Opificio Facchini PDF

707 abitanti della città metropolitana di Firenze, in Toscana. Opificio Facchini PDF attraversano in senso longitudinale numerosi corsi d’acqua che, scendendo dai rilievi circostanti, scorrono in direzione Nord-Sud.


Författare: Facchini Riccardo.

14 km da Firenze e 6 km da Prato. Intorno all’area densamente urbanizzata e popolata, sorta soprattutto a partire dalla seconda metà del secolo scorso ai piedi del colle su cui sorgono il Castello e il borgo di Calenzano Alto, il paesaggio muta radicalmente, lasciando posto a rilievi coperte di boschi e uliveti tipici dei dintorni di Firenze. Su tutto il territorio comunale è attivo il servizio di Radio Taxi chiamando il numero 055-4242. L’aeroporto più vicino è l’Amerigo Vespucci di Firenze, distante circa 10 km. Per chi abbia necessità di raggiungere l’aeroporto di Bologna, il bus navetta Appennino Shuttle ferma a Calenzano nei pressi del centro commerciale Carrefour.

Si propone di dividere questa pagina in due, creandone un’altra intitolata Storia di Calenzano. La storia di Calenzano ha origine nella notte dei tempi, in un’epoca remota in cui il grande lago preistorico che occupava la pianura tra Firenze, Prato e Pistoia, si stava prosciugando e lasciava il posto a paludi e acquitrini. Intorno a questa zona umida viveva una fauna simile all’attuale. Le prime tracce di antropizzazione di questo territorio datano a circa 40. Arriviamo dunque al periodo della dominazione di romana. Le tracce più evidenti lasciate dai latini sono di tre tipi: assetto del territorio, ritrovamenti archeologici e toponomastica. Dalla fondazione della colonia di Florentia tra il 30 e il 15 a.

Tutta la piana era in quel tempo attraversata dalla via Cassia che collegava Florentia con Pistoia, Lucca e il porto di Luni. La presenza di questo percorso è testimoniata dai nomi dei luoghi. Terzolle, Quarto, Quinto, Sesto e Settimello non indicano altro che la distanza in miglia da Firenze. Vista la sua posizione geografica è evidente che Calenzano, o meglio il primo nucleo che sarebbe diventato il paese attuale, aveva in quel periodo un’importanza strategica notevole, non solo per quanto riguarda la viabilità. Pochi sanno infatti che proprio dalla frazione della Chiusa partiva l’acquedotto che riforniva d’acqua Florentia. Nei primi secoli dell’alto medioevo al sistema insediativo e produttivo della villae, sorto in età imperiale, si sostituisce gradualmente quello che fa capo alle pievi. Si tratta di una bolla di papa Innocenzo II del 1134 in cui si nomina la “curtem de Calenzano”.

Dai Guidi il castello passò sotto la giurisdizione del vescovo di Firenze e infine agli inizi del ‘300 divenne possesso della Repubblica di Firenze. Il fatto storico più rilevante che riguarda il castello avvenne la notte tra il 4 e il 5 ottobre 1325. Le milizie ghibelline del condottiero lucchese Castruccio Castracani, reduci dalla vittoriosa battaglia di Altopascio, attaccarono e incendiarono le fortificazioni senza incontrare resistenza durante la loro avanzata su Firenze. Tra gli ultimi decenni del ‘300 e i primi del ‘400 il castello di Calenzano raggiunse l’apice del suo splendore, sia a livello economico che militare. Ma come spesso accade, dopo il massimo momento di gloria arriva, seppur lentamente, il declino. Al 1411 risalgono i primi statuti della Lega e Comune di Calenzano, conservati nell’Archivio di Stato di Firenze.

Nel 1512 Calenzano non fu toccato per sua fortuna dalle truppe papaline e dai mercenari spagnoli autori del famoso Sacco di Prato, che misero a ferro e fuoco anche Campi Bisenzio. Giunti a questo punto della nostra breve narrazione vediamo come nel corso del ‘400 si verifica un altro fondamentale cambiamento nel sistema di controllo e gestione del territorio. Venuta meno, lo si è già sottolineato, l’esigenza di mantenere piazzeforti militari nel contado, l’organizzazione socio-economica e degli insediamenti non ha più al centro i castelli, ma bensì le ville-fattoria appartenenti a potenti famiglie fiorentine o originarie della campagna stessa. Toscana e non solo fino a tutta la prima metà del Novecento e che tanta parte ebbe nelle formazione nell’identità socio-culturale delle nostre campagne. All’interno di questo nuovo contesto prese avvio, tra XV e XVI secolo, quella che potremo definire come fase preindustriale.

L’impresa però non ebbe fortuna a causa del regime incostante del torrente Marina, le cui acque erano state incanalate per azionare i magli. La coltivazione del gelso e la lavorazione della seta presero avvio nello stesso periodo, ma si diffusero maggiormente in Toscana a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Molte furono le famiglie illustri che ebbero tra i loro possessi case e terreni nel castello di Calenzano e nel territorio circostante. Una su tutte i Ginori, la cui storia è legata a doppio filo con quella di questo spicchio di Toscana. Una delle caratteristiche che contraddistinguono il territorio di Calenzano è quella di aver conservato molto del suo passato contadino, sia a livello paesaggistico che architettonico, nonostante l’espansione urbanistica e demografica che ha interessato l’area soprattutto a partire dagli anni settanta. Adagiate su colline sapientemente modellate dal lavoro dell’uomo, o su terreni fertili e ricchi, fanno bella mostra di sé tante di quelle ville a cui accennavamo poc’anzi. Troppo lungo e dispersivo sarebbe in questa sede ricordare tutte le grandi tenute signorili che abbelliscono la campagna di Calenzano.