Nel cognome del padre PDF

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Författare: Stefano Jurgens.

Può l’incontro con Gesù sconvolgere la vita di un uomo di spettacolo, cresciuto alla corte dei grandi nomi dello star system italiano, figlio di uno degli autori simbolo degli anni d’oro della Rai e autore, egli stesso, di alcuni dei maggiori successi televisivi dell’ultimo trentennio? Stefano Jurgens rilegge un’intera esistenza alla luce della fede, mettendo a nudo exploit e delusioni, gioie e amarezze sia personali che professionali, senza risparmiare a sé e ai tanti, prestigiosi compagni di viaggio – da Corrado a Bonolis, da Morandi a Celentano – il giudizio della verità alla quale, da una mattina d’agosto del 1992, ha consacrato i suoi giorni.

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In molti casi esso passa per la legittimazione giuridica, sociale o religiosa di una relazione fra due persone che potrebbero anche già aver contratto di fatto questo genere di legame. Il matrimonio nel diritto romano era essenzialmente una situazione di fatto da cui l’ordinamento faceva discendere gli effetti civili. La coemptio, la forma nettamente più diffusa, nella quale il padre plebeo metteva in atto una vendita fittizia della figlia, così emancipandola, al marito. L’usus: la coabitazione ininterrotta di un anno di un plebeo con una donna appartenente alla classe sociale dei patrizi e questo tipo di matrimonio era considerato di tipo legale e civile. In epoca repubblicana, quando l’istituto mostrava segni di crisi, queste formalità andarono regredendo fino a scomparire in età imperiale.

Dapprima scomparve l’usus, abolito definitivamente probabilmente da Augusto, poi la coemptio, scomparsa già nel I secolo a. A queste forme tradizionali si sostituì una forma più rituale, ma diffusa a tutti gli strati sociali, che era preceduta da un periodo più o meno lungo di fidanzamento, nella quale il fidanzato regalava un anello alla fidanzata e i promessi sposi si regalavano dei doni. Il cristianesimo conservò gran parte di queste usanze, eliminando tuttavia gli elementi che più richiamavano il paganesimo, come il sacrificio animale. All’aruspice si sostituì il sacerdote, quando questa figura emerse tra gli stessi cristiani. Restò l’essenzialità dello scambio del consenso.

La cerimonia cristiana rimase per lungo tempo una semplice benedizione degli sposi. Nel medioevo il matrimonio assunse una varietà di forme che spesso prescindevano dalle formalità ecclesiastiche. Non era essenziale la presenza di un celebrante, che ove presente, poteva essere un sacerdote o un notaio, ma lo scambio delle formule, che variavano dai luoghi. Solo a partire dal Concilio Lateranense IV del 1215 la Chiesa cattolica tentò di regolare con un istituto codificato il matrimonio, imponendo la presenza del celebrante.