Peccatrice Moderna PDF

Nato dallo spadaio Cristofano di Lorenzo e da Dianora Sofferoni, dovette entrare ancora bambino nella bottega dell’amico di famiglia Agnolo Bronzino se già a quattordici anni era autonomo aiuto del suo maestro il quale, secondo la testimonianza del Vasari, lo trattò sempre come figlio, piuttosto che come allievo. Già nel 1552 dipinge una Crocefissione, attualmente dispersa, per Alessandro de’ Medici. Lavorando già per i Medici, può conoscere le loro collezioni e, con la protezione del suo maestro, può peccatrice Moderna PDF artisti, letterati ed ecclesiastici. Alla morte del padre, nel 1555, Angelo Bronzino diviene di fatto il capofamiglia degli Allori e Alessandro aggiungerà al proprio il cognome Bronzino.


Författare: Carolina Invernizio.

Ritorna a Firenze nel 1560 a decorare la cappella Montauto nella SS Annunziata, secondo le impressioni e i disegni tratti dalla cappella Sistina. Cristo e i santi Cosma e Damiano di Bruxelles e la Deposizione per Santa Croce. Il 18 ottobre 1563 è nominato Console dell’Accademia del Disegno di Firenze, carica mantenuta fino all’aprile del 1564 e partecipa all’allestimento delle onoranze funebri per Michelangelo. I lavori, subito iniziati dal Vasari e dalla sua cerchia, terminano nel 1572. Il 23 novembre 1572 Bronzino muore in casa Allori e Alessandro ne recita l’orazione funebre all’Accademia del Disegno:”Non muor chi vive come il Bronzin visse”.

Susanna e i vecchioni, 1561, Digione, Musée Magnin. Le notizie biografiche su Alessandro si fanno più intense negli anni settanta quando, con la morte del Bronzino e del Vasari nel 1574, diventa il più richiesto pittore fiorentino. Nella Santa Maria Maddalena penitente, al Museo Stibbert, rende più severa l’iconografia tradizionale, eliminando gli eccessi della nudità, del teschio, della frusta e anche del cilicio e fa della peccatrice una fine dama composta che ha molto cura della persona: i famosi capelli, normalmente sciolti, sono raccolti e intrecciati e la luce scivola sulla camicia e lo scialle ricamati. Tra le ultime opere, intorno al 1604, è la Predica di san Giovanni Battista di Palazzo Pitti, ambientata ancora in un paesaggio fiammingo, un bosco protagonista della rappresentazione, che si allunga e si apre alle luci del tramonto, introducendo, pure fra le molte figure che assistono alla predica, come un’atmosfera di calma e di attesa silenziosa. Soffre molto di gotta e della bottega si occupa soprattutto il figlio: Alessandro dipinge ancora il San Francesco di Arezzo, una Madonna col Bambino ora a Gand e un’altra conservata a Madrid.