Specchio specchio PDF

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Författare: Paola Zannoner.

L’immagine vista attraverso uno specchio è detta virtuale, in quanto sembra provenire da una direzione diversa rispetto all’oggetto e non può essere proiettata su uno schermo. In uno specchio piano un fascio di raggi luminosi paralleli viene deviato ma si mantiene il parallelismo dei raggi. Ciascun raggio che colpisce lo specchio viene riflesso di un angolo identico a quello di incidenza. Oltre allo specchio piano esistono specchi parabolici concavi, in cui un fascio di raggi luminosi parallelo all’asse di simmetria subisce una riflessione che manda tutti i raggi in un punto dell’asse detto fuoco. Esistono poi specchi sferici convessi, in cui i raggi luminosi paralleli vengono fatti divergere, con un punto di intersezione apparente all’interno della sfera. Guardando in questi specchi si vede all’interno della sfera una riproduzione in miniatura del mondo circostante.

Si noti che gli specchi sferici, sia concavi che convessi, non hanno un punto focale ben definito, ma soffrono del problema noto come aberrazione sferica. Contrariamente a quanto creduto comunemente, lo specchio non capovolge le immagini da destra a sinistra e viceversa, ma tra fronte e retro. I raggi di luce riflessi sono capovolti nella loro direzione ma il loro moto verso destra o sinistra oppure verso l’alto o il basso rimane inalterato. Il motivo per cui percepiamo l’inversione destra-sinistra è che l’immagine virtuale essendo un enantiomero dell’immagine reale differisce da essa per l’inversione di uno qualsiasi degli assi. Anche se nel caso particolare dello specchio l’asse invertito è quello fronte-retro la nostra struttura fisica grossolanamente simmetrica rispetto all’asse destra-sinistra ci porta ad associare l’inversione all’asse sbagliato. Basta porsi davanti a uno specchio con un occhio chiuso per scoprire come il numero e la posizione degli occhi sia ininfluente.

Inoltre, secondo questa argomentazione errata, distendendosi davanti a uno specchio sufficientemente ampio si dovrebbe invertire l’alto con il basso, ma è facile verificare che questo non accade. Si può cercare ulteriore conferma in uno specchio che inverta alto con basso, essendo montato sul soffitto o sul pavimento. I primi specchi realizzati nell’antichità erano semplici lastre di metallo, spesso argento, rame o bronzo, perfettamente lucidate. Oggi gli specchi consistono in una lastra di vetro su cui è deposto un sottile strato di argento o alluminio, fissato al vetro per elettrolisi. Lo strato metallico è deposto sul lato opposto a quello riflettente ed è ricoperto da una vernice a scopo protettivo. L’utilizzo più intuitivo dello specchio è per specchiarsi, ovvero vedere l’immagine del proprio corpo, il proprio aspetto. Prima dell’invenzione dello specchio l’unico modo di conoscere la propria immagine era di guardarsi riflesso in acqua stagnante.

Secondo gli studi di Jacques Lacan, lo specchio è il primo elemento che aiuta il bambino nella formazione dell’Io. Prima dei sei mesi il bambino, posto di fronte allo specchio, non si identifica con il riflesso, pensa che sia un altro. Lo specchio inoltre è uno strumento e un simbolo fondamentale per la cosmesi e la cura dell’aspetto esterno del corpo, in particolare del viso. In entrambe le immagini l’oggetto è a contatto con il vetro. Nel secondo caso, non vi è lo spazio tra l’oggetto e la sua immagine riflessa, corrispondente a due volte lo spessore del vetro. Nei telescopi e altri strumenti sofisticati sono impiegati specchi ad alluminatura frontale, in cui cioè lo strato metallico è applicato dal lato riflettente del vetro. Per applicazioni scientifiche particolari, per esempio nei laser, sono spesso usati specchi dielettrici, in cui sul vetro o più spesso altri materiali, è depositato uno strato di materiale dielettrico.

In tutti gli automezzi è presente uno o più specchi retrovisori, per permettere al guidatore di vedere i veicoli che lo seguono. Esistono anche occhiali da sole con piccoli specchi retrovisori installati ai lati. Gli specchi convessi, invece, sono elementi complementari della segnaletica stradale. Vengono collocati solitamente dalla parte opposta di incroci o passi carrai presentanti “angoli ciechi”, ossia porzioni di carreggiata la cui visibilità è fortemente ridotta a causa di ostacoli di varia natura, quali alberi, muri, pilastri, recinzioni e curve particolarmente strette, che non permettono agli automobilisti di vedere il fondo della strada.

Un sistema costituito da due specchi consente di guardare una scena senza esporsi direttamente. Sono realizzati deponendo sul vetro uno strato metallico spesso solamente poche decine di atomi. Lo stesso specchio è usato in alcuni strumenti scientifici, dove è chiamato specchio semiargentato, per dividere in due un fascio luminoso. Sugli alberi di Natale si usa collocare come decorazione sfere di vetro o altro materiale metallizzato, che agiscono come specchi sferici. Specchi piani curvati in vario modo sono usati per distorcere grottescamente le immagini e divertire il pubblico nei parchi di divertimento.