Stalinismo di frontiera PDF

Flag of stalinismo di frontiera PDF Russian Soviet Federative Socialist Republic. Order of Red Banner ribbon bar. Dopo molte peregrinazioni si stabilì nel 1937 in Messico sotto la protezione del governo di Lázaro Cárdenas del Río, dove fu accolto da una cerchia di sostenitori locali, tra cui gli artisti Diego Rivera e Frida Kahlo. Gli antenati di Trockij erano originari di Poltava, da dove ai primi dell’Ottocento si erano stabiliti a Bobrinec, paese a una ventina di chilometri da Janovka.


Författare: Niccolò Pianciola.

I nomadi kazachi soffrirono più di ogni altra popolazione sovietica la “rivoluzione dall’alto staliniana”, e più di un un milione di loro morì nella grande carestia all’inizio degli anni Trenta del Novecento. Il libro, partendo dal problema della natura ambigua dello Stato sovietico in Asia, un potere in parte neocoloniale e in parte decolonizzatore, affronta l’evento più traumatico nella formazione dell’Asia centrale contemporanea, sulla base di anni di ricerche negli archivi ex sovietici della Federazione russa, del Kazakstan e dell’Uzbekistan.

In casa non si parlava l’yiddish, ma un russo misto all’ucraino. Nel 1886 Lev fu mandato a studiare nella scuola ebraica del vicino villaggio di Gromoklej, dove fu ospite di parenti, gli zii Abraam e Rejčel Bronštejn. Vi s’insegnava il russo, l’aritmetica e soprattutto a leggere e tradurre la Bibbia dall’ebraico all’yiddish. Non parlando questa lingua, non fece amicizia con nessuno dei suoi compagni. La scuola durò pochi mesi, ma Lev v’imparò a leggere e a scrivere il russo. L’anno dopo un cugino per parte di madre, Moisej Spencer, venne in visita a Janovka e si offrì di ospitare Lev nella propria casa di Odessa per frequentarvi la scuola secondaria.

Spencer, sposato con Fanni Somolovna, direttrice dell’Istituto ebraico femminile di Odessa, era un intellettuale progressista, già espulso dall’Università a causa delle sue idee politiche. I sette anni trascorsi a Odessa furono positivi. Poiché nella scuola San Paolo non esisteva la settima e ultima classe, nel 1896 Lev Bronštejn si trasferì a Nikolaev per concludervi gli studi e lì si diplomò a pieni voti nella sessione estiva del 1897, pur avendo studiato poco e marinato spesso la scuola. Infatti, da quasi un anno i suoi interessi si erano indirizzati pressoché esclusivamente alla politica. Con gli scioperi operai del 1896, le proteste studentesche, il suicidio in carcere di Marija Vetrova nel febbraio del 1897, si fece strada l’idea di organizzare un gruppo clandestino. Vi s’infiltrarono però agenti provocatori e il 28 gennaio 1898 vi fu un’ondata di arresti.

Bronštejn si avvicinò al marxismo durante la detenzione, pur senza conoscere ancora gli scritti più importanti di Marx, di Engels o di Plechanov. Nel carcere di Mosca sposò Aleksandra Sokolovskaja, un altro segno delle sue mutate idee politiche. Anche lei condannata all’esilio, si sposarono per rimanere uniti e insieme furono condotti, nell’estate del 1900, a Ust’-Kut, nella lontana Siberia centrale. Per qualche mese si trasferirono a 230 chilometri a oriente del fiume Ilim, dove lavorò come contabile di un commerciante milionario e analfabeta: quando commise un errore, fu licenziato. La deportazione fu “un periodo di chiarificazione politica”.