Studi in memoria di Mario Giovanni Garofalo PDF

L’espressione Mani pulite indica una serie d’inchieste giudiziarie condotte negli anni novanta in Italia, che accompagnò lo scandalo di Tangentopoli. In un’accezione ristretta, Mani pulite fa riferimento al studi in memoria di Mario Giovanni Garofalo PDF aperto alla Procura di Milano nel 1991 da Antonio Di Pietro, mentre in un’accezione allargata Mani pulite fa riferimento alle indagini delle procure italiane negli anni novanta, che vertevano sulla collusione politica-imprenditoria. Tangentopoli cominciò il 17 febbraio 1992.


Författare: .

Chiesa era stato colto in flagrante mentre intascava una tangente dall’imprenditore monzese Luca Magni che, stanco di pagare, lo aveva denunciato chiedendo aiuto alle forze dell’ordine. La notizia fece scalpore e finì sulle prime pagine dei quotidiani e venne ripresa dai telegiornali. In questa vicenda, purtroppo, una delle vittime sono proprio io. Gherardo Colombo, uno dei magistrati del pool, indagò anche sulla loggia P2 e sui fondi neri dell’IRI. Rinchiuso nel carcere di San Vittore, Chiesa in un primo momento non confessò. Avvocato, riferisca al suo cliente che l’acqua minerale è finita. Così, sotto interrogatorio, Chiesa rivelò che il sistema delle tangenti era molto più esteso rispetto a quanto affermato da Craxi.

Secondo le sue dichiarazioni, la tangente era diventata una sorta di tassa, richiesta nella stragrande maggioranza degli appalti. A beneficiare del sistema erano stati politici e partiti di ogni colore, specialmente quelli al governo come appunto la DC e il PSI. Altre, come la DC, sottovalutarono il peso politico di Mani pulite e altri ancora come Bettino Craxi accusarono la Procura di Milano di muoversi secondo un preciso disegno politico. Le elezioni di aprile furono segnate dal crescere dell’astensione e dell’indifferenza della popolazione nei confronti di una politica chiusa e ingabbiata negli stessi schemi dai tempi del dopoguerra, incapace di rinnovarsi malgrado gli epocali cambiamenti storici di quegli anni.

Subito dopo le elezioni, molti industriali e politici furono arrestati con l’accusa di corruzione. Le indagini iniziarono a Milano, ma si propagarono velocemente ad altre città, man mano che procedevano le confessioni. Fondamentale, per questa espansione esponenziale delle indagini, fu la diffusa tendenza dei leader politici a privare del proprio appoggio i politici meno importanti che venivano arrestati: questo fece sì che molti di questi si sentissero traditi e spesso accusassero altri politici, che a loro volta ne accusavano altri ancora. Nonostante la nascita del nuovo governo l’ondata di arresti e di avvisi di garanzia lo indebolirono fortemente. Ad agosto, Craxi attaccò Di Pietro sull’Avanti! Non è tutto oro quel che luccica.

Presto scopriremo che Di Pietro è tutt’altro che l’eroe di cui si sente parlare. Ci sono molti, troppi aspetti poco chiari su Mani Pulite. Il 2 settembre 1992 il socialista Sergio Moroni si uccise. Lasciò una lettera in cui si dichiarava colpevole, affermando che i crimini commessi non erano per il proprio tornaconto ma a beneficio del partito, e accusò il sistema di finanziamento di tutti i partiti.

A settembre viene resa nota un’indagine della Procura di Brescia su un ex ufficiale dei carabinieri che avrebbe girato l’Italia per raccogliere notizie compromettenti sulla vita privata di Di Pietro. Due suoi amici avrebbero ricevuto offerte in denaro per rivelare che il magistrato avrebbe fatto uso di droga. Oscar Luigi Scalfaro, Presidente della Repubblica dal 1992 al 1999. Nacquero comitati e movimenti spontanei, furono organizzate fiaccolate di solidarietà con il pool, sui muri comparvero scritte come W Di Pietro, Di Pietro non mollare, Di Pietro facci sognare e Di Pietro tieni duro! Si diffusero persino slogan come Tangente, tangente. Milano ladrona, Di Pietro non perdona! Colombo, Di Pietro: non tornate indietro!

Mani pulite e orologi Ora legale. Nelle elezioni locali dell’autunno 1992 si confermò la crisi dei partiti tradizionali: la DC e il PSI persero ciascuno circa la metà dei voti. Le inchieste proseguirono e si estesero in tutta Italia, offrendo un panorama di corruzione diffusa dal quale nessun settore della politica nazionale o locale appariva immune. Politici e imprenditori di primissimo piano furono inquisiti e travolti da una pioggia di avvisi di garanzia. Tra questi anche Bettino Craxi, che a febbraio dovette dimettersi da segretario del PSI.