Nella pancia del mostro PDF

Questa voce o sezione sull’argomento creature leggendarie non cita nella pancia del mostro PDF fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Il mostro di Loch Ness, noto anche come Nessie, è una creatura leggendaria che vivrebbe nel Loch Ness, un lago della Scozia.


Författare: Dario Villasanta.

1933, in seguito all’apertura di una nuova strada che correva lungo il lato del lago, iniziarono gli avvistamenti come quello di George Spicer del 22 luglio, e poi un altro da Arthur Grant, un motociclista, il mese successivo. In dicembre, un cineasta della Scottish Film Productions, Malcolm Irvine, riuscì a girare una pellicola nella quale il “mostro” è visibile per quasi un minuto mentre nuota alla velocità di quindici chilometri l’ora. Nella notte fra il 5 e il 6 gennaio 1934, uno studente di veterinaria di nome Arthur Grant affermò di aver quasi investito con la sua motocicletta una creatura mentre si avvicina ad Abriachan sulla costa nord-orientale, circa verso l’una di notte. Grant disse che, una volta in acqua, vide solo delle increspature. Grant realizzò un disegno della creatura, esaminato dallo zoologo Maurice Burton, il quale dichiarò che esso era coerente con l’aspetto e il comportamento di una lontra. Per quanto riguarda la dimensione lunga della creatura, Burton disse che poteva trattarsi di un’osservazione errata a causa delle cattive condizioni di luce. Piovigginava leggermente, il lago era grigio, il cielo era grigio e il colore della creatura era grigio scurissimo, in netto contrasto con lo sfondo più chiaro dell’acqua e del cielo.

Il mostro era immobile in superficie, rivolto in direzione di Inverness. Quasi altrettanto celebre della foto del chirurgo è quella scattata nel 1951 dal boscaiolo Lachlan Stuart, che mostra tre gobbe che emergono dall’acqua. Infatti se la si esamina attentamente si può notare che le due gobbe non sono esattamente l’una sul prolungamento dell’altra: siccome la seconda è più piccola della prima, si è potuto pensare che si trattasse di un maschio accompagnato dalla femmina o di un giovane che seguiva la madre. Il guardiacoste Alexander Campbell asserì di aver visto il dorso di tre mostri apparire alla superficie del lago: il primo e il secondo erano nettamente più grandi del terzo, e mentre il movimento in avanti dei primi due era regolare, il terzo si muoveva a zig zag, come per divertimento. Nell’aprile del 1960, un ingegnere dell’aeronautica, Tim Dinsdale, filmò una gobba che attraversava l’acqua in una scia potente a differenza di quella di una barca.

Nel 1993 Discovery Communications realizzò un documentario chiamato Loch Ness Discovered che si avvalse di un miglioramento digitale del film di Dinsdale. Un esperto di computer che aveva migliorato il film notò un’ombra nel negativo che non era molto evidente nel positivo. Modello di Cryptoclidus utilizzato nel programma Loch Ness Monster: The Ultimate Experiment del canale televisivo britannico Five. Le foto più nitide risalgono al 21 maggio del 1977 e furono scattate da Tony Doc Shiels, uno scrittore, artista, e illusionista inglese. Lo stesso stava osservando il lago da sotto il castello di Urquhart, e proprio allora vide affiorare il lungo collo. Elder, l’onda era prodotta da un “oggetto solido nero” delle dimensioni di circa 4,5 m appena sotto la superficie dell’acqua.

Un’altra prova sarebbe una foto satellitare che riprendere una forma lunga circa 30 metri, scattata a sud di Dores, e apparsa nel 2014 nelle mappe Apple e che divenne presto virale ma che venne accusata di essere stata modificata, come mostrano in diversi siti, tra cui Metabunk. Nel 2016 un robot sottomarino ha esplorato le profondità del lago realizzando una serie di immagini a 180 metri di profondità nelle quali l’unica traccia del mostro è la sua riproduzione impiegata per le riprese del film Vita privata di Sherlock Holmes del 1970, che rimase abbandonata sul fondale del lago. Nessun ritrovamento di tracce, resti animali al di sopra di ogni ragionevole dubbio, è stato mai documentato. La piramide alimentare di un lago relativamente piccolo come il Loch Ness non potrebbe sostenere la vita di una famiglia di predatori delle dimensioni del presunto mostro. Per tentare di controbattere i dubbi relativi all’alimentazione della creatura è stata avanzata l’ipotesi che vuole l’esistenza di un canale segreto che colleghi il lago al Mare del Nord.

Questa teoria spiegherebbe anche l’assenza di ossa e altri resti sul fondale del lago. Non vi sono tuttavia prove dell’esistenza di canali che conducano al mare. L’ipotesi che riscuote più successo fra i sostenitori dell’esistenza del “mostro” è che si tratti di uno o più esemplari di plesiosauro o di elasmosauro sopravvissuti in qualche modo all’estinzione. Loch Ness ma anche la terraferma, dove avrebbe potuto rifugiarsi. Dal 1956, attraverso l’uso di imbarcazioni dotate di ecoscandaglio, diverse volte e con diversi metodi si è scandagliato il lago con l’unico risultato di rilevare tre grandi masse in movimento, che gli scettici identificano come banchi di pesci, mentre secondo alcuni sostenitori della teoria del mostro potrebbero essere stati gli altri componenti della famiglia del mostro Nessie. I sostenitori dell’esistenza del mostro negano il fallimento ipotizzando che in quel momento il mostro potrebbe non essere stato in acqua o comunque non aver gradito il tipo di cibo. Il riferimento al mostro, e una curiosa interpretazione della sua natura, è uno dei fili conduttori del film.

Un cortometraggio animato prodotto dai Walt Disney Animation Studios. URL consultato il 7 dicembre 2018. Il mostro di Loch Ness è esistito davvero? URL consultato il 10 dicembre 2018. The Loch Ness Monster and Others.