Non sono venuto a far discorsi PDF

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Författare: Gabriel Garcia Marquez.

Non tutti sanno che Gabriel García Márquez è sempre stato allergico ai discorsi pubblici, tanto da affermare in una conferenza del 1972 che ci sono: “ due cose che mi ero ripromesso di non fare mai: ricevere un premio e tenere un discorso”. Dieci anni dopo vincerà il Premio Nobel e durante le cerimonie all’Accademia di Stoccolma terrà due memorabili discorsi intitolati La solitudine dell’America latina e Brindisi per la poesia. Se il primo è un atto d’amore e di speranza verso la sua terra, ferita dalla storia ma sempre a testa alta, il secondo è un elogio alla magia della poesia “energia segreta della vita quotidiana che cuoce i ceci in cucina, diffonde l’amore e trasforma le immagini in specchi”. Due interventi che ben sintetizzano i temi e lo stile dei discorsi, delle dissertazioni e delle conferenze contenute in questo libro, che includono tutto quello che Márquez ha scritto per una lettura pubblica, a partire dal 1944 fino al 2007. Ventidue testi inediti che coprono i temi centrali della letteratura di García Márquez ma aiutano anche a comprendere più profondamente la sua vita.

Register domains at Loopia Protect your company name, brands and ideas as domains at one of the largest domain providers in Scandinavia. Our full-featured web hosting packages include everything you need to get started with your website, email, blog and online store. Aristotele, Metafisica, VII, 1042a, traduzione di G. Il termine “sostanza” e l’aggettivo “sostanziale” vengono spesso utilizzati, nel linguaggio comune, come sinonimi di essenza ed “essenziale”: ciò che è fondamentale alla costituzione di ciò a cui ci si riferisce. Aristotele, corrisponde la definizione sopra citata.

Platone, vuol dire ciò che realmente è, ciò per cui una cosa è quel che è anziché un’altra cosa. In senso più specifico: alla sostanza, che è la realtà individuale nella sua autonoma esistenza e sussistenza, l’essenza si contrappone come la forma generale, l’universale natura delle singole cose appartenenti allo stesso genere o specie. La parola ουσία viene tradotta in italiano indifferentemente come essenza o come sostanza. Categorie di Aristotele traduce ousia con substantia. Essi pensarono che, pur essendo apparentemente diversi, i fenomeni naturali fossero omogenei, della stessa natura fondamentale. Si trova nelle loro teorie una ricerca di un punto di riferimento comune che metta ordine nella molteplicità caotica dei fenomeni. Nella scuola pitagorica la sostanza diviene il numero.

La sostanza infatti non può essere caratterizzata dalle qualità sensibili che mutano poiché essa permane sempre identica a se stessa. La filosofia posteriore di Eraclito presenta notevoli difficoltà di interpretazione. Da Platone per primo viene considerato il filosofo del “divenire” per cui egli viene solitamente contrapposto agli eleati, sostenitori dell’essere immobile ed immutabile. Con Aristotele torna l’interesse per la riflessione sulla sostanza che viene trattata per la prima volta nelle Categorie che sono le caratteristiche fondamentali dell’essere. I primi due tipi di sostanze sono composte da parti diverse e quindi bisogna capire quale di queste parti che le compongono sia quella fondamentale ed ineliminabile. Nell’età medioevale sulle tracce di Aristotele, la filosofia scolastica si riferisce spesso al concetto di sostanza. Con l’età moderna prese avvio un percorso sia di approfondimento che di dissoluzione del concetto di sostanza.