Sacri monti del Piemonte e della Lombardia PDF

Il Sacro Monte di Varallo rappresenta l’esempio più antico e di maggior interesse artistico tra i Sacri Monti presenti nell’area alpina lombardo – piemontese. L’idea dell’edificazione di un Sacro Monte sacri monti del Piemonte e della Lombardia PDF su di una parete rocciosa che domina l’abitato di Varallo fu concepita nel 1481 dal frate francescano Bernardino Caimi.


Författare: Elisa Strizoli.

I nove Sacri Monti dell’Italia settentrionale sono gruppi di cappelle e altri manufatti architettonici eretti fra il XVI e il XVII secolo, dedicati a differenti aspetti della fede cristiana. In aggiunta al loro significato simbolico e spirituale, possiedono notevoli doti di bellezza, virtù e gradevolezza, e risultano integrati in un ambiente naturale e paesaggistico di colline, boschi e laghi…”.

Sacro Monte iniziava ad avere come meta di pellegrinaggi devozionali e l’approvazione ricevuta dal Ducato di Milano. A partire dai primi anni del XVI secolo il regista dell’impresa del Sacro Monte fu il pittore, scultore ed architetto valsesiano Gaudenzio Ferrari. Quando Gaudenzio Ferrari lasciò il Sacro Monte, il luogo aveva ormai una relativa maestosità scenica. A partire dalla seconda metà del Cinquecento fu soprattutto san Carlo Borromeo a occuparsi della sorte del Sacro Monte.

Il santo vi fece visita per ben quattro volte ed il suo carisma accrebbe ancor più il prestigio della Nuova Gerusalemme. Anche gli esponenti di Casa Savoia, a partire dalla visita di Carlo Emanuele I nel 1583, dimostrarono uno speciale interessamento nei riguardi di questo luogo. Tra le ultime tappe artisticamente più significative si trova la costruzione del Palazzo di Pilato con la Scala Santa, costruita sul modello di quella romana di San Giovanni in Laterano. Piazza della Basilica, La fontana e la chiesa del S. Lo stesso argomento in dettaglio: Cappelle del Sacro Monte di Varallo. Il fascino della complessa architettura della “Nuova Gerusalemme” e la reputazione di Gaudenzio Ferrari non sono riusciti, sino a tempi relativamente recenti, ad attrarre l’attenzione degli storici dell’arte.

Chi più di altri ha contribuito ad affermare il valore del Sacro Monte – divenuto per lui oggetto di un innamoramento artistico che è durato per tutta la sua vita – è lo scrittore, drammaturgo e critico d’arte Giovanni Testori. A lui il Comune di Varallo ha voluto dedicare una piazza all’inizio del percorso che porta alle cappelle. Ad essi la critica di G. Testori restituisce la dignità di uno dei punti alti dell’arte rinascimentale in Italia, sia pure di un’arte che, per essere apprezzata, richiede l’abbandono dei canoni estetici “aurei” della più celebrata cultura umanistica, per lasciarsi attrarre dalla “realtà umana” di una terra e di un paese per il quale è “il cuore che governa le ragioni della forma” e non viceversa. Testori, Elogio dell’arte novarese, 1962, p. L’impronta lasciata da Gaudenzio Ferrari fa dunque emergere sopra la parete di Varallo una sorta di “genius loci” che riesce a tenere legate a sé – pur nella evoluzione dei linguaggi adottati – le opere dei tanti artisti che, nei secoli, si avvicendano nella fabbrica del Sacro Monte. Testori a porre in risalto la grandezza di quell’infaticabile plasticatore, capace di straordinario realismo, che fu Giovanni d’Enrico.

Le sue migliori statue tengono il confronto con quelle di Gaudenzio. Il lavoro di architetto e le statue che egli ha realizzato in una ventina di cappelle lo consacrano, dopo Gaudenzio, come secondo grande regista del Monte. A Varallo si esprime anche, con tutta la sua capacità di dar forma pittorica ad una gamma estremamente variegata di tipi umani, con fisionomie ed espressioni velocemente tratteggiate, la forza poetica del fratello minore di Giovanni d’Enrico, noto come Tanzio da Varallo, altro artista ampiamente rivalutato grazie a G. Giovanni Testori, Tanzio da Varallo, 1959, p. Bartolomeo Badarello di Campertogno, attivo al S. Giovanni Battista da Corbetta, attivo al S. Giacomo Ferro, allievo di Giovanni d’Enrico, attivo al S.

Giovanni Giacomo Paracca di Valsolda, detto ‘ il Bargnola’, attivo al S. Domenico Alfano di Perugia, attivo al S. Fratelli Montaldi, Giovanni e Giuseppe Danedi, detti i fratelli Montaldi, attivi al S. Giovanni e Girolamo Grandi, fratelli milanesi, attivi al S. Giulio Cesare Luini, allievo di G. Il Sacro Monte, e la sottostante chiesa di Santa Maria delle Grazie, è di proprietà del Comune di Varallo.

Il Comune è da sempre impegnato nella tutela e nella valorizzazione del complesso monumentale e al servizio di fedeli e turisti con il suo sistema informativo. Nel territorio del Sacro Monte hanno sede le Suore orsoline del Sacro Monte di Varallo. La relazione tra la spiritualità di Bernardino da Siena e Bernardino Caimi, poi, è ben avvertita anche da Gaudenzio Ferrari, che li dipinge uno accanto all’altro. La grande rilevanza delle opere realizzate da Gaudenzio al Sacro Monte e la centralità del suo lascito per gli artisti che si susseguirono a Varallo è stata messa in evidenza soprattutto da Giovanni Testori. Carlo Emanuele I finanziò la costruzione della cappella della Strage degli Innocenti. Giovanni Testori, Il gran teatro montano, op. Giovanni Testori, Elogio dell’arte novarese, De Agostini, Novara, 1962.