Non sulle mie scale PDF

La roccia è molto buona in quasi tutta la scalata, l’esposizione, specialmente nel tratto superiore è marcata ma non ossessionante, così come le difficoltà mai esasperanti ma costanti. Una scalata, anzi una giornata che non perde mai il fascino non sulle mie scale PDF. Una goduria e una sfida per il quartogradista.


Författare: Italo Fontana.

Si può sopportare una presenza che inquieta, che turba le coscienze e che modifica alla radice i più banali comportamenti quotidiani? L’autore decide di superare la ritrosia per la scrittura e di raccontare una storia che giudica emblematica. Prefazione di Furio Colombo.

Quarta di copertina

Torino, San Salvario. Il palazzo è di quelli dignitosi e un pò severi: in passato ha ospitato, col dovuto, sobrio decoro, addirittura Quintino Sella. La buona borghesia delle professioni che ora lo abita – colta, democratica, civile – non avrebbe mai immaginato, solo un decennio addietro, di doverne dividere l’androne, le scale, le soffitte con quei “delinquenti”. Si può sopportare una simile presenza che inquieta, che turba le coscienze, che modifica alla radice persino i più banali comportamenti quotidiani? Si può auspicare di non dover convivere in casa propria con immigrati clandestini e spacciatori, senza perciò sentirsi razzisti? Si può esprimere un bisogno di sicurezza, una vocazione alla legalità, senza per questo essere considerati xenofobi? L’autore di questo libro ha deciso di superare la ritrosia per la scrittura e di raccontare una storia che giudica emblematica. Non si sente un eroe, non ha voluto sfidare nessuno. Ha solo deciso di richiedere il rispetto di piccole regole. C’è chi le infrange, le regole: ma c’è anche chi – più insidiosamente – omette di tutelarle. I secondi non sono migliori dei primi. ” E’ una storia al tempo stesso personalissima e generale, in cui mi sono trovato coinvolto, insieme a centinaia di cittadini del quartiere in cui vivo, a migliaia e migliaia di persone di tante altre citta’. Voglio raccontarla perchè penso che soltanto chi abbia patito sulla propria pelle il problema possa mostrarlo con maggiore chiarezza, possa aiutare gli altri a identificarlo nella sua pericolosa portata. La delinquenza non ha colore di pelle, nè tantomeno ha a che vedere con la diversità delle etnie o delle culture. La delinquenza resta tale in sè, anche al di là dei modi, delle armi e delle infamie in cui si esprime”.

Simile ad altre vie della vecchia scuola, come la Dimai alla Tofana o la classica alla Sud della Marmolada, ma nel complesso meno severa in salita. La discesa invece, specialmente per i meno che normodotati come chi scrive, è sempre stato lo spauracchio della giornata. Nell’estate duemila, dopo un po’ di periodo di incubazione, con il Guaina decidiamo che è l’ora di entrare fra la schiera dei simil-alpinisti. Partenza ad ore improbabili dal Pradidali e via. Passo di Ball al buio, attacco lungo i primi tiri del diedro Pisoni, traverso in discesa, caminone lunghissimo e via si sbuca all’aperto sul pilastro. Cerchiamo di individuare il diedro d’uscita: lo individuiamo in un pauroso diedro giallastro aperto. Sembra al limite dell’impossibile ma non vediamo altri.