Teoria della relazione oggettuale e clinica psicoanalitica PDF

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Författare: Kernberg Otto.

Questo volume analizza la natura e le origini delle relazioni interpersonali interiorizzate, sottolineando l’importanza delle prime relazioni oggettuali nello sviluppo normale e patologico della struttura psichica.

79 egli svolse un seminario periodico, di solito quindicinale: ininterrottamente, benché non nella medesima sede e non nel medesimo contesto. Negli anni settanta Jacques-Alain Miller propose a Lacan di redigere e dare alle stampe l’intero corpus del suo Seminario, partendo dalle copie stenografate esistenti in circolazione. Lacan accettò, nominando Jacques-Alain Miller coautore dell’opera. Freudienne de Paris sulla rivista Ornicar? Ma il Seminario, anche se ne costituisce la parte preponderante, non esaurisce la vastità e la complessità di questo insegnamento.

Bisogna aggiungere infatti, oltre ad alcuni testi da lui direttamente composti, innumerevoli conferenze, comunicazioni, discorsi, relazioni e rapporti pronunciati in occasione delle più svariate circostanze ufficiali come congressi, colloqui e raduni istituzionali, o informali come riunioni e inviti. Gran parte di questi testi risultano da trascrizioni successive alla loro enunciazione, per quanto Lacan fosse solito prepararne una traccia più o meno elaborata. Alcuni testi invece erano composti direttamente da Lacan, soprattutto se commissionati appositamente per comparire su riviste o enciclopedie. Negli anni 1960 l’editore François Wahl propose a Lacan di raccogliere i suoi testi più importanti in un’opera unica, che enucleasse i capisaldi e testimoniasse delle tappe salienti della sua ricerca.

Lacan accettò l’invito e fu così che nel 1966 videro la luce gli “Scritti”. Mentre i Seminari sono caratterizzati dalla tensione verso la ricerca, dall’addentrarsi in zone inesplorate, dall’incertezza delle conclusioni, dalla provvisorietà degli schemi costruiti, elementi tutti che conferiscono loro quell’inconfondibile stile di apertura e di discorsività, i testi scritti di Lacan -e dunque gli Scritti- appaiono piuttosto come dei momenti di ricapitolazione, densi, concentrati, e perciò di più ardua lettura. Gli Scritti cercano insomma di fare il punto del cammino percorso fino a una certa tappa: tuttavia la veste di conclusività è solo apparente, essendo possibile isolare al di là di essa le antinomie ancora irrisolte, magari sapientemente occultate da soluzioni di lì a poco abbandonate come insoddisfacenti, antinomie che sono il vero propulsore dell’avanzata del suo insegnamento. Il contrasto fra la ricapitolazione-riordinamento di quanto fin lì detto e la proiezione verso un al di là ancora da dischiudere si percepisce nettamente nel confronto fra gli Scritti e i Seminari coevi, dal quale emerge, assumendo una data qualunque come riferimento, l’attardarsi degli Scritti rispetto all’al di là già sfiorato dai Seminari. Alla pubblicazione degli Scritti, il cui successo portò il nome e l’opera di Lacan al di fuori dei confini della Francia, non fecero seguito iniziative analoghe, sicché i testi scritti di Lacan successivi al 1966 si trovano dispersi su riviste, opuscoli ed edizioni varie.

La bibliografia di Lacan in lingua italiana può quindi essere organizzata in tre aree: i Seminari, gli scritti e altre opere, i testi e interventi pubblicati in libri e sulle riviste italiane. I testi maggiori pubblicati fino al 1966 sono negli Scritti, quelli dopo il 1966 su altre raccolte o edizioni singole. La bibliografia è sovrapponibile a quella francese, fatti salvi i Seminari e qualche altro testo non ancora tradotti. All’elenco delle opere segue qui un commento delle principali scansioni del suo insegnamento, costruito in rapporto a dei testi presentati nella loro successione cronologica: vengono accostati in parallelo, secondo un modello forse un po’ insolito, i Seminari e gli Scritti con i testi maggiori successivi. Antonello Sciacchitano e Irène Molina sotto la direzione di Giacomo B. Alberto Turolla, Clementina Pavoni, Piero Feliciotti, Simonetta Molinari, sotto la direzione di Antonio Di Ciaccia, edizione a cura di Giacomo B.