Nei panni di un’altra PDF

Charles Dickens-A Christmas Carol-Title page-First edition 1843. Il romanzo è uno degli esempi di critica di Dickens nei panni di un’altra PDF società ed è anche una delle più famose e commoventi storie sul Natale nel mondo. Il Canto di Natale è suddiviso in cinque parti, con il protagonista che viene portato ad un profondo cambiamento da tre spiriti.


Författare: Eleonora Giorgi.

Giovanissima, all’età di 17 anni, debutta nel cinema erotico. Dei suoi esordi ricorda l’imbarazzo di nonno e genitori e dice: «All’inizio ero la ragazza meno maliziosa del mondo». Dà una svolta qualitativa alla carriera di attrice con registi come Lattuada e Damiani, prima di raggiungere una grande popolarità nella commedia all’italiana (Verdone, Doreli, Celentano). Quando sposa Angelo Rizzoli, si trasferisce a Milano e frequenta l’universo miliardario di una delle famiglie più in vista e facoltose d’Italia, assistendo all’arresto del marito travolto dallo scandalo P2, e alla fine dell’impero dei Rizzoli. Nel libro racconta con sincerità e, a tratti, amarezza, una vita piena di colpi di scena, di scelte sbagliate e amori travagliati, ma anche di continui nuovi inizi, merito del carattere entusiasta, combattivo e intransigente. «Ogni tanto mi torna questa voglia di distacco totale, di tornare Orsola, il mio secondo nome, quella ragazza con gli occhiali un po’ secchiona che studiava arte e restauro».

Fred, suo unico parente in vita, figlio della defunta sorella Fanny, che, venuto a fargli visita in ufficio, gli fa gli auguri e tenta di invitarlo a cena insieme alla sua famiglia. Arrivato sulla soglia di casa, gli sembra di intravedere tra la neve, specchiato nel picchiotto del suo portone, il volto del defunto socio in affari Jacob Marley, morto esattamente sette Vigilie di Natale prima, visione che lo turba profondamente. Entrato in casa, mentre cena, comincia a percepire strani fenomeni: sente il rumore di un carro funebre che si trascina invisibile sulle scale avvolte nel buio e un rumore di catene nella cantina, infine vede oscillare da sola una campanella collegata alla deserta camera antistante, trascinando tutte le altre della casa in un suono assordante e spaventoso. A questo punto si apre una porta e compare il fantasma di Marley: una visione tremenda, tanto più terrificante in quanto, scoperte le bende per mostrare il volto, gli cade la mascella dal viso. Intorno alla vita, esso porta una catena forgiata di lucchetti, timbri, portamonete, assegni, banconote: si tratta di quel materiale che, secondo la sua stessa ammissione, lo ha distolto dal fare del bene agli altri, accumulando denaro solo per sé. Il suo unico sollievo è poter ammonire Scrooge, perché la catena che egli si sta forgiando è ben più lunga e pesante della sua: se andrà avanti così, anche lui subirà la stessa sorte.

Marley gli annuncia allora la visita imminente di tre spiriti: uno che incarna il Natale passato, un altro che simboleggia il Natale presente e per ultimo quello che rappresenta il Natale futuro. All’una di notte di Natale appare lo Spirito del Natale Passato. Egli è un fantasma bianco circondato da una corona di luce che si sprigiona dal capo, simile ad una candela, con in mano un cappello a forma di spegnitoio ed un ramo di agrifoglio. Il fantasma ricorda a Scrooge l’affetto che lo legava alla defunta madre ed alla defunta sorella, e che il figlio di Fanny, il nipote Fred, rappresenta l’unico parente. Ricordando la sgarbatezza con la quale lo ha trattato, Scrooge comincia a provare rimorso.

Qualche anno dopo, Ebenezer è apprendista contabile presso l’anziano e benevolo Fezziwig: anche qui è Natale, e Fezziwig fa allestire l’ufficio in modo da trasformarlo in una sala da ballo dove si terrà una festa sontuosa. Nelle piccole follie natalizie dell’allegra compagnia cadono le differenze di classe, si canta e gioca tutti quanti, bambini, giovani e anziani. Fezziwig e la moglie sono degli anfitrioni imbattibili e scherzano con tutti. La scena cambia ancora e appare uno Scrooge adulto, ormai ricco, trasferitosi con Marley come capo-finanziere nel suo nuovo studio omonimo dopo la morte del padre e di Fezziwig. Dato che il passato non si può cambiare, Scrooge è disperato e implora il fantasma di non tormentarlo più. Lo spirito porta Scrooge ad assistere ad una cena di Natale: riconosce la sua ex ragazza, ormai sposata da anni, con tanti figli, ancora povera ma felice.

Ella fa un sarcastico commento su Scrooge al marito, dicendo che è appena arrivata la notizia che Marley è abbandonato sul letto di morte e neanche il suo vecchio amico Scrooge è lì per confortarlo. Il fantasma poi mostra a Scrooge altre persone che passano il Natale nei modi più vari: un gruppo di minatori che intonano tutti insieme un canto di Natale attorno ad un focolare, due guardiani di un faro che brindando e cantando si scambiano un Buon Natale e, infine, dei marinai su un bastimento in mezzo all’oceano che si scambiano gli auguri e dedicano un pensiero ai loro cari. Scrooge è molto stupito da ciò che vede. Successivamente Scrooge e lo spettro ritornano a Londra e raggiungono la casa di Fred, nipote di Scrooge, che sta passando il Natale in allegria con i suoi amici e i suoi parenti. Fred sta ridendo coi suoi invitati delle grottesche manie dello zio, ma nonostante questo pronuncia parole di affetto per lui e brinda alla sua salute insieme a tutti, così come aveva fatto anche Cratchit. Scrooge si ritrova solo e sperduto nella nebbia, all’arrivo del terzo e ultimo spirito.

Lo spirito del Natale Futuro mostra a Scrooge la sua tomba. Subito dopo la morte dello Spirito del Natale presente, appare a Scrooge il terzo spirito, quello del Natale Futuro. Esso richiama la morte personificata e si presenta come una figura altissima, avvolta da un mantello e da un cappuccio neri da cui nulla traspare se non una mano scheletrica che sporge da una manica del mantello. Siamo ancora a Londra, ma nel Natale dopo, nel 1844. Scrooge assiste a diverse scene, tutte accomunate dalla presenza di discussioni sulla morte di un vecchio molto tirchio, deriso e odiato da tutti. Due banchieri della City parlano del suo ormai prossimo funerale: mentre uno afferma di andarvi solo per puro dovere, l’altro, schernendo la tirchieria del defunto, è interessato soltanto a rifarsi a sue spese con la cena del funerale.

Ebenezer, dopo essere finito dentro la bara, si ritrova nel suo letto scoprendo che è di nuovo mattina, quindi che gli spiriti hanno fatto tutto in una sola notte. Il protagonista chiede quindi che giorno è a un ragazzo che passa sotto la sua finestra, che gli dice che è Natale. Dickens – chiese Robert Louis Stevenson a un amico – Io ne ho letti due, e ho pianto come un bambino, ho fatto uno sforzo impossibile per smettere. Quanto è vero Dio, sono tanto belli, e mi sento così bene dopo averli letti. Se i primi due libri della raccolta dovevano avere colpito Stevenson, è sicuramente sul primo che si concentrò la sua attenzione.