San Filippo Neri. Un mistico anti-mistico PDF

Questa voce o sezione sugli argomenti chiese della Lombardia e Milano non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Sant’Ambrogio che ferma Teodosio, dipinto di Camillo Procaccini conservato nella Basilica. Nel 784 l’arcivescovo di Milano Pietro fondò san Filippo Neri. Un mistico anti-mistico PDF’abbazia benedettina, approvata da Carlo Magno nel 789.


Författare: Malfer Massimo.

A questa fu aggiunta una canonica, che doveva servire le necessità della comunità laica della città. Al ciborio, di epoca ottoniana, vennero aggiunti quattro fastigi con timpano, decorati con stucchi nel X secolo ed ancora eccellentemente conservati. La basilica ha preso il definitivo aspetto tra il 1088 e il 1099, quando, sulla spinta del vescovo Anselmo III da Rho, venne radicalmente ricostruita secondo schemi dell’architettura romanica. Tra il 1128 e il 1144 venne innalzato il secondo campanile, quello più alto a sinistra della facciata, detto dei canonici. Inizialmente furono i Benedettini ad occuparsi dell’amministrazione della basilica e fu per loro conto che Donato Bramante nel 1492 ottenne l’incarico di progettare la nuova canonica, ricostruendo alcune parti del monastero e risistemando la disposizione delle cappelle nella chiesa. La situazione rimase pressoché invariata sino al 1799 quando, dopo i fermenti della Rivoluzione francese, la Repubblica Cisalpina decise di sopprimere il capitolo della basilica ed instaurarvi un ospedale militare. La chiesa venne pesantemente colpita dai bombardamenti anglo-americani del 1943 che distrussero soprattutto la parte esterna del portico, danneggiando la cupola della basilica, il mosaico alle spalle dell’altare ed altre parti esterne della chiesa.

Negli anni successivi ebbero inizio i restauri che negli anni ’50 riportarono la basilica al suo antico splendore. Rispetto alla chiesa originale paleocristiana del IV secolo, la nuova basilica dell’XI secolo ereditò scrupolosamente la pianta: tre navate absidate senza transetto con quadriportico antistante. Pur legata alla tradizione della basilica del IV secolo su cui è stata costruita, Sant’Ambrogio è l’espressione di un intenso rinnovamento architettonico, soprattutto nella concezione dell’illuminazione e dello spazio. Da un lato, infatti, la luce proviene principalmente dai finestroni della facciata, mentre i matronei ne bloccano il passaggio laterale.

La facciata a capanna è larga e schiacciata. Il quadriportico antistante aveva un tempo la funzione di raccogliere i catecumeni al cospetto della chiesa. Vi sono presenti eleganti arcate sostenute da pilastri fiancheggiati da semicolonne. Tutte le membrature del portico sono ben evidenziate, anche coloristicamente.

Spesso, sull’angolo del capitello è raffigurata una sola testa, dalla quale escono poi due corpi sui rispettivi lati. Lungo le pareti è sistemata una nutrita collezione lapidaria, tratta per lo più da ritrovamenti in loco. Nell’estate del 2018, durante lavori di scavo di fronte alla basilica, sono stati rinvenute alcune sepolture integre e con corpi in posizione composta, probabilmente inumati nell’area del cimitero palocristiano dei martiri. Il campanile di destra, detto dei monaci, risale al IX secolo e ha l’aspetto austero tipico delle torri di difesa. Quello di sinistra, detto dei canonici, è più alto e risale al XII secolo. L’interno venne strutturato secondo le più avanzate novità d’Oltralpe, con l’uso di volte a crociera a costoloni, nelle quali ogni elemento confluisce in una struttura portante apposita, con un’architettura rigorosa e coerente.