Non aver mai finito di dire PDF

Jump to navigation Jump to search La chiarezza è uno degli obiettivi che Wikipedia non aver mai finito di dire PDF prefigge. Ogni frase deve essere sufficientemente chiara da risultare comprensibile per ogni lettore che capisca mediamente bene la lingua italiana.


Författare: Tommaso Giartosio.

«Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire». La definizione (anch’essa classica) di Italo Calvino è un invito a guardare ai grandi libri con occhi nuovi. Ma queste nuove letture non ci costringono forse a ripensare l’idea stessa di tradizione dei classici, e in generale ciò che crediamo di poter dare per assodato riguardo alla letteratura? Questo libro si propone di utilizzare un unico tema specifico – la trattazione letteraria dell’omosessualità – come chiave per interrogare testi molto diversi tra loro e accedere a questioni molto più vaste. Questioni come la natura della tradizione, appunto: di cui si propone un diagramma non ad albero ma a caverna, esposto a pressioni e deformazioni. E poi l’autonomia dell’arte (ripensata sulla scorta di Colori proibiti di Mishima); l’umorismo (in Proust); il racconto di sé (attraverso Isherwood); l’etica della scrittura (con Dante e Auden). Non mancano capitoli avventurosi come quello dedicato ai Promessi sposi, oggetto di una lettura controcorrente centrata sul rapporto tra sessualità e identità nazionale, o interventi di critica culturale come quelle sulla fenomenologia del James Bond gay portato sugli schermi da Sam Mendes. Sotto l’avvicendarsi delle analisi letterarie – che mirano a una rigorosa onestà intellettuale – va poi gradualmente emergendo il basso continuo di una riflessione sulla realtà italiana. Così raccontare il laboratorio dello scrittore gay e la sua mutata (diminuita?) posizione culturale diventa un’occasione per mettere in luce le contraddizioni del presente, i conflitti tra ethos do

Dopo aver scritto del testo, è consigliabile rileggerlo per controllarne la chiarezza, cercando di mettersi nei panni di chi non conosce il soggetto. Wikipedia è anche un’enciclopedia specialistica, ma per comprendere le voci specialistiche non è richiesto essere specialisti o appassionati dell’argomento. Vanno evitati termini gergali e abbreviazioni privi di spiegazione. Naturalmente, non si può comprendere la voce sul carburatore se non si conosce per niente il motore. Un testo chiaro non è solo ben scritto, ma anche completo, ossia dice tutto ciò che è necessario per capirlo. Sono in particolare da evitare i riferimenti temporali relativi: le voci di Wikipedia sono scritte per essere lette anche ad anni di distanza e a differenza degli articoli di giornale non sono datate. Pertanto, se si omettono i riferimenti temporali assoluti si ingenera ambiguità.

Basti pensare a una frase come “il film è uscito due anni fa”: chi l’ha scritta intendeva riferirsi a due anni prima ma il lettore non è al corrente di quando quella frase è stata scritta. Il problema si presenta anche più grave con eventi presenti o futuri: “Tizio sta attualmente lavorando a un nuovo libro, previsto per l’anno prossimo” è una frase che diventerà presto sbagliata e può essere resa ad esempio con “Nel 2019, Tizio sta lavorando a un nuovo libro, previsto per il 2020”. Esempi di espressioni da evitare sono “attualmente”, “recentemente”, “oggigiorno”, “quest’anno”, “negli ultimi anni”, “nei prossimi anni”, “sinora”, “tuttóra”. Non va usato se l’affermazione è completamente ambigua o incomprensibile, nel qual caso è preferibile rimuoverla del tutto ed eventualmente spostarla nella pagina di discussione. In particolare, sono da eliminare i testi creati con traduttori automatici. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 28 nov 2018 alle 16:29.

Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. E io li sodisfeci al suo dimando. Ed egli mi disse: “Voltati: che fai? E io risposi alla sua domanda. Guido aveva sposato la figlia Bice del capo ghibellino.

Sembra non esserci neppure una vera legge del contrappasso. Le anime non fanno nulla di particolare. Commedia vengono usate per ottenere qualcosa cui si tiene in modo particolare e che non si potrebbe ottenere diversamente. E qui bisogna che apriamo una parentesi. Farinata degli Uberti, che era morto un anno prima della nascita di Dante e che pertanto non poteva essere stato, come invece Filippo Argenti, un suo nemico personale. Firenze e Dante sapeva bene di non poterlo mettere all’inferno solo per questo. Dante, che ama fare la parte dell’idealista, abbia messo Farinata all’inferno per un semplice reato di opinione o per l’ipocrisia di una doppiezza che lui considerava insostenibile.

Canto non si parla affatto di questioni filosofiche o religiose ma solo di questioni storico-politiche e, parlando di queste, Dante vi introduce degli aspetti che non c’entrano niente neppure con la politica, ma piuttosto con la morale umana. In altre parole la colpa d’essere ateo si rifletteva sul suo modo umano d’interagire con le persone. Chiusa la parentesi, passiamo ad esaminare il testo. Lo supplica quindi di fermarsi a parlare un po’ con lui. La sua voce esce improvvisamente da un tumulo, senza le preoccupazioni pedagogiche di chi non vuole turbare in alcuna maniera il proprio interlocutore. Farinata non era un uomo dalle mezze misure ma un orgoglioso, uno che, pur uscendo dal basso, come in questo caso, guardava solo dall’alto.

E poi che il luogo cimiteriale ed evidentemente molto silenzioso, aveva un che di tenebroso e di inquietante. Da quella tomba era emersa, fino alla cintola, la personificazione del razzismo. Farinata sentiva il bisogno di parlare con un fiorentino dall’eloquio “onesto”, che importanza aveva conoscere le origini di lui, la sua provenienza sociale? Non era forse questo un modo di umiliarlo?

Se Dante avesse avuto origini meschine o incerte, che avrebbe fatto Farinata? D’altra parte se Dante non avesse esagerato in questa descrizione, che motivo avrebbe avuto di condannarlo in quel cerchio? Qui anzi deve stare attento a come si muove. Cavalcante de’ Cavalcanti, si limita a mostrare la testa, il che fa supporre a Dante ch’egli si fosse messo in ginocchio. Farinata era in piedi, l’altezza del loculo doveva essere pari a quella delle sue gambe.

Non senza astuzia, peraltro, egli evita a Farinata di replicare subito sulla questione del rimpatrio, introducendo improvvisamente una figura, la cui presenza in quel cerchio resta poco comprensibile, almeno dalla lettura dei versi. Montaperti, la distruzione di tutti i suoi beni. Se l’uno meritava l’inferno per la sua alterigia, l’altro per che cosa lo meritava? Che senso ha far dire delle cose a un uomo che in fondo appare politicamente pentito e poi farlo stare all’inferno per un motivo d’opinione? A chi si rivolgeva Dante quando scriveva queste cose?