State of the world 2012. Per una prosperità sostenibile PDF

L’esposizione si svolse tra il 1º maggio 2010 e il 31 ottobre 2010, per un totale di 6 mesi, come richiesto dal BIE. Si volle discutere del problema della pianificazione urbana e dello sviluppo state of the world 2012. Per una prosperità sostenibile PDF nelle nuove aree cittadine, ma anche del come effettuare le riqualificazioni nel tessuto urbano esistente.


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A vent’anni dal primo Summit della Terra, dal 4 al 6 giugno i rappresentanti dei governi e delle Ong di tutto il mondo si riuniranno a Rio de Janeiro per Rio+20, la Conferenza sullo sviluppo sostenibile. L’appuntamento di giugno, che sta già suscitando crescenti aspettative, sarà dedicato ai temi della green economy e alle prospettive che questa offre per superare la crisi economica e ambientale che stiamo attraversando. Pensata proprio in relazione a questo fondamentale appuntamento, l’edizione di quest’anno dello State of the World fa il punto sulla conversione ecologica dell’economia. Nessun settore è escluso: dagli indicatori alternativi al Pil alle storie di successo di “imprenditori verdi”, dai trasporti all’agricoltura, dagli edifici e dall’uso dei materiali fino ai sistemi di gestione delle foreste e degli oceani, il Worldwatch Institute propone per ogni ambito 15 misure concrete e a basse emissioni di carbonio per trasformare in senso verde le nostre società e i nostri modi di produrre.

L’area dedicata alla Expo 2010 si trovava sulle due sponde del fiume Huangpu collegate da un ponte e da traghetti fluviali. Vennero previsti inoltre otto padiglioni collettivi e un museo dedicato alle Expo. Vennero individuate cinque zone, ognuna ampia circa 50 ettari, mentre i padiglioni furono organizzati in otto gruppi, sei dei quali posizionati nella sezione Pudong e gli altri due nella sezione Puxi. A loro volta i gruppi vennero organizzati in 26 cluster, ognuno dei quali dotato dei propri servizi, dalla ristorazione ai bagni, dalle telecomunicazioni ai servizi di infermeria. I padiglioni vennero organizzati su base continentale. Zona E: localizzata nella sezione Puxi e ospitò i padiglioni delle aziende, i padiglioni della Civilizzazione Urbana e dell’Esplorazione Urbana, e la zona Urban Best Practice.

Spazio offerto dall’organizzazione ai Paesi in via di sviluppo, collocato all’interno di un padiglione collettivo. Il padiglione nazionale fu progettato con l’idea di riprodurre la tradizionale corona orientale cinese. Il tema dell’esposizione che rappresentò la cultura cinese è La corona orientale, il picco della Cina, il granaio per il Mondo e per le persone ricche. Tutta la struttura è dipinta nel classico rosso Città Proibita. Venne previsto inoltre un museo dedicato alle Expo. L’area Expo includeva anche un parco tipo zona umida di 14 ettari per la conservazione dell’habitat naturale del fiume Huangpu, situata nella zona denominata Pudong. Urbanian – L’esposizione al suo interno si concentrava sui temi delle necessità e dello sviluppo delle persone all’interno dell’ambiente cittadino, toccando sottotemi quali il lavoro, i contatti, la salute e l’apprendimento.

Il tutto venne presentato avendo come riferimento sei famiglie reali in sei città di sei continenti. Essere Città – La città veniva qui comparata ad un essere vivente fatto di carne, ossa e anima, con un metabolismo e una circolazione da far funzionare correttamente. Pianeta Urbano – Un globo di 32 metri di diametro presenta un’esposizione riguardo a come lo sviluppo delle città a volte provochi problemi ecologici, ma anche quali siano le soluzioni a tali problematiche. Impronta – Il padiglione era formato da tre esibizioni differenti denominate Le origini della città, La città che cresce e Saggezza urbana, che volevano mostrare la nascita e la crescita delle città.

Futuro – Un’esposizione interattiva su come potrebbe essere la città del futuro, attraverso film, libri e sculture. I primi tre vennero dislocati in Zona B e l’edificio che li ospitava era ispirato dalla tecnica dell’origami. Gli ulteriori due erano invece collocati in Zona D ed E rispettivamente, ospitati in edifici industriali riconvertiti. Per esporre all’interno di questa zona furono scelti 49 progetti proposti da città e regioni di tutto il mondo.