Santo Antonio questo sconosciuto PDF

Questa voce o sezione sull’argomento chiese del Veneto non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. La Pontificia Basilica Minore di Sant’Antonio di Padova è uno dei principali luoghi di culto cattolici della città di Padova, in Veneto. Conosciuta dai padovani semplicemente come il Santo, è una delle più grandi chiese del mondo santo Antonio questo sconosciuto PDF è visitata annualmente da oltre 6,5 milioni di pellegrini, che ne fanno uno dei santuari più venerati del mondo cristiano.


Författare: Francesco S. Pancheri.

La conoscenza più precisa possibile della vita di sant’Antonio è di sommo valore per cogliere ciò che Dio ci dice attraverso di lui, per sentirlo più vicino a noi. Non è soltanto un amico che ci aiuta, ma prima di tutto è un fratello che con il suo insegnamento e con l’esempio eroico di fedeltà evangelica ci induce ad imitarlo nella nostra vita. Questa vita di sant’Antonio, narrata da un suo profondo conoscitore, si attiene alla storia e vuole offrire una rappresentazione del Santo che ne ponga in evidenza la ricca fisionomia culturale e spirituale, emergente dagli eventi storici e dalle correnti di pensiero con le quali fu a contatto. Questa nuova edizione è stata aggiornata con indici e riccamente illustrata a colori.

Non è comunque la cattedrale della città, titolo che spetta al duomo. La piazza del Santo, antistante, ospita il monumento equestre al Gattamelata di Donatello. Ha la dignità di basilica pontificia. Con i Patti lateranensi, la proprietà e l’amministrazione del complesso antoniano furono cedute alla Santa Sede, pur rimanendo territorialmente parte dello Stato italiano. Nel Medioevo questa era una zona periferica della città di Padova, ove sorgeva la piccola chiesa di Santa Maria Mater Domini, che era stata affidata ai frati minoriti. Ben presto furono registrati molti fenomeni miracolosi sulla sua tomba ed iniziarono ad arrivare pellegrini prima dalle contrade vicine e poi anche da oltralpe. La costruzione della basilica si protrasse fino al 1310.

Modifiche all’assetto della basilica si prolungano fino al XV secolo, con un forte impulso dopo l’incendio e conseguente crollo di un campanile nel 1394. I lavori del XV secolo includono il rialzamento del deambulatorio e il riassetto del coro, con la costruzione di una nuova cortina. Nel corso del XX secolo vengono affrescate nuovamente le cappelle laterali, molto deteriorate dall’incuria e dal trascorrere dei secoli. Il complesso delle cupole rievoca non solo la Basilica di San Marco a Venezia, ma anche l’architettura romanica francese del Périgord che a sua volta rimanda a moduli bizantini. Il chiostro del Capitolo ospita interessanti tombe di docenti dell’Università di Padova, fra cui quelle di Bonjacopo Sanvito e Raniero Arsendi.

Andrea Mantegna – Trigramma di Cristo tra due santi, una volta posto sulla lunetta del portale principale. La guglia sulla sommità della facciata. In quella centrale si possono vedere San Ludovico da Tolosa, san Francesco, sant’Antonio e san Bonaventura, opera di Giuseppe Michieli. Sul tetto della basilica si trovano otto cupole e due esili torri adibite a campanili, che toccano i 68 metri di altezza. Lo stesso argomento in dettaglio: Altare di Sant’Antonio da Padova.