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Författare: Margaret Atwood.

La giovane donna protagonista di questo romanzo ritorna dopo molti anni alla casa isolata in cui ha passato infanzia e adolescenza, allarmata dalla notizia dell’improvvisa sparizione del padre. La casa si trova su un’isola deserta, al centro di un grande lago nella regione del Quebec, circondata solo dall’acqua e dalla foresta: la porta è aperta, la casa è vuota, l’orto è in abbandono. In una stanza ci sono dei fogli pieni di indecifrabili disegni, come scarabocchi infantili o primitivi graffiti. Per i tre amici che accompagnano la ragazza, l’uomo che vive con lei e un’altra coppia, la gita sull’isola ha il sapore di un’avventura turistica. Ma per lei la vicinanza con le forze elementari della terra e dell’acqua e la rivisitazione di luoghi e gesti dell’infanzia hanno l’effetto di una graduale rivelazione. La ricerca del padre si trasforma in un sofferto pellegrinaggio interiore: la verità cui il fondo del lago e i misteriosi graffiti sembrano alludere non riguarda soltanto la scomparsa del padre ma lei stessa, la sua identità femminile, il suo posto in un mondo che con la natura ha perduto ogni contatto. La purezza del paesaggio appare minacciata dalla malattia che viene dal Sud, dall’invasione degli americani, alfieri della civiltà tecnologica.

Questa è una voce in vetrina. Ritratto di dama tradizionalmente identificata con Galla Placidia. Nei dodici anni in cui regnò sull’Impero romano d’Occidente, Galla dovette gestire il confronto fra tre potenti ed influenti generali, Costanzo Felice, Bonifacio ed Ezio. Gli ultimi anni furono caratterizzati dalla gestione della turbolenta figlia Onoria e dal coinvolgimento nelle vicende religiose: fu una fervente cristiana, intransigente verso le ultime espressioni del Paganesimo. Galla Placidia era figlia dell’imperatore Teodosio I e della sua seconda moglie Galla, sposata nel 387, quando i due avevano quaranta e sedici anni circa rispettivamente. In Placidia si riunirono due dinastie imperiali romane, quella valentiniana e quella teodosiana.

Serena ritratta col marito Stilicone e il figlio Eucherio, nel Dittico di Stilicone. Serena era la cugina di Galla, figlia del fratello di Teodosio I. All’inizio degli anni 390 Placidia ricevette il titolo di nobilissima, che le dava una dignità pari a quella dei fratelli, e delle proprietà che la resero finanziariamente indipendente. Il matrimonio tra Galla ed Eucherio fu rimandato per la giovane età dei due fidanzati, e alla fine non fu più celebrato. Accadde infatti che Stilicone, sempre più influente, fu oggetto di una congiura e assassinato, senza l’opposizione di Onorio, il 22 agosto 408.

Alarico giunse a Roma e la cinse d’assedio, desistendo solo per la robustezza delle sue mura. Nella città assediata, però, crebbe il rancore contro i sostenitori di Stilicone e la vittima fu Serena, processata dal Senato romano con l’accusa di aver chiamato i Visigoti a Roma. Sposandolo a Narbona nel 414, Galla Placidia divenne regina dei Visigoti, ma il suo regno effettivo durò appena un anno, fino alla morte per assassinio del marito. La coppia aveva avuto un figlio, Teodosio, morto infante. Alarico aveva due scopi: ottenere un territorio dove stanziare il proprio popolo e vedersi riconoscere il grado di generale dell’impero. Alarico accettò di levare l’assedio a Roma in cambio di un notevole tributo.

Quando i Visigoti di Alarico lasciarono l’Urbe, portarono con loro anche un prezioso ostaggio, Galla Placidia, da utilizzare per costringere Onorio a cedere alle loro richieste: iniziarono così diversi anni di prigionia per la giovane principessa, all’epoca diciottenne. Il matrimonio, che avrebbe dovuto unire i Visigoti ai Romani, non fu riconosciuto a Ravenna. Ataulfo reagì rieleggendo imperatore Prisco Attalo, sempre nel 414, con potere nominale sulla Gallia. Attalo, il quale fu catturato e spedito a Onorio.

Il successore di Ataulfo, Sigerico, umiliò Galla facendola marciare a piedi per venti chilometri davanti al suo cavallo, ma fu ucciso sette giorni dopo essere salito al trono: gli successe Vallia, che si dimostrò più moderato e restituì la dignità regale a Galla, cercando di negoziare con i Romani. Tornata alla corte del fratello dopo la liberazione dai Visigoti, Galla Placidia trovò ad attenderla il matrimonio con Flavio Costanzo, generale fedelissimo di Onorio il quale lo aveva onorato di diversi consolati. La posizione di Galla all’interno della corte imperiale era di assoluto rilievo, sia in virtù del proprio rango di nobilissima e madre dell’erede al trono, sia per il fatto che restava regina dei Visigoti, ruolo che le permetteva di avere sempre al suo fianco la fedele guardia reale visigota. Inoltre pare che Galla abbia esercitato una profonda influenza sul rozzo Costanzo, il quale col matrimonio cambiò radicalmente sia stile di vita sia atteggiamenti. Ritratto di fantasia di papa Bonifacio I, la cui ordinazione nel 419 fu contestata dall’antipapa Eulalio. Ma l’influenza di Galla non si limitava alla sfera religiosa.

Galla Placidia ricevette il titolo di augusta dell’impero, che la poneva allo stesso livello dell’augusta d’Oriente, Pulcheria. Dopo la morte del secondo marito, l’augusta fu coinvolta in conflitti tra i generali Castino e Bonifacio: Galla sosteneva Bonifacio e i Visigoti, ed era da essi sostenuta, mentre Onorio parteggiava per Castino. Oriente collocò sul trono d’Occidente Valentiniano III con la reggenza della madre Galla, la quale fece torturare e uccidere l’imperatore sconfitto. Nell’agosto del 423, alla morte senza eredi di Onorio, si aprì il problema della successione sul trono d’Occidente. La corte di Ravenna e il Senato romano scelsero come successore Giovanni Primicerio, un alto funzionario imperiale, ma la corte di Costantinopoli non riconobbe l’elezione, che rompeva la continuità dinastica dei sovrani d’Occidente. Galla e Valentiniano videro riconosciuti i loro titoli, mentre il 24 ottobre 424 Valentiniano fu nominato cesare d’Occidente all’inizio della spedizione in Italia.

Giovanni che estendeva ai pagani alcuni diritti riservati dei cristiani. Da Aquileia l’augusta si spostò a Ravenna e da qui si mosse a sud in autunno per fare un ingresso trionfale a Roma con Onoria e Valentiniano. Uno dei suoi primi atti di governo fu probabilmente quello di riconoscere il possesso della Prefettura del pretorio dell’Illirico alla pars Orientis dell’Impero. Ritratto di Costanzo Felice sul dittico consolare del 428. Durante il suo governo, Galla si trovò a dover gestire equilibratamente diverse figure forti, tra cui Felice, Bonifacio ed Ezio. Felice era il marito di Pandusia, una delle sostenitrici di Galla, e quindi probabilmente anche lui sostenitore dell’augusta sin dai tempi del suo matrimonio con Costanzo III nel 417. Tra i tre uomini forti, quello che rimase maggiormente insoddisfatto era proprio il principale sostenitore di Galla, Bonifacio.

Si recò a Ravenna a palesare la propria contrarietà, e Galla cercò di rabbonirlo nominandolo comes domesticorum. Bonifacio tornò allora in Africa, ma qui si avvicinò sempre più, e sempre più palesemente, all’arianesimo. Missorio consolare di Ardaburio Aspare, che Galla nominò console del 434 come premio per le vittorie contro Genserico in Africa. Gallia a combattere i nemici dell’Impero, ma anche per stare lontano dalla corte, dove temeva l’opposizione dell’augusta. Scomparso dalla scena Felice, Galla Placidia si trovò a dover scegliere tra Ezio, che disprezzava, e Bonifacio, che era il responsabile della perdita dell’Africa. Divenuto maggiorenne nel 437, Valentiniano III sposò Licinia Eudossia, figlia di suo cugino Teodosio II, il 29 ottobre di quello stesso anno.