Sviluppo sociale e benessere in Emilia-Romagna. Trasformazioni, sfide e opportunità PDF

La popolazione italiana del secondo dopoguerra ha vissuto cambiamenti importanti. Accanto a una sviluppo sociale e benessere in Emilia-Romagna. Trasformazioni, sfide e opportunità PDF costante della sopravvivenza e al miglioramento della salute pubblica, ha conosciuto prima un rialzo della natalità fino agli anni del baby boom, poi una costante diminuzione fino a metà degli anni Novanta, quando il numero medio di figli per donna ha toccato il valore minimo, inferiore a 1,2.


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I profondi cambiamenti intervenuti nelle condizioni di benessere della società contemporanea hanno favorito l’emergere di un ampio dibattito sull’accresciuta complessità dei processi socio-economici in epoca post-industriale e sulla difficoltà di trovare una misurazione adeguata delle condizioni di vita delle persone. Prendendo come filo conduttore lo sviluppo sociale e lo stato di salute della popolazione e adottando il punto di vista dei cittadini, il volume si inserisce in questo ambito tematico fornendo un quadro delle dinamiche e delle condizioni di benessere in Emilia-Romagna, raccogliendo e analizzando informazioni derivate da differenti fonti secondarie secondo una prospettiva particolarmente attenta alle dinamiche di genere, di cittadinanza e generazionali. Con l’obiettivo di indagare le condizioni di vita, le opportunità e le sfide che i cittadini si troveranno ad affrontare, sono state approfondite le dimensioni e i processi dell’evoluzione della popolazione, della formazione delle famiglie e della conciliazione dei tempi quotidiani, delle condizioni di salute e degli stili di vita, dello studio e della formazione, del lavoro, della cittadinanza, della questione della sicurezza, dell’ambiente e della mobilità.

Su questa griglia di riflessioni si vuole intraprendere una disamina descrittiva e interpretativa delle recenti tendenze demografiche regionali con uno sguardo al prossimo futuro. L’attenzione è focalizzata sui cambiamenti che hanno caratterizzato il comportamento e la struttura demografica degli individui e delle famiglie italiane nei loro processi di divergenza e convergenza territoriale, in particolare sui mutamenti familiari e fecondi. Il saggio per comodità espositiva si divide in quattro parti, che tuttavia sono idealmente congiunte e, in buona sostanza, interconnesse. La dimensione media in termini di popolazione delle nostre regioni, fra le più elevate a livello europeo, è inferiore solo a quella della Lituania e simile a quella della Romania. Poco al di sotto dell’Italia, nella graduatoria, si colloca la Francia, che presenta una dimensione media delle sue regioni di 2,4 milioni di abitanti. I Paesi che al contrario hanno regioni di dimensioni demografiche più ridotte sono, dopo Malta, Lussemburgo e Cipro, Grecia, Austria e Belgio. Considerando la dimensione media delle regioni in termini di superficie, l’Italia, con 14.

Le regioni italiane presentano una grande variabilità in termini di dimensione demografica e di superficie territoriale. Sardegna, Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna, tutte con superfici superiori ai 20. La Liguria si distingue per la consistente dimensione demografica: oltre 1,6 milioni di residenti. Basilicata, nello stesso intervallo di tempo, è l’unica regione dove la popolazione decresce. I connotati geografici hanno contraddistinto le peculiarità del territorio, ma la storia della nascita delle regioni italiane dal punto di vista istituzionale e normativo spiega le loro differenze causate anche dal processo formativo degli anni Settanta. Si dovette aspettare il 1975 e il 1977 per avere un indirizzo legislativo e giurisprudenziale più favorevole all’autonomia regionale, ma nel frattempo le regioni si erano ormai conquistate sul campo quelli che sarebbero stati i successivi sviluppi istituzionali, sino alla più recente riforma del 2001. Tale legge modificava, in primo luogo, l’art.