Pensare Lost PDF

Better to reign in Hell, than serve in Heaven. Meglio regnare all’Inferno, che servire in Paradiso. Il personaggio principale del poema è Satana, l’Angelo caduto. Milton rappresenta Satana come un essere ambizioso e orgoglioso che sfida Dio Onnipotente, suo tirannico creatore, e muove guerra contro il paradiso, per pensare Lost PDF poi sconfitto e fatto precipitare in terra.


Författare: Roberto Manzocco.

Lost è, con tutta probabilità, il telefilm più enigmatico e intrigante della storia della televisione. Oltre all’intreccio e ai continui colpi di scena, la serie creata da J.J. Abrams, Damon Lindelof e Carlton Cuse deve il suo successo mondiale al fatto che affronta in modo accattivante alcune tematiche filosofiche fondamentali e così vicine alle esigenze esistenziali e spirituali dell’uomo. Questo libro vuole essere una guida, a un tempo turistica e metafisica, attraverso il mondo di Lost, un prontuario che illustri tutte le questioni filosofiche sollevate dalla serie, dal libero arbitrio alla necessità, dal senso della vita alla casualità che domina l’esistenza umana, dalla natura del tempo alla possibilità di cambiare il passato, dall’esistenza di un destino individuale e collettivo agli infiniti universi prodotti dalle nostre scelte.

John Milton lavorò per Oliver Cromwell, e così scrisse di prima mano per il Commonwealth inglese. Si potrebbe sostenere che la fallimentare ribellione e il ristabilirsi della monarchia gli fece esplorare le sue perdite all’interno de il Paradiso Perduto. Il poema affronta e “lotta” con molte ardue questioni teologiche, tra cui il fato, la predestinazione e la Trinità. Milton, in quanto seguace dell’arianesimo, non credeva nella Trinità, bensì solo nei distinti Padre e Figlio. La storia è suddivisa in 12 libri, contro i 24 dei poemi omerici dell’Iliade e dell’Odissea. Il libro più lungo è il IX, con 1189 versi, mentre il più breve, il VII, conta 640 versi.

Ciascun libro è preceduto da un sommario, intitolato L’Argomento. L’opera di Milton narra due vicende: quella di Satana e quella di Adamo ed Eva. Inizia in medias res, dopo che Lucifero e gli altri angeli ribelli sono stati sconfitti e scaraventati da Dio nell’Inferno. L’altra vicenda è fondamentalmente diversa, una nuova sorta di epica: quella “domestica”. Adamo ed Eva vengono presentati per la prima volta, nella letteratura cristiana, come dotati di attività anche prima di essere macchiati dal peccato: essi hanno passioni, personalità e sesso. Satana è rappresentato come l’oggetto di ammirazione della storia, da imitare e celebrare come un vero eroe. Lotta duramente per vincere i suoi stessi dubbi e le sue stesse debolezze, e porta a compimento il suo obiettivo, ossia corrompere la specie umana.

Satana è considerato il più interessante e avvincente dei personaggi del Paradiso Perduto, principalmente per la sua complessità e la sua astuzia. Secondo un’altra corrente d’opinione, il ruolo di Satana eroe riprenderebbe il valore offeso di Achille, le astuzie e la scaltrezza di Ulisse e infine il viaggio di Enea alla ricerca di una nuova patria. Inizialmente conosciuto come Lucifero, Satana era un orgoglioso angelo che non si considerava uguale agli altri. Il giorno in cui Dio nominò il Figlio suo successore al potere, Lucifero si ribella a causa della propria invidia, prendendo con sé un terzo dell’intera popolazione di angeli del Paradiso.

Adamo è forte, intelligente e razionale, nato per la meditazione e la prodezza, e prima della caduta è pressoché perfetto, esattamente come ogni essere umano sarebbe potuto essere. Alcuni studiosi argomentano che è errato pensare che Milton denigri le donne attraverso la sua raffigurazione di Eva. Attraverso Eva, egli esamina il ruolo della donna nella sua società, il ruolo positivo e importante che rivestono le donne nella divina unione del matrimonio. Alla fine del poema, dopo aver svelato le proprie forze e le proprie debolezze, Adamo ed Eva appaiono come una potente unità, l’uno complementare all’altro – non solo al lettore, ma anche a se stessi. Il Dio miltoniano è onnisciente, onnipresente e onnipotente: ciò sta a dire che egli ha prescienza degli eventi futuri, però non predestina – cosa che negherebbe interamente l’idea del libero arbitrio. Il Figlio è la manifestazione di Dio nell’azione, il collegamento fisico tra Dio il Padre e la sua creazione, formando insieme a lui un Dio perfetto e completo.