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Questa voce o sezione sugli argomenti architettura e Francia è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. Con questo termine si intende fare riferimento ai comuni che si trovano nelle adiacenze di una metropoli, caratterizzati da forti legami socio-economici con il centro di riferimento. Nella banlieue vi sono zone ricche e regione parigina PDF e zone povere, con una bassa qualità della vita ed un’economia depressa.


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A partire dalla fine degli anni sessanta la Francia ha conosciuto dei grandi flussi migratori provenienti soprattutto dalle ex-colonie che in quel periodo stavano ottenendo l’indipendenza. Riccardo Valsecchi, Se la Francia è un incubo. Tra i reietti delle banlieue, Liberazione, 26 luglio 2009. Alèssi Dell’Umbria, Il rogo della vanità, Autoproduzioni Fenix. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 22 ott 2018 alle 22:59. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Ereditando la storia di un impero coloniale estesosi su cinque continenti, Parigi è considerata come il centro del mondo francofono e ha mantenuto una posizione internazionale di grande rilievo, sia come influente metropoli mondiale, sia come centro culturale, politico ed economico di indiscusso prestigio.

La città si trova su un’ansa della Senna, posizione molto favorevole poiché fondamentale snodo di trasporti e traffici del continente europeo. Scrigno contenente numerosi monumenti dall’incalcolabile valore storico e artistico, Parigi rappresenta il simbolo stesso della cultura francese e del suo prestigio nel mondo. La città di Parigi occupa una superficie di 105,40 chilometri quadrati ma la sua agglomerazione è molto più grande. Il clima di Parigi è alquanto particolare, a metà strada tra il clima oceanico e il clima continentale. Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Parigi. Tuttavia la zona non era paludosa, bensì molto fertile. Tribù celtiche furono stanziate per molti secoli in un’ansa della Senna.

Tito Labieno, luogotenente di Cesare nel 53 a. Conquistata e pacificata la Gallia, Lutetia diventa una città romana, nelle aspirazioni e nello stile civile: il sito è in posizione favorevole per i commerci e i traffici fluviali e le popolazioni locali sono avvantaggiate dall’espansione economica portata dai romani. Nel IV secolo la città comincia a essere chiamata Paris. Nel 383 Magno Massimo, autoproclamatosi imperatore della Brittannia vince a Lutezia contro il legittimo imperatore Graziano. Nel 445 Clodione razzia la città. 465 è il turno di Childerico I di assediare la città. Mancano tuttavia fonti che confermino l’assedio.

Parigi è definitivamente merovingia nel 486 con Clodoveo I. Nel 508 diventa capitale del regno franco. Il XII e il XIII secolo vedono Parigi al centro di una forte crescita economica, e la corporazione dei mercanti come sua protagonista. La rive droite viene urbanizzata durante il Medioevo. Il nuovo nucleo viene ben presto a superare in numero di abitanti e in importanza la parte più antica, nota come citè de Saint Germain, ma anche come Université, poiché abbazie, scuole, editori, artisti vi avevano eletto sede. La rive droite diverrà il nuovo centro direttivo.

Fino a Filippo Augusto l’urbanizzazione di Parigi può sintetizzarsi nella costruzione delle prime cinte murarie e nel prosciugamento delle paludi. Dell’edilizia romanica restano tuttavia pochissime tracce, ad esempio nell’abside di St-Martin-des-Champs. Bisogna arrivare al 1437 perché Carlo VII possa fare di Parigi, indiscutibilmente, la capitale dei Valois. La storia della città s’intreccia da lì in poi inestricabilmente con la storia di Francia. Enrico III nel 1588 fugge dalla città e l’ugonotto Enrico IV dovrà convertirsi al cattolicesimo e pagare 200.

Sotto i Borboni, Parigi è scenario e protagonista della Fronda: Luigi XIV sposta la corte a Versailles, per sottrarsi in un solo colpo agli intrighi dei nobili e alle barricate del popolo parigino e procedere liberamente nella propria politica accentratrice. Alla vigilia della Rivoluzione Parigi occupa 1. 100 ettari e conta oltre seicentomila abitanti. Di nuovo protagonista, non meno che testimone, il popolo parigino gioca la propria rivoluzione. Come molti prima e dopo di lui, anche Napoleone cerca di assoggettare la città al potere centrale, nel quadro della propria riforma amministrativa.