Storia del folklore in Europa PDF

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Författare: Giuseppe Cocchiara.

Se la voce è approfondita, valuta se sia preferibile renderla una voce secondaria, dipendente da una più generale. La prima opera di rilievo, che anticipa di quasi cinquant’anni il metodo della demologia scientifica italiana con una precisa classificazione del materiale, è il trattato sulla regione Romagna del forlivese Michele Placucci. Dopo la seconda guerra mondiale, grande impatto ebbe la pubblicazione delle Note sul folclore, contenute nei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci. Ogni anno in Europa si svolge l’Europeade del Folclore. La mercificazione del folclore è, secondo Luigi Maria Lombardi Satriani, il rischio che oggi il “folclore” corre dopo che è stato legittimato.

La funzione del mito e Mito. Le storie antiche sono, o sembrano, arbitrarie, prive di senso, assurde, eppure a quanto pare si ritrovano in tutto il mondo. I miti e i significati ad essi connessi, furono oggetto di studio del noto antropologo sociale Claude Lévi-Strauss. Che differenza c’è fra l’organizzazione concettuale del pensiero mitico e quello della storia? Il mito non riesce a dare all’uomo, un maggior potere materiale sull’ambiente, gli dà invece l’illusione di comprendere l’universo. Il lavoro dell’autore russo Michail Michajlovič Bachtin intitolato L’opera di Rabelais e la cultura popolare, getta le basi per la ridefinizione del significato di cultura popolare.

Jacques Le Goff analizza, a partire dalla seconda metà degli anni sessanta, l’atteggiamento che la cultura clericale ha nei confronti del folklore in età merovingia. Le Goff torna a trattare questa tematica ne L’immaginario medievale pubblicato nel 1988. Egli si sofferma sull’analisi di testi che descrivono viaggi nell’aldilà. L’autore ipotizza che tali testi testimonino lo stretto contatto e gli scambi tra cultura clericale e quella popolare. Georges Duby esamina i processi di trasmissione dei modelli culturali nella società francese tra XI e XII secolo, e ritiene che questi siano caratterizzati da un fenomeno di “popolarizzazione”. Jean-Claude Schmitt, nel saggio intitolato Le tradizioni folkloriche nella cultura medievale, sostiene che durante il medioevo vi sia convivenza e accordo tra tradizioni folkloriche e cultura egemonica. Lo storico inglese Peter Burke analizza lo scambio culturale tra classi sociali in età preindustriale.

Carlo Ginzburg, nel saggio Il formaggio e i vermi, si chiede se sia possibile indagare come fosse la cultura popolare autentica, senza ritrattazione nella trasmissione delle fonti da parte della cultura d’élite. Egli introduce una distinzione tra il concetto di cultura popolare e cultura imposta alle classi popolari. Piero Camporesi sostiene che in un’epoca in cui il significato di popolo non era ancora stato scoperto, la cultura popolare veniva erroneamente associata a significati quali pregiudizio e superstizione. Nel saggio pubblicato nel 1981 Aron Jakovlevič Gurevič riflette sullo scambio bidirezionale tra cultura dominante e folklore. Egli cerca di comprendere la reciproca influenza di queste due componenti analizzando la letteratura mediolatina, soprattutto quella dedicata ad un uditorio laico non alfabetizzato. Folklore e profitto, Tecniche di distruzione di una cultura, pag. Mito e significato Introduzione di Cesare Segre pag.

Le Goff,Cultura clericale e tradizioni folkloriche in età merovingia in Tempo della chiesa e tempo del mercante, Torino, 1977, pp. Le Goff, L’immaginario medievale, Bari, 1988, pp. Duby, The chivalrous society, Los Angeles, 1980, p. Schmitt, Religione, folklore e società nell’occidente medievale, Bari, 1988, pp. Burke, Cultura popolare nell’Europa moderna, Milano, 1980, pp. Burke, Cultura popolare nell’Europa moderna, cit.

Ginzburg, Il formaggio e i vermi, Torino, 1976, p. Ginzburg, Il formaggio e i vermi, cit. Camporesi, Cultura popolare e cultura d’élite fra Medioevo ed età moderna, Torino, 1981, pp. Gurevic, Contadini e santi, Torino, 1986, pp. Ernesto De Martino, Sud e Magia, Feltrinelli, Milano 1959. Paolo Toschi, Guida allo studio delle tradizioni popolari, Boringhieri, Torino 1962. Alberto Mario Cirese, Cultura egemonica e culture subalterne, Palumbo, Palermo 1971.