Pier Paolo Pasolini PDF

Questa voce o sezione sull’argomento cinema non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Pasolini rappresenta un caso particolare e certamente il più emblematico del Novecento di come cinema e letteratura possano essere il prodotto alto di un solo autore. Egli riesce a legare il ruolo di scrittore a quello di regista in un rapporto perfettamente circolare. Caso singolare, Pasolini è riuscito ad essere autore di una “scrittura unificata”, come nel caso di Teorema, in cui mentre girava il pier Paolo Pasolini PDF ne scriveva il testo, lasciando interagire le due narrazioni.


Författare: Piero Spila.

Nel ’60 ho girato il mio primo film, che s’intitola “Accattone”. Perché sono passato dalla letteratura al cinema? Questa è, nelle domande prevedibili in una intervista, una domanda inevitabile, e lo è stata. Pasolini nei suoi film ha utilizzato scrittori per indossare i panni dell’attore, seguendo l’esempio di Elio Vittorini che nel 1954 impersona il personaggio di Bartolomeo della Scala in Giulietta e Romeo di Renato Castellani. Pasolini è stato principalmente un uomo di cultura e portatore di un pensiero-contro. La sua visionarietà artistica si è espressa in egual maniera nel cinema e nella letteratura, in forma di narrativa, saggistica e poesia. Pasolini incomincia la sua attività di regista nel 1961 con il film Accattone che ambienta nelle borgate romane riprendendo temi e personaggi del suo romanzo Ragazzi di vita.

Il film vuole essere un’accorata testimonianza e drammatica adesione alla violenza antiborghese degli emarginati. Nel 1962 produce il lungometraggio Mamma Roma nel quale riprendeva personaggi e ambienti del film precedente con l’intento di arricchire in modo più articolato il proprio universo. Se infatti nella narrazione di “Accattone” egli illustra un processo di dissolvimento, in Mamma Roma s’intravede una prospettiva di riscatto, anche se frustrata, attraverso il raggiungimento di uno status socialmente riconosciuto e rispettato, oltre l’emergere del senso protettivo materno che non riuscirà, comunque, a preservare la fragilità del figlio. Pasolini giunge a uno dei più intensi risultati del suo cinema. In esso viene presentata la tragica “Passione” di un sottoproletario, Stracci, del quale lo schermo sottolinea la umiliazione e la sofferenza. Il film “Il Vangelo”, che va inserito nel contesto autobiografico che Pasolini andava delineando parallelamente alla propria produzione poetica, ebbe accoglienze contrastanti.

Il Vangelo vuole essere una immensa metafora del sottoproletariato mondiale e anche momento di verifica delle potenzialità liberatorie del Cristianesimo evangelico da contrapporre alla chiesa come struttura. Del 1966 è il film Uccellacci e uccellini che testimonia in modo assai umano la sfiducia nelle possibilità guaritrici e modificatrici dell’ideologia. Nel 1967 viene realizzato Edipo re che contiene chiari riferimenti autobiografici e rappresentazione dell’ennesima traumatica diversità che non ha nemmeno la fede nell’utopia storica. Sempre nel 1967 esce il film Che cosa sono le nuvole?

Nel 1968 esce Teorema che vuole rappresentare l’annullamento e la disgregazione dell’esistenza borghese nel caso essa volesse vivere al di là della ritualità quotidiana. La sequenza del fiore di carta, episodio del film Amore e rabbia. Ambientato nelle profondità della periferia romana, senza l’artificialità di ricostruzioni scenografiche o di illuminazioni particolari, è interpretato da attori non professionisti. L’uso della macchina da presa è piuttosto primitivo, con movimenti di macchina improvvisi, spontanei, a volte brutali. Nel 1962 partecipa, insieme con Roberto Rossellini, Jean-Luc Godard e Ugo Gregoretti alla realizzazione di Ro.