Socialisti democratici PDF

Questa voce o sezione sull’argomento politica non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Il socialismo è portare avanti tutti quelli che sono nati indietro. Il socialismo è un ampio complesso di ideologie, orientamenti politici, movimenti e dottrine che tendono a una trasformazione della società in direzione dell’uguaglianza di tutti i cittadini sul piano economico, sociale e giuridico. Oggi il socialismo rappresenta dunque un’ideologia staccata dal comunismo, per quanto ne condivida socialisti democratici PDF volte alcuni presupposti marxisti, ed è sostanzialmente rappresentato dal socialismo democratico, dal socialismo liberale e dalla socialdemocrazia.


Författare: Michele Donno.

La storia del socialismo democratico italiano è parte di quella del socialismo europeo. La figura di Giuseppe Saragat risulta centrale nella maturazione in Italia delle idee socialdemocratiche, ispirate all’insegnamento di Filippo Turati e dei socialisti riformisti italiani. In questo processo, decisiva fu nel 1947 la costituzione del Partito socialista dei lavoratori italiani, nato dalla scissione di Palazzo Barberini e divenuto portatore di quelle idee, proprie del socialismo democratico europeo, che, partendo dal ceppo antico del marxismo, interpretavano, nella moderna società capitalistica, la lotta per la giustizia e il progresso sociale, attraverso la realizzazione costante di istituti e di una legislazione a vantaggio non solo dei ceti proletari, ma anche del vasto settore dei ceti medi, trovando spesso l’incontro con i principi della cultura liberale. Nella difficile temperie culturale della sinistra italiana nel dopoguerra, i socialisti democratici italiani furono impegnati in una dura battaglia, fatta anche di grande respiro e resistenza morale. Saragat ne fu il portabandiera, promuovendo l’incontro con Alcide De Gasperi e il mondo cattolico per salvaguardare le istituzioni della rinata democrazia liberale.

Contemporaneamente si sviluppava un’altra forma di dottrina di analoga matrice socialista: l’anarchismo, un’ipotesi di organizzazione i cui obbiettivi egualitari in termini economici sociali e civili venissero fondati sull’autonomia e la libertà degli individui, contrapponendosi ad ogni forma di potere costituito compreso quello statale. In ogni modo, il termine comunismo continuò a essere un sinonimo di socialismo per tutto l’Ottocento: i partiti che prendevano parte alla Seconda Internazionale, tutti definitivamente di ispirazione marxista dopo il IV Congresso di Londra del 1896, venivano denominati socialisti o socialdemocratici. Il socialismo, nel tempo, si è diviso ed ha fuso il pensiero socialista con altre connotazioni politiche. Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del socialismo e Storia del comunismo.

Il socialismo è una corrente di pensiero legata ai movimenti politici che, a partire dal XIX secolo, lottarono per modificare la vita sociale ed economica delle classi meno abbienti e in particolare del proletariato. Henri de Saint-Simon, considerato il fondatore del socialismo francese delle origini, o sansimonismo. Partecipò alla guerra d’indipendenza americana, combattendo agli ordini di La Fayette. Il socialismo si oppone inizialmente al liberalismo classico, che postula il liberismo in economia, chiedendo invece la nazionalizzazione o la socializzazione di tutte o parte delle attività economiche e dei mezzi di produzione.

Il criterio economico socialista di gestione delle risorse e di produzione non è quello del profitto individuale ma quello della ricerca del bene comune collettivo. Sul piano internazionale il movimento socialista nasce come un movimento favorevole all’autodeterminazione dei popoli, contrapponendosi al nazionalismo e all’imperialismo occidentali. Partiti e movimenti estremamente diversi fra loro si sono definiti socialisti: molti di essi sopravvivono ancora oggi e formano una delle più importanti correnti politiche in Europa, nonché la principale componente della sinistra europea, con la definizione di socialdemocrazia. Lo stesso argomento in dettaglio: Socialismo utopico. Lo stesso argomento in dettaglio: Socialismo scientifico.

Il termine socialismo scientifico viene coniato da Karl Marx per indicare la sua visione del socialismo, illustrata nelle sue numerose opere sulla società, la storia e l’economia. Per Marx era solo questione di tempo: le classi lavoratrici di tutto il mondo, presa coscienza dei loro comuni obiettivi, si sarebbero unite per rovesciare il sistema capitalista che le opprimeva. Lo considerava un risultato possibile di un processo storico in atto. La proprietà privata sarebbe stata limitata agli effetti personali. Dalle teorie di Marx e dei suoi contemporanei originano molti orientamenti diversi, tutti in qualche modo connessi con le basi fondamentali del pensiero socialista: alcuni prendono da Marx solo il metodo di analisi della società, mentre altra parte del movimento socialista ne abbraccia con entusiasmo la parte rivoluzionaria mettendo in secondo piano il pensiero dei socialisti non marxisti. Fra gli Italiani, un noto esponente del socialismo libertario è Gino Bianco.

Fu nel segno del socialismo ancora unitario che nel 1864 fu creata la Prima Internazionale dei lavoratori o Associazione internazionale dei lavoratori, l’organizzazione che raggruppava i movimenti socialisti di tutta Europa vedendo al suo interno come principali, ma non sole componenti, tanto la corrente anarchica quanto quella marxista. Lo stesso argomento in dettaglio: Revisionismo del marxismo. Fu chiamata revisionista la corrente moderata e riformista del marxismo che sorse verso la fine del XIX secolo, originata dall’osservazione che il comportamento dell’economia capitalistica non sembrava corrispondere alle previsioni del marxismo. Lo stesso argomento in dettaglio: Socialdemocrazia e socialismo democratico. Si definisce socialdemocrazia quell’insieme di movimenti socialisti che accettano il concetto di economia di mercato, di proprietà privata e il muoversi all’interno delle istituzioni liberali.

La socialdemocrazia si pone tra il socialismo marxista e il riformismo borghese. Essa infatti, in un primo tempo, pur ponendosi in prospettiva critica nei confronti del capitalismo, non ritenne ancora tempo per una sua totale abolizione. Le evoluzioni successive portano la socialdemocrazia a farsi portatrice del compromesso tra il riformismo liberale dei borghesi e i principi più importanti della dottrina socialista riformista: durante gli anni tra i due conflitti mondiali, con la proposizione di due modelli forti come quello sovietico e quello fascista, i socialdemocratici rappresentarono l’alternativa democratica e riformista. Lo stesso argomento in dettaglio: comunismo e socialismo rivoluzionario. I socialisti riformisti pensavano che il socialismo fosse la naturale evoluzione della società occidentale, che sarebbe dovuta evolvere naturalmente da capitalista in comunista per via delle contraddizioni interne del capitalismo, tramite una sequenza di riforme. Dopo la Rivoluzione russa del 1917 e la terza internazionale del 1919 il socialismo rivoluzionario propriamente detto, di radice marxista, coincise sostanzialmente con il comunismo.

In senso generale con socialismo di stato si intende qualsiasi varietà di socialismo che si basa sulla proprietà dei mezzi di produzione da parte dello stato. Oggi, molti partiti politici europei della sinistra, sono sostenitori di varie forme di proprietà statale in forma di socialismo democratico. Naturalmente, lo stato non è svanito negli stati comunisti del XX secolo. Alcuni Marxisti difendono ciò sostenendo che semplicemente, il periodo di transizione non si era concluso. I socialisti libertari si spingono oltre, deridendo anche il Marxismo come socialismo di stato. Essi usano il termine principalmente come contrasto con la loro forma di socialismo, che prevede la proprietà collettiva dei mezzi di produzione senza intervento dello Stato. In Italia, il socialismo si sviluppa e diffonde con il Partito Operaio Italiano, fondato a Milano nel 1882 e la Lega Socialista Milanese, nonché per mezzo di movimenti e leghe di derivazioni marxiste minori.

Sotto l’Italia fascista, i partiti più rappresentativi del socialismo sono sciolti ma persistono nella clandestinità. I principali partiti italiani che si richiamano in vari modi al socialismo, dalla sinistra moderata a quella radicale, oggi sono: Articolo 1-MDP, Potere al Popolo! Si veda: Gino Bianco, Socialismo libertario, Una città, Forlì 2011. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 4 dic 2018 alle 09:58. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Nel preambolo della dichiarazione di composizione del gruppo è indicato che riunisce le forze progressiste che lavorano per un Europa di solidarietà, di giustizia sociale, di uguaglianza, di sviluppo sociale, di diritti umani e di pace.