Qualcosa di me PDF

E’ un rivolgimento di prospettiva, che da soggettiva diventa appunto oggettiva, pur restando nell’ambito dell’idealismo. Hegel invece vedeva l’io come parte di un qualcosa di me PDF. E’ dunque evidente che l’interpretazione ch’essi potevano dare dello spazio e del tempo, doveva essere molto diversa. Kant rifiutasse il fenomeno come fonte di conoscenza: sono anzi le sensazioni procurate dai fenomeni che producono intuizioni, che poi si devono trasformare in concetti per essere intelligibili.


Författare: Rudyard Kipling.

Le sensazioni di colori, suoni e calore sono semplici sensazioni empiriche, soggettive, e non intuizioni pure, oggettive, non ci fanno conoscere alcun oggetto a priori. Se fosse esistito oggi, egli probabilmente sarebbe stato un filosofo della scienza. Lo stesso Freud, su questo, avrebbe sicuramente potuto contraddire Kant, in quanto nei sogni gli oggetti percepiti in stato di veglia possono essere clamorosamente alterati. E questa cosa si verifica anche negli stati di veglia allucinatori, conseguenti p. Kant prosegue la sua analisi del concetto di spazio aggiungendo ulteriori corollari. Facciamo ora un esempio per dimostrare l’infondatezza di questo enunciato.

Si vuol sperimentare visivamente ch’esse siano spaziose quel tanto che serve per viverci abbastanza comodamente. Gli stessi alunni demotivati o irrequieti sono facilmente individuabili dal fatto che non riescono ad avere una loro determinata collocazione spaziale, pur nella normale esigenza di cambiare, di tanto in tanto, il loro posto. In un medesimo spazio si possono avere percezioni, sensazioni, intuizioni tra loro molto diverse. E’ difficile pensare che possa venir fuori un giudizio universalmente valido e necessario da una mera percezione dello spazio. Hegel si astenne dal sostenere una pretesa del genere.

Per certi versi sono le nostre percezioni interne che danno allo spazio determinate caratteristiche. Dire questo, senza parlare contemporaneamente del tempo, ha poco senso. Noi siamo fatti di spazio-tempo e anche la natura che ci circonda e la materia che ci costituisce. Se tempo e spazio coincidono in un senso esistenziale, per quale motivo la metafisica non dovrebbe tener conto della psicologia? Quante volte la letteratura mistica ci ha presentato soggetti del genere, che alla domanda “per quanto tempo” avevano vissuto in quella condizione, rispondevano, immancabilmente, con un mesto “non ricordo”? Chi mai ha detto che nell’universo infinito esiste solo una forma di tempo? Persino i mesi che occorrono a un essere umano per nascere non sono tassativi.

A che serve un tempo senza fenomeni? Gli esseri umani hanno un certo margine di coscienza sin dalla nascita, che poi possono sviluppare, volendo, fino a vette eccelse. Dunque le nozioni e le relazioni di spazio e tempo sono molto relative. In effetti che il tempo sia irreversibile pare indubbio. Si ripetono in forme e modi diversi, ma sostanzialmente simili.