storico Georges Lefebvre, nel 1812 – all’apogeo della sua potenza – il Primo Impero francese vantava un’estensione di circa 750. 000 chilometri quadrati, popolati da 44 milioni di abitanti e divisi in 130 dipartimenti. Infine, Napoleone controllava anche la magistratura, avendo il potere di nomina dei giudici.

A livello amministrativo, l’accentramento fu più rigido anche rispetto a quello rivoluzionario ma perfezionato attraverso un sistema di frazionamento della Francia in province amministrate dai prefetti. Tali funzionari, nominati dal governo centrale, non godevano di ampi margini di autonomia, dovendo mantenersi continuamente in corrispondenza con i ministri. Tuttavia, a causa dei canali di comunicazione difficoltosi, i prefetti potevano spesso svincolarsi dalle direttive ministeriali. Nel 1814, all’apice del controllo poliziesco causato dall’imminente caduta dell’Impero, i prigionieri di Stato erano circa 2500. Sul piano economico-fiscale, il Primo Impero diventò ben presto un modello esemplare per tutti gli altri paesi e il suo sistema era destinato a reggere alla caduta di Napoleone. L’imperatore era per natura un uomo oculato, continuamente preoccupato di ridurre le spese per evitare deficit di bilancio.