Negro. La verità è che non potete fare a meno di noi PDF

Uno degli aspetti forse meno chiari del Piano Regolatore di Roma riguarda le destinazioni d’uso che possono essere attribuite ad un locale commerciale. 1 secondo il piano regolatore può incarnare destinazioni d’uso urbanistiche diverse. Anzitutto, il nostro riferimento, che sono sempre le norme tecniche di attuazione del PRG di Roma. 6 dividono le destinazioni d’uso in negro. La verità è che non potete fare a meno di noi PDF funzioni, che sono principalmente abitative, commerciali, servizi e produttive, ed altre ancora che in questo post ci interessano meno.


Författare: Chidiebere Osuji.

I negri ci rubano il lavoro, i negri si prendono le case popolari e i contributi, i negri ci portano via la terra. E poi ancora portano le malattie, rubano, violentano le nostre donne. I titoli forti sugli immigrati in Tv e sui giornali, all’indomani dei fatti di cronaca, spesso basati su dichiarazioni di politici, sovrastano la realtà delle statistiche sull’immigrazione. Eppure i numeri dicono tutt’altro. Dicono che, senza gli immigrati, l’Italia semplicemente si fermerebbe. Come riconoscono Confindustria e Confagricoltura, il made in Italy senza i lavoratori immigrati crollerebbe. Persino le eccellenze enogastronomiche per cui siamo famosi nel mondo – vino, olio, formaggi – senza manodopera “negra” non ci sarebbero. Altro che invasione. La verità è che non possiamo fare a meno di loro. Molti italiani non arriverebbero a percepire nemmeno la pensione senza i contributi versati dai lavoratori immigrati. Ingegnere chimico, figlio di due nigeriani arrivati in Italia negli anni Settanta, l’autore, commentando i dati reali sull’immigrazione in Italia e analizzando fatti di cronaca degli ultimi tempi, cerca di capire come stanno davvero le cose. Chi meglio di un “negro” italiano può raccontare questa realtà? E valutare se, numeri alla mano, ci conviene davvero mandarli tutti a casa. Oppure se è vera l’invocazione che qualcuno ha scritto su un muro: “Immigrati, vi prego, non lasciateci soli con gli italiani”.

Le piccole sono tutte quelle al di sotto dei 250mq di SUL, le medie vanno dai 250 ai 1. Ok, fin qui nulla di strano. Sulla base della distinzione delle funzioni e sotto-funzioni del PRG cerchiamo di fare una casistica in cui è necessario chiedere il cambio di destinazione d’uso del locale. Raggruppiamo alcuni “casi” possibili in gruppi, e poi vedremo il tipo di onerosità che ci può essere. S1 se superano i 500mq di SUL.

Il numero che segue alla lettera del gruppo rappresenta il livello di carico urbanistico necessario per il calcolo della dotazione dei parcheggi di cui all’art. 7 delle NTA di PRG: ad 1 corrisponde un carico urbanistico basso, a 2 medio ed a 3 alto. A 0 corrisponde un carico urbanistico nullo. Se la destinazione ante e quella post si trovano nello stesso gruppo tra quelli che qui ho descritto allora il cambio d’uso può essere autorizzato con una “semplice” SCIA e per espressa decisione dipartimentale non è sogetta ad onerosità.

Se la destinazione ante e quella post sono in gruppi diversi, qualunque essi siano, allora il cambio d’uso deve essere autorizzato con una DIA onerosa, quindi soggetta agli oneri concessori. Avverrà quindi che magari in qualche municipio non riterranno che un laboratorio odontotecnico debba richiedere il cambio d’uso da un locale commerciale mentre magari in un altro si. Alcune destinazioni tra quelle citate non sono ammesse in alcuni tessuti della città: fate riferimento a questo mio post per un quadro più preciso, sebbene non esaustivo, della situazione. Giusto per nota, considerate che teoricamente è possibile chiedere il cambio d’uso da commerciale ad abitativo, ma dovrete fare attenzione al tessuto di PRG in cui l’immobile ricade: nella città consolidata in particolare il cambio d’uso da qualunque fuzione a quella abitativa è fortemente limitato, ed è possibile in pratica solo nell’ambito di progetti di ristrutturazione estesi alle intere unità edilizie. Nella città storica invece è meno limitato. Attenti anche al voler convertire un locale commerciale in garage: questi ultimi hanno carico urbanistico nullo, il che significa che, ovviamente, non necessitano parcheggi pertinenziali. Un vincolo che può capitare, per il cambio d’uso, è quello dell’eventuale inserimento del fabbricato in un area a rischio esondazione.

2, posso porvi un uficio ove tenere solo documenti ed eventualmente rispondere alle mail e agli ordini? Potremmo riflettere se il cambio d’uso serve per il passaggio da commercio al dettagio a commercio all’ingrosso, ma in ogni caso oggi si potrebbe fare in CILA. 10 di un locale di mq. I municipio mi ha dato senza problemi il nulla osta tecnico sanitario per la mia attività, ma la scia mi è tornata indietro perchè dice che in un c2 posso fare solo magazzino e non laboratorio. Il cambio d’uso sarebbe ammissibile, verificando se ci sono tutti i presupposti di tipo tecnico. L’artigianato produttivo infatti è ammesso per tutti i tessuti, sempre e comunque, anche in città storica. Se al primo municipio accettano la CILA, l’autorizazzione è concessa al momento del deposito della pratica, altrimenti se bisogna fare la “vecchia” procedura di DIA, servono 30 giorni di silenzio-assenso.

La ringrazio molto per la sua gentile e rapida risposta. Mi permetto di chiederle ancora a cosa si riferisce con “tutti i presupposti di tipo tecnico”, non sono requisiti già posseduti dal locale se esiste in data recentissima un nulla osta tecnico sanitario della asl di competenza e se non sono necessari lavori ma solo un cambio da c2 a c3? Dunque non è implicito che se uno abbia l’assenso della ASL allora lo ha anche a livello urbanistico. Per quanto sopra esposto è lecito sostenere che non vi è bisogno di cambio di destinazione d’uso e che gli oneri per la monetizzazione dei parcheggi non sono dovuti? Dunque, l’attività è del 2007, quindi è stata istituita in un momento di “limbo”: il vecchio piano è stato ufficialmente dismesso nel 2003, quando è stato “adottato” quello nuovo, il quale però non è entrato effettivamente in vigore se non nel 2008. Dal 2003 al 2008 è come se non ci fosse stato nessun piano. Comunque, indipendentemente dalla data in cui è stata legittimata la destinazione, le variazioni apportate agli immobili dopo il 2008 devono sempre sottostare alle regole del nuovo PRG.

Questo commento è stato eliminato dall’autore. Grazie Marco per la tua risposta, questo blog è semplicemente eccelso ed è per me continua fonte di aggiornamento. Approfondirò la questione e ti terrò aggiornato sugli sviluppi. ASL del Comune di Bologna si trovano delle guide davvero ben fatte. Certamente Marco, spero così di contribuire anche io al tuo bellissimo Blog.